E’ stata la consegna del riconoscimento intitolato a Carlo Gesualdo, a concludere questo pomeriggio, nella chiesa del Rosario, la Summer School 2026 “Dalla modernità a Gesualdo. Percorsi internazionali di studi letterari, storici e artistici”, promossa da Edizioni Sinestesie e Università degli Studi di Salerno, con la Provincia di Avellino, l’Associazione Carlo Gesualdo, il Liceo “P.S. Mancini”, Fontanarosa Comunità e in collaborazione con la Pro Loco Civitatis Iesualdinae.
Un premio assegnato al professore Granese per il contributo offerto agli studi e alla valorizzazione della figura di Carlo Gesualdo, che è un omaggio a uno studioso che si è sempre distinto per rigore scientifico e attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale. Granese ha approfondito in particolare il rapporto tra Gesualdo, la cultura del suo tempo, Tasso e Marino, interpretando il compositore come figura centrale nel passaggio tra Manierismo e modernità. È inoltre curatore, con Luigi Sisto, degli Atti del Convegno internazionale “Carlo Gesualdo e il suo tempo”. A consegnare il riconoscimento Franco Di Cecilia, delegato alla cultura della Provincia. A fare da padroni di casa Carlo Santoli, direttore scientifico della master class e Edgardo Pesiri, presidente dell’associazione Carlo Gesualdo. A portare la propria testimonianza alla serata anche i docenti Dinko Fabris e Giuseppe Mastrominico.
Un riconoscimento che lega ancora una volta il nome di Gesualdo alla ricerca, alla conoscenza e alla cultura. Quindi spazio alla musica con il soprano Antonella Carpenito, la pianista Maria Scala e il clarinettista-sassofonista Michele Brogna, protagonisti del concerto “Viaggio tra le note del canto lirico”. A presentare la serata Annamaria Picillo, direttore artistico della rassegna “Avellino letterario” Per la Summer School una scommessa ancora una volta vinta che conferma la capacità della rassegna di promuovere un dialogo tra linguaggi artistici differenti, tra istituzioni e territorio, anche con il coinvolgimento delle scuole, di promuovere sempre nuove prospettive di ricerca sul principe dei musici con la speranza che il prossimo anno possa essere il castello di Gesualdo ad accogliere il ciclo di incontri.



