Ariano Irpino – Le riflessioni del presidente di Confcommercio Ariano-Valle Ufita, Nicola Grasso, sul momento che sta attraversando questa provincia. “L’Irpinia vive una delle fasi più delicate per il commercio al dettaglio e per i consumi delle famiglie. I dati territoriali analizzati da Confcommercio Campania – sede di Avellino -, anche alla luce delle analisi Svimez, delineano un quadro che merita una riflessione profonda da parte delle istituzioni e dell’intero sistema economico provinciale”. Mentre a livello nazionale i consumi hanno mostrato una capacità di recupero rispetto agli anni della crisi, la provincia di Avellino continua a registrare dinamiche più preoccupanti, con una contrazione della spesa delle famiglie che si riflette direttamente sulla rete commerciale dei nostri comuni.
Il dato più significativo riguarda la progressiva desertificazione commerciale: in provincia di Avellino la riduzione degli esercizi commerciali si attesta intorno al 7,8%, un dato sensibilmente peggiore rispetto alla media regionale, pari al -3,2%, e superiore alle contrazioni registrate in altre province campane.
Non si tratta soltanto di numeri. Dietro ogni saracinesca che si abbassa definitivamente c’è una famiglia, un’attività che spesso ha rappresentato per decenni un punto di riferimento per il quartiere o per l’intera comunità. E quando un negozio chiude, non viene meno soltanto un’attività economica: si impoverisce anche la vita sociale del centro urbano.
Il problema non è soltanto il commercio. La difficoltà del commercio è infatti il risultato di una combinazione di fattori: riduzione del potere d’acquisto, inflazione, cambiamento delle abitudini di consumo, crescita dell’e-commerce, aumento dei costi di gestione e progressivo spopolamento delle aree interne.
In particolare, i settori dell’abbigliamento, dell’alimentare e dei beni non essenziali stanno pagando un prezzo particolarmente elevato. Per una provincia come Avellino, caratterizzata da una forte presenza di piccoli esercizi e imprese familiari, il fenomeno assume una dimensione ancora più preoccupante.
Se diminuiscono i consumatori e contemporaneamente diminuiscono i negozi, si innesca un circolo vizioso difficile da interrompere: meno attività significa meno servizi, meno attrattività dei centri urbani e, nel tempo, ulteriori motivi per residenti e giovani per trasferirsi altrove.
La Valle Ufita davanti a una scelta. È proprio in questo scenario che Ariano Irpino e la Valle Ufita devono interrogarsi sul proprio futuro. La nostra area dispone di importanti potenzialità: una posizione strategica, un patrimonio storico e paesaggistico significativo, una rete di imprese, la presenza di importanti realtà industriali e, soprattutto, la prospettiva di grandi investimenti infrastrutturali legati all’Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari.
Ma le infrastrutture, da sole, non bastano. È necessario costruire intorno ad esse una vera strategia territoriale, capace di collegare industria, commercio, turismo, servizi e valorizzazione dei centri urbani. Per questo Confcommercio Ariano Valle Ufita ritiene fondamentale rafforzare strumenti come i Distretti del Commercio, promuovere iniziative di animazione urbana, migliorare l’accessibilità dei centri storici, sostenere le attività esistenti e favorire l’insediamento di nuove imprese. Non possiamo limitarci a contare le saracinesche abbassate.
“La desertificazione commerciale non è un problema che riguarda soltanto i commercianti – sottolinea Confcommercio Ariano Valle Ufita – ma l’intera comunità. Un centro urbano senza negozi perde vitalità, sicurezza, servizi e capacità di attrarre persone». dichiara Nicola Grasso responsabile della associazione per Ariano e Valle Ufita” .
La risposta, dunque, non può essere affidata esclusivamente alla capacità di resistenza dei singoli imprenditori. Servono politiche pubbliche mirate, incentivi per chi apre nuove attività, sostegno alla digitalizzazione delle imprese, riduzione dei costi, valorizzazione degli spazi commerciali sfitti e una programmazione urbana che metta il commercio al centro delle politiche di sviluppo.
L’export rappresenta una risorsa, ma non basta
Un elemento positivo arriva dal comparto industriale. Le medie e grandi imprese della provincia mostrano una buona capacità di esportazione e rappresentano una componente importante dell’economia manifatturiera irpina.
È un patrimonio da difendere e valorizzare.
Ma un territorio non può vivere soltanto di industria ed export. Ha bisogno anche di città vive, servizi efficienti, attività commerciali, turismo e capacità di attrarre nuovi residenti. Il futuro dell’Irpinia deve quindi essere costruito mettendo insieme queste diverse componenti.
Dalla crisi può nascere una nuova idea di territorio
Per Confcommercio Ariano Valle Ufita questa fase deve diventare l’occasione per aprire un confronto concreto tra Comuni, Regione, associazioni di categoria, imprese e cittadini. La sfida è trasformare il commercio da semplice settore economico a strumento di rigenerazione urbana e coesione sociale. Ariano Irpino e la Valle Ufita possono candidarsi a diventare un laboratorio di questa nuova stagione, attraverso il rafforzamento del DUC Hirpinia, la collaborazione tra i comuni dell’area, la valorizzazione delle eccellenze locali e una maggiore integrazione tra commercio, turismo, cultura e grandi infrastrutture.
Perché difendere il commercio significa difendere la città.
E oggi, in Irpinia, non possiamo più permetterci di aspettare che un altro negozio chiuda per accorgerci che il problema riguarda tutti”.


