Sulla vicenda della mancata costituzione del gruppo consiliare del Pd del Tricolle, a causa della presenza di due pattuglie di consiglieri che rivendicano il simbolo, è intervenuto Carmine Grasso, consiliare dem ed ex candidato sindaco di Ariano.
“Io e Laura Cervinaro – spiega il consigliere comunale dem, candidato a sindaco alle ultime amministrative – come militanti storici, componenti dell’assemblea provinciale ed unici iscritti al Partito Democratico, all’indomani della proclamazione come consiglieri comunali, con l’assenso del segretario provinciale del partito, abbiamo comunicato, il primo giugno, al presidente del Consiglio comunale l’intenzione di costituire il gruppo consiliare Pd, indicando il sottoscritto come capogruppo.
Nel giro di una quindicina di giorni si sarebbero iscritti online i consiglieri Guardabascio e Franza. E il 17 giugno hanno protocollato la richiesta con Franza capogruppo, contro il parere del segretario provinciale del partito. La volontà – aggiunge Grasso – di costituire un secondo gruppo Pd che, fra l’altro, non è consentito dal regolamento del Consiglio comunale, è quello che ha generato il mio discorso nella seduta del 17 giugno.
Io, infatti, non riuscivo a capire quale fosse lo scopo che ha animato i due consiglieri neoiscritti, se la loro iscrizione è da ritenersi validata, a chiedere un secondo gruppo Pd in Consiglio, anziché manifestare la volontà di aderire al gruppo già costituito, che sarebbe diventato il gruppo più folto, con orgoglio per tutti noi e per il Pd”.
A questo punto Grasso inserisce una vena polemica che riguarda il presidente dell’assemblea consiliare. “Il presidente del Consiglio, anziché applicare il regolamento e respingere, a norma di statuto comunale, la seconda richiesta, scriveva al segretario provinciale del partito per chiedere quale dei due gruppi fosse autorizzato all’uso del simbolo. Marco Alaia, segretario provinciale del Pd, convocava un incontro con noi quattro interessati e doveva convenire che non vi era accordo su chi dovesse essere il capogruppo e decideva di non decidere e, senza motivare più di tanto, negava ad entrambi i gruppi la possibilità di costituire il gruppo Pd in seno al Consiglio comunale”.
Una decisione che non piace a Grasso che, in conclusione, lo dice chiaramente. “Io e Cervinaro non condividiamo questa posizione del partito e siamo, nostro malgrado, costretti a rinunciare all’utilizzo del simbolo e a costituire il gruppo intitolato alla lista del candidato sindaco con cui ci eravamo proposti al campo largo”.
Questa la ricostruzione di Grasso, attendiamo quella di Franza e Guardabascio. E chissà come finirà la vicenda ad Ariano, ma pure a livello provinciale. Troppe sembrano essere le distanze tra gli attori di questa vicenda.



