ArcelorMittal al bivio, il sindacato torna in piazza. Giovedì 12 Marzo, a un anno dalla chiusura dello stabilimento ArcelorMittal di Luogosano, le organizzazioni sindacali FIM, FIOM, UILM e UGLM, insieme ai lavoratori, hanno promosso un presidio davanti alla Prefettura per mantenere alta I’attenzione delle istituzioni, a partire dalle Regione e dal Governo, su una vertenza che, ad oggi, non ha ancora trovato una soluzione. “La chiusura del sito produttivo ha generato forti difficoltà e criticità per i 32 lavoratori coinvolti e per le loro famiglie. In più occasioni la vertenza sembrava vicina a una soluzione concreta, ma ogni tentativo non si è poi realizzato, alimentando prima speranze e poi delusione per il mancato raggiungimento di risultati”, si legge nella nota sindacale.
Il presidio rappresenta un momento di mobilitazione e confronto per chiedere un aggiornamento della vertenza alla Prefettura e per sollecitare la convocazione, da parte della Regione, di un tavolo istituzionale al quale partecipino tutte le parti coinvolte. “Non possiamo permetterci di perdere l’opportunità di reindustrializzare la ex ArcelorMittal. La mancata ripresa produttiva rappresenterebbe non solo una grave perdita occupazionale, ma anche un ‘ulteriore ferita per il territorio, favorendo spopolamento e indebolimento socio-economico della comunità. La salvaguardia dell’industria locale è quindi cruciale per il futuro di Luogosano e dei comuni limitrofi. Accanto alla ricerca di una soluzione industriale, è indispensabile attivare un piano formativo per la riqualificazione dei lavoratori, affinché siano pronti a cogliere nuove opportunità produttive sul territorio2.
Il sindacato chiama direttamente in causa la politica e le istituzioni “per definire e sostenere politiche industriali concrete. Senza una visione strategica e strumenti efficaci, si rischia la desertificazione industriale dei territori. Servono scelte coraggiose che favoriscano investimenti produttivi, sostenendo sia l’iniziativa privata sia l’intervento pubblico quando necessario per garantire lavoro, competenze e capacità produttive. Senza industria non c’è lavoro, senza lavoro non c’è futuro, e senza opportunità industriali il territorio rischia di perdere pezzi di comunità e competitività”. Al momento, sono ben quattro le proposte in campo per il rilancio dello stabilimento di Luogosano. Alle Fonderie Pisano, Idroambiente e la TMM di Rocca San Felice, si è di recente aggiunta la EKD (Engineering, Know-how, Design) Project con sede a Flumeri e stabilimento proprio nell’area industriale di San Mango sul Calore.





