Oltre il 10% delle amministrazioni comunali della provincia di Napoli è attualmente sotto stretta osservazione per infiltrazioni della criminalità organizzata. Un dato ben al di sopra della media nazionale, che rappresenta un segnale di massimo allarme sociale”. È l’allarme lanciato dal senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della Commissione parlamentare bicamerale Antimafia, intervenuto alla conferenza stampa del centrodestra unito svoltasi in Consiglio regionale della Campania sul tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nelle amministrazioni comunali.
Rastrelli ha spiegato che il dato emerge dalle attività di un apposito Comitato costituito in seno alla Commissione Antimafia, sulla base delle informazioni acquisite dal prefetto di Napoli. “Il dato più allarmante – ha affermato – è che il veicolo prescelto dalle organizzazioni criminali sono oggi i partiti politici che esprimono le amministrazioni, con uno stravolgimento del sistema che vede i partiti trasformarsi da argine a strumento di infiltrazione”.
Il senatore ha quindi puntato l’attenzione sul ruolo delle liste civiche, “troppo spesso semplici conglomerati di interessi”, e ha chiamato in causa il Partito Democratico, sostenendo che “le amministrazioni a sua guida si stanno progressivamente sfaldando” e che, nei casi di maggiore criticità, “l’unica risposta è l’isolamento dei sindaci o il ricorso ad autosospensioni che non rappresentano una reale assunzione di responsabilità politica”.
Rinviando anche alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, Rastrelli ha puntato l’indice sulla circostanza che “proprio il Partito Democratico nei suoi assetti di vertice provinciale e quindi di vertice nazionale, perché parliamo di comuni di grandissima ampiezza, ha di fatto benedetto il varo di quelle liste, salvo poi a non volersene assumere la evidente responsabilità politica”.
“Per questo – ha concluso – occorre innalzare il livello di attenzione. La battaglia per la legalità è parte integrante del patrimonio genertico del centrodestra e non consentiremo, né in Parlamento, né in Commissione Antimafia, né in Consiglio regionale, alcuna recidiva delle zone d’ombra”.



