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Archivio di Stato e Cimarosa ricordano Franco Ferrara, genio musicale e riscatto

Una sinergia tra le realtà del territorio per celebrare il direttore d’orchestra Franco Ferrara. E’ quella che ha visto protagoniste il Conservatorio Cimarosa e l’Archivio di Stato in occasione del convegno “Franco Ferrara: la forza occulta dell’arte di dirigere”. Una giornata all’insegna della musica, della storia e della cordialità. A confrontarsi Roberto Liso, compositore e direttore d’orchestra, che ha approfondito il profilo umano e artistico del maestro nella relazione “Franco Ferrara: genio musicale, dolore profondo, riscatto personale. La coerenza dell’ uomo”; Martine Vaffier, contrabbassista e direttrice d’orchestra, con “Franco Ferrara: un amore cosmico” e Gian Luigi Zampieri, direttore d’orchestra e docente del Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia, che ha proposto una riflessione sul rapporto tra scrittura musicale e interpretazione nel contributo “La partitura come laboratorio alchemico nella trasmutazione del segno in suono”.
Sono seguiti alle ore 16.00 gli interventi di Keith Goodman sul lascito discografico di Ferrara, di Alessandra Carlotta Pellegrini sul repertorio diretto dal maestro e di Lorenzo Terzi, che ha illustrato le vicende archivistiche del fondo documentario dedicato a Franco Ferrara.
Il convegno ha reso omaggio alla figura e all’opera di Franco Ferrara (Palermo, 1911 – Firenze, 1985), violinista, pianista, organista e compositore, ma soprattutto direttore d’orchestra. Nel 1937 sostituì Antonio Guarnieri in un concerto alla guida dell’orchestra del Teatro Comunale di Firenze; da quel momento intraprese una carriera di livello internazionale, che lo portò a essere considerato da molti il più grande direttore della sua generazione.
Una malattia nervosa mai del tutto chiarita lo costrinse ad abbandonare il podio nel 1948. Negli anni successivi Ferrara si dedicò dapprima alla composizione e alla direzione di musiche per il cinema, collaborando con i maggiori registi del suo tempo. Quindi si immerse in una intensissima e feconda attività di insegnante, in Italia e all’estero: fra gli innumerevoli suoi allievi si annoverano Gianluigi Gelmetti, Bruno Aprea, Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gilberto Serembe, Riccardo Muti, Daniel Oren, Zoltan Pesko, Gian Luigi Zampieri, Roberto Liso, Martine Vaffier.
Franco Ferrara morì a Firenze il 7 settembre 1985, pochi giorni dopo aver ricevuto, a Venezia, il premio “Una vita per la musica”.

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