Il ritorno sui banchi, che prende il via in queste ore a partire da Bolzano e si estenderà progressivamente al resto d’Italia, può portare con sé il cosiddetto back to school blues, una fase di transizione e malinconia che in alcuni casi si trasforma in vera e propria ansia. Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), come Chiara Cattaneo e Vittorio Palermo, si tratta di un fenomeno multidimensionale del tutto normale, legato all’adattamento ai nuovi ritmi e alle dinamiche sociali.
L’ansia da rientro può esprimersi attraverso segnali emotivi, comportamentali e fisici differenti a seconda dell’età:
Nei più piccoli c’è difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento e richiesta continua di rassicurazioni.
Preoccupazioni legate al rendimento scolastico, agli insegnanti e all’organizzazione quotidiana.
In preadolescenza e adolescenza c’è la centralità delle relazioni con i coetanei e paura di subire l’esclusione dal gruppo sociale.
Ci sono sintomi fisici e comportamentali come mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno, irritabilità, sbalzi d’umore o tendenza a evitare le attività scolastiche.
E ancora, come evidenziato da Emanuela Medda del Registro Nazionale Gemelli dell’ISS, i gemelli affrontano il rientro con esigenze individuali distinte. Pur trovando sicurezza nel legame, possono vivere il distacco con tempi e stati d’animo differenti (uno entusiasta, l’altro più ansioso), evitando di fare paragoni tra fratelli.
Per aiutare bambini e ragazzi ad affrontare il primo giorno e le prime settimane con maggiore serenità, gli esperti consigliano di mettere in pratica semplici abitudini:.
Utile anticipare progressivamente l’orario della sveglia e del sonno nei giorni precedenti, limitando l’uso degli schermi la sera.
Assicurare pasti regolari, colazioni adeguate e un riposo corretto per ridurre la vulnerabilità allo stress.
Ultile ascoltare i timori dei figli senza minimizzarli o fare pressioni con aspettative rigide, mostrando un atteggiamento calmo e fiducioso.
Altro consiglio è visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni per ridurre l’incertezza, specialmente nei momenti di passaggio (come l’ingresso in una nuova scuola). Evitare di sovraccaricare i ragazzi con nuove attività extrascolastiche finché non si sono stabilizzati i ritmi scolastici.
Il benessere psicologico a scuola richiede un approccio condiviso (whole-school approach) che coinvolge famiglie, docenti e servizi del territorio, puntando sullo sviluppo delle competenze emotive e relazionali per favorire un inserimento sereno.


