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Assalto all’Alta Irpinia, dura denuncia da Di Biasi (Fuori dalle pale): così si uccide l’agricoltura

Un incontro per ribadire come l’agricoltura rappresenta il presidio primario dell’ambiente e l’unica reale prospettiva di sviluppo locale. Ma resta un quadro di drammatico abbandono strutturale ed economico che attanaglia l’Alta Irpinia. Al centro della riflessione anche l’impatto delle speculazioni energetiche sul territorio, a discapito della vocazione agricola e alimentare

GUARDIA LOMBARDI – Una riflessione su agricoltura e aree interne. E’ quella che è arrivata  in occasione della Festa dell’Agricoltura, dall’Associazione Longobarda 4.0, a Guardia Lombardi, in occasione del convegno  “Custodire la terra, costruire il futuro: agricoltura e aree interne”. I lavori, moderati dal giornalista Annibale Discepolo, hanno visto la partecipazione di un parterre di relatori istituzionali e di categoria: l’Assessore all’Agricoltura della Regione Campania, prof.ssa Maria Carmela Serluca, il consigliere regionale Maurizio Petracca, la presidente di Coldiretti Avellino Veronica Barbati, il presidente della Provincia di Avellino Fausto Picone e il sindaco di Guardia Lombardi Francescantonio Siconolfi.

L’incontro ha ribadito come le aree interne custodiscano un patrimonio inestimabile di territorio, paesaggi, saperi e comunità, all’interno del quale l’agricoltura rappresenta il presidio primario dell’ambiente e l’unica reale prospettiva di sviluppo locale. Tuttavia, il dibattito ha portato alla luce un quadro di drammatico abbandono strutturale ed economico che attanaglia l’Alta Irpinia.

Particolarmente incisivo è stato l’intervento di Giuseppe Di Biasi, responsabile dell’associazione Fuori dalle pale che aderisce a  TESS (coalizione interregionale che raggruppa oltre 200 tra associazioni e comitati impegnati nella salvaguardia del territorio). Di Biasi ha rivolto una ferma sollecitazione alla classe politica, richiamando l’attenzione sulle responsabilità di chi ha il compito di governare i processi di sviluppo per evitare il progressivo impoverimento di un’area vulnerabile come l’Alta Irpinia, in palese contrasto con i proclami di rilancio delle aree interne.

Le denunce del territorio: crisi economica, criminalità e speculazione energetica

L’intervento del rappresentante del coordinamento TESS si è fatto portavoce dell’accorato grido d’allarme dei produttori agricoli locali, che denunciano una crisi senza precedenti:

Sostenibilità economica al tracollo: Le aziende agricole registrano perdite medie tra i 10.000 e i 20.000 euro all’anno, schiacciate dal calo delle rese, dal crollo del prezzo del grano e dall’esplosione dei costi di produzione (sementi, concimi, carburante, manutenzioni).
Dignità tradita: Chi opera in contesti svantaggiati e ad altitudini complesse continua a coltivare a tutela del paesaggio e delle tradizioni, per poi ritrovarsi, dopo decenni di lavoro usurante, con pensioni a limite del sostentamento.
Progressivo smantellamento dei servizi: Si assiste al ridimensionamento dei servizi essenziali: l’eterna questione dell’importante collegamento stradale Lioni-Grottaminarda, il dimensionamento scolastico, l’assenza di medicina di base in diversi comuni.
Emergenza sicurezza: A questo scenario si aggiunge la piaga della criminalità, testimoniata  dai numerosi furti di trattori che hanno recentemente colpito le aziende agricole del territorio.

L’attacco delle speculazioni energetiche e il nodo degli espropri

Al centro del dibattito anche l’impatto delle speculazioni energetiche sul territorio, a discapito della vocazione agricola e alimentare:

I numeri dell’assedio: Da ottobre 2022 a oggi, sul solo territorio di Guardia Lombardi edi tutta l’Alta Irpinia sono stati presentati decine di  progetti per impianti eolici e ben 12 centrali di accumulo BESS nell’area del Formicoso e nell’agro di Lacedonia.
Violazione delle tutele: Una corsa alle installazioni che supera nei fatti la delibera regionale del 2016 sulla saturazione energetica dell’Alta Irpinia, avvalendosi di progettazioni che omettono criticità fondamentali quali la vicinanza ai centri abitati, alle fonti d’acqua pubblica, alla Via Appia (patrimonio UNESCO) e ad aree protette ZPS e SIC (come Papaloia e Piani di Sopra, lago San Pietro, Monteverde, Monte Origlio).
Espropri d’autorità: Si denuncia la sdemanializzazione e l’esproprio di terreni agricoli in nome della “pubblica utilità” a vantaggio di società private (S.r.l.). Le attuali richieste di installazione di impianti eolici e BESS prevedono infatti l’esproprio di oltre 2.000 piccole e medie aziende agricole nell’intera Alta Irpinia. Di quale rilancio si può parlare se la terra dei contadini viene sottratta ai produttori che generano il reale valore economico e sociale della comunità?

Le richieste: «Non assistenzialismo, ma dignità»

Il convegno si è concluso con l’individuazione delle priorità per fermare lo spopolamento e garantire un futuro alle nuove generazioni:

Adeguamento dell’Indennità Compensativa: Un sostegno concreto e proporzionato per chi produce in zone montane ed altimetricamente svantaggiate.
Stop alle decisioni calate dall’alto: Blocco delle speculazioni energetiche che devastano l’agricoltura e il paesaggio.
Riconoscimento del ruolo sociale: Tutela effettiva per chi produce cibo di qualità e presidia le comunità interne.

«Non chiediamo assistenzialismo, pretendiamo dignità»:questo il messaggio univoco emerso da Guardia Lombardi per salvare l’Alta Irpinia dal degrado economico e sociale.

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