I prezzi continuano a salire più del previsto e anche le vacanze devono fare i conti con una lunga lista di rincari, dagli alberghi ai ristoranti, dai voli nazionali ai traghetti fino ai villaggi turistici. L’Istat ha rivisto al rialzo la stima dell’inflazione di luglio, portandola dal 2,8% al 2,9%, e ha registrato per i servizi di alloggio e ristorazione un aumento dei prezzi ancora più marcato, pari al 3,4%.
Rispetto a giugno, quando l’inflazione era al 3%, si registra una lieve frenata, legata soprattutto al temporaneo rallentamento dei prezzi dei carburanti. Nella seconda metà del mese, però, i listini hanno ripreso a correre con il riacutizzarsi delle tensioni sul canale di Hormuz. La benzina è aumentata dell’8% rispetto allo scorso anno, mentre il gasolio segna un +18,8%.
Numeri che allarmano le associazioni dei consumatori. Secondo l’Unc, rispetto all’estate scorsa una famiglia di quattro persone deve mettere in conto 252 euro in più all’anno per i trasporti e altri 115 euro per ristoranti e alloggi. Per una famiglia di tre persone, l’aumento è di 234 euro per gli spostamenti e di 92 euro per mangiare e dormire. Complessivamente, il maggior costo della vita arriva così a 1.020 euro per una famiglia di quattro persone e a 946 euro per una di tre.
Anche il Codacons parla di «cattive notizie» sul fronte delle vacanze. A luglio i voli nazionali sono costati il 6,2% in più rispetto allo stesso mese del 2025, i traghetti il 2,5% e le auto a noleggio il 3,4%. Va meglio per chi ha scelto una destinazione estera, grazie al calo del 7,6% dei prezzi dei voli internazionali. Per chi invece è rimasto in Italia, gli alberghi sono rincarati del 3% e i villaggi turistici del 2,9%.
Aumenti che, secondo un’indagine di Facile.it, avrebbero spinto molti italiani a rinunciare alle ferie. Dal sondaggio commissionato dal portale all’istituto di ricerca Emg emerge che oltre 4,4 milioni di italiani non andranno in vacanza per motivi economici. Per uno su due, a pesare sulla decisione è stato proprio l’aumento dei prezzi.
L’inflazione si fa sentire anche nelle case di chi non è partito, soprattutto sulle bollette. «A luglio, nel momento in cui i consumi elettrici delle famiglie sono ai massimi», afferma il Codacons, «i prezzi dell’elettricità sul mercato tutelato salgono del 9,7% (+4,5% su giugno), mentre sul mercato libero l’aumento è del 13,9% (+4% su giugno)», con un ulteriore aggravio della spesa per condizionatori e sistemi di climatizzazione.
Dai dati definitivi dell’Istat arriva però una nota positiva dal carrello della spesa. A luglio i prezzi dei prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona sono aumentati dell’1%, meno dell’1,3% indicato nella stima preliminare e ben al di sotto dell’inflazione generale. Per la frutta, inoltre, i prezzi risultano in calo sia rispetto allo scorso anno (-0,7%) sia rispetto a giugno (-4,8%).
Resta stabile all’1,6% l’inflazione di fondo, calcolata al netto delle componenti più volatili, come energia e alimentari freschi. L’inflazione acquisita per il 2026, cioè il tasso teorico che si registrerebbe a fine anno in caso di variazioni nulle nei prossimi mesi, è pari al 2,7% per l’indice generale e all’1,8% per la componente di fondo.
Le differenze territoriali restano significative. Secondo l’Unione nazionale consumatori, Ferrara è la città con i rincari maggiori: per una famiglia media l’aumento del costo della vita raggiunge 1.042 euro, pari al 3,6%. Seguono Mantova, Como e Roma. Tra le regioni, il Lazio registra l’incremento più elevato (+3,1%, pari a 848 euro), seguito dalla Lombardia (+2,8%, 819 euro) e dal Trentino (+2,7%). La regione con gli aumenti più contenuti è invece la Basilicata (+2,3%, 516 euro).
Particolarmente pesante il capitolo degli alloggi. L’Unc segnala in alcune città rincari definiti «astronomici»: a Ferrara arrivano al 23,5%. A livello regionale, la Liguria è in testa alla classifica del caro-dormire, con un aumento del 9%. Tra le principali destinazioni turistiche, la Sardegna segna un +7,6%, la Sicilia +5,4%, il Trentino-Alto Adige +4,1% e la Campania +2,5%. Unica eccezione è la Toscana, dove i prezzi degli alloggi risultano in calo dello 0,6% rispetto a un anno fa.


