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Ambiente è vita: annullata la gara cinofila al Laceno. Il rispetto delle leggi e della Rete Natura 2000 viene prima di tutto

E’ l’associazione Ambiente e/è vita a fare chiarezza sull’annullamento della manifestazione cinotecnica programmata sull’Altopiano del Laceno dall’11 al 14 giugno 2026, l’associazione Ambiente e/è Vita (sezione provinciale di Avellino) “Riteniamo doveroso fare chiarezza – scrive Gerardo Colarusso, responsabile Ambiente e/è Vita sezione Provincia Avellino – rispetto alle note di rammarico diffuse dal Gruppo Cinofilo Irpino, ristabilendo il quadro normativo e scientifico che regola le aree protette. Il monitoraggio ambientale spetta agli enti preposti. Gli organizzatori hanno descritto le prove zootecniche per cani da ferma come uno strumento di monitoraggio faunistico in sinergia con enti scientifici. È opportuno evidenziare che la salvaguardia della biodiversità, di specie e di habitat, rappresenta il fine istituzionale esclusivo dell’ente gestore dell’area protetta – in questo caso l’Ente Parco Regionale dei Monti Picentini – e degli organi scientifici pubblici a ciò deputati. Le attività di monitoraggio e analisi degli ecosistemi richiedono protocolli scientifici rigorosi che non possono essere sovrapposti o confusi con manifestazioni di carattere privato o amatoriale, il cui impatto antropico sul territorio rischia di produrre effetti contrari alla conservazione della fauna selvaggia.I divieti di legge e la giurisprudenza costituzionaleLa manifestazione è stata autoannullata, sono loro stessi che hanno provveduto a farlo. Probabilmente si sono resi conto dell’esistenza di insuperabili vincoli di legge. Sotto il profilo giuridico, le attività che attengono alla cinofilia venatoria, comprese le gare e gli addestramenti, trovano un limite invalicabile nelle norme di tutela dei parchi. A tal proposito, la Corte Costituzionale ha chiarito che l’addestramento dei cani, essendo un’attività finalizzata all’esercizio venatorio, è strettamente connesso alla materia della caccia e, pertanto, non è ammissibile all’interno dei confini di un’area naturale protetta. A ciò si aggiungono le specifiche misure di salvaguardia dei Piani di Gestione dei Siti Natura 2000. L’Altopiano del Laceno rientra interamente in una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e in una Zona di Protezione Speciale (ZPS) della rete europea”.

Si sottolinea come “I regolamenti approvati dalla Regione Campania per queste aree prescrivono il divieto tassativo di svolgimento di tali attività nel delicato periodo biologico riproduttivo della fauna. L’annullamento dell’evento rappresenta quindi la conseguenza dell’osservanza delle leggi vigenti, non averlo fatto avrebbe significato violarle. Una doverosa presa d’atto della realtà normativa che ha evitato l’insorgere di gravi responsabilità anche in capo alla dirigenza dell’ente parco.  Non si può condividere la tesi secondo cui l’annullamento dell’evento privi il territorio di un indotto economico o di un modello di sviluppo sostenibile. Le manifestazioni concentrate in pochissimi giorni generano flussi transitori e circoscritti, che gravano su un ecosistema fragile senza produrre benefici duraturi per la comunità locale di Bagnoli Irpino.Questi raduni generano esclusivamente consumi “mordi-e-fuggi” concentrati in pochissimi giorni e limitati a strutture specifiche, lasciando le comunità locali a bocca asciutta. L’economia di un’intera area interna come quella di Bagnoli Irpino ha bisogno di stabilità, non di eventi spot a forte impatto antropico su ecosistemi estremamente delicati.Le esperienze dei grandi parchi storici italiani dimostrano che la conservazione rigida e la vera “economia verde” generano ricchezza diffusa a lungo termine poiché: Attraggono un turismo responsabile, composto da visitatori disposti a spendere di più per esperienze naturalistiche autentiche. Destagionalizzano i flussi turistici, garantendo entrate costanti ad alberghi e ristorazione locale durante tutto l’anno. Valorizzano l’enogastronomia e l’artigianato locale, creando microeconomie circolari durature. Incentivano investimenti verdi europei, legati a programmi internazionali come la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS)L’esatto contrario rispetto a quello che si è proposto. Con un tentativo grossolano di celare le gravi responsabilità dell’ente parco su assenza di governance e di prospettive future.Trasparenza istituzionale e necessità di un nuovo dialogoIl Gruppo Cinofilo ha pubblicamente ringraziato la presidenza dell’Ente Parco per il “costante dialogo”. Riteniamo che l’apertura istituzionale verso attività in evidente contrasto con le finalità di tutela tutelate dalla legge rischi di indebolire l’autorevolezza e l’immagine dell’ente stesso. Il rilascio di nullaosta per eventi poi oggetto di legittimi ricorsi e stop amministrativi evidenzia la necessità di una profonda inversione di rotta nella gestione del territorio.Il vero dialogo istituzionale deve vedere come interlocutori prioritari le associazioni ambientaliste, le quali perseguono le medesime finalità dell’area protetta. Questa sinergia è una condizione che fino ad oggi è mancata nella governance del Parco. Chiediamo che l’ente si confronti stabilmente con chi promuove la vigilanza, la conservazione e il ripristino degli habitat, che sono gli imperativi di un’area protetta, ponendo fine a deroghe che rischiano di compromettere il patrimonio naturale del Laceno. Solo tutelando l’integrità biologica e il silenzio della montagna si costruisce un futuro solido e sostenibile.Il Laceno e tutto l’areale dei Monti Picentini non può e non deve essere ridotto a un campo di gara transitorio. La vera svolta economica delle aree interne irpine risiede nella tutela integrale del proprio patrimonio biologico, trasformando il vincolo ambientale in un marchio di qualità territoriale esclusivo. Solo proteggendo il silenzio, la flora e la fauna selvatica si costruisce un’economia solida, duratura e davvero sostenibile per le generazioni future.A tal proposito, stiamo seguendo con estrema attenzione una proposta di legge regionale altamente innovativa, estendibile su tutto il territorio nazionale. Questa iniziativa applica un nuovo paradigma rispetto ai tradizionali interventi sulle aree interne, valorizzando il capitale naturale quale risorsa fondamentale. Si tratta di un passo che l’Ente Parco e i sindaci avrebbero dovuto compiere da tempo. Se approvata, la legge potrebbe dare una sostanziale svolta all’economia, alla lotta allo spopolamento e alla dignità delle aree internee garantire una vera tutela ambientale. Chiunque sia interessato a conoscere nel dettaglio la proposta di legge può contattare l’associazione al nostro indirizzo PEC: ambientevita.avellino@pec.it, con la viva speranza che i primi a risponderci e a contattarci siano proprio gli amministratori locali e l’Ente Parco.Invitiamo pertanto l’Ente Parco a convocare la comunità del parco, con la presenza del Presidente della Regione Campania, e le associazioni ambientaliste per un confronto serio su questa proposta di legge”

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