“Generoso aveva una capacità straordinaria di alimentare energie e creare spazi di confronto e libertà. La sua creatura “Nuovo Meridionalismo” ne è un esempio e sarebbe bello che questa sua capacità non venisse meno, che dal suo impegno germogliassero nuovi frutti”. E’ il professore Raffaele La Sala, a sottolineare il senso dell’incontro, tenutosi questo pomeriggio al Circolo della Stampa, per ricordare l’avvocato Generoso Benigni, tra i protagonisti della storia politica e culturale cittadina e presentare il numero speciale di “Nuovo Meridionalismo”, da lui curato insieme a Peppino Iuliano: “Aveva doti innate nel comunicare idee e progetti e condividerle. La sua era una parola mai gridata, espressione di equilibrio e consapevolezza, Essere qui è un segno di riconoscenza e testimonianza per il contributo da lui offerto alla cultura, allo sport, al giornalismo. Voleva che questa rivista si interrogasse sui problemi del Sud, andando al di là della lezione di Guido Dorso, era un uomo di grande onestà intellettuale che guardava costantemente ai giovani. Si sentivano accolti e ascoltati nel suo studio, come in uno spazio fisico e mentale di libertà. E proprio i giovani hanno continuato ad accogliere il suo messaggio. Di qui l’impegno di costruire una classe dirigente prima che diventi evanescente”. Per ribadire come “abbia sempre vissuto la politica nei partiti e nelle istituzioni, con la concretezza e la competenza dell’uomo di legge ma anche con il fervore e la responsabilità di un imprescindibile dovere morale”.
E’ quindi il direttore Gianni Festa a sottolineare la sobrietà di un uomo che “non amava alzare la voce, non imponeva il suo pensiero ma cercava il confronto. E’ difficile rendere giustizia alla complessità dei suoi interessi, il basket, la politica, il meridionalismo, il legame con la città. Entrambi avevamo vissuto una città diversa, amministrata con rigore e rispetto delle istituzioni e non potevamo accettare il degrado morale del capoluogo. Generoso era fatto così, pensiero, testimonianza, impegno, spesi per il territorio. E’ stato vicesindaco, presidente della Scandone, intellettuale, sempre consapevole della necessità di interrogarsi sul futuro del Sud, interprete di una politica attenta ai bisogni dei cittadini e non agli interessi personali, come oggi capita spesso, capace di fondere coscienza borghese e memoria della cultura contadina. Era convinto che il Sud non avesse bisogno di risorse ma di pensiero”.
Peppino Iuliano ribasdice come “la parola che più lo raccontava era ‘verità’, a cui è sempre stato fedele. Oggi avrebbe compiuto 85 anni e avrebbe festeggiato insieme a noi i 250 numeri e i 40 anni di Nuovo Meridionalismo, il suo terzo figlio. Una pianta che ha generato frutti, nata all’indomani del sisma dall’idea che fosse necessario promuovere un laboratorio di scrittura e pensiero e responsabilizzare gli intellettuali perchè facessero la loro parte. Tante le firme ospitate sulla rivista, tanti giovani hanno fatto la loro prima esperienza di scrittura su questa rivista, era interprete di una cultura democratica autentica che gli consentiva di dare voce a uomini e donne di formazione politica e culturale differente, come testimonia la collaborazione di Emanuele Macaluso, storico direttore dell’Unità”. Gennaro Iannarone ricorda la sua capacità di fondere passione civile e umanesimo “Aveva l’oltre dentro di sè, frutto di una cultura poliedrica”. Pone l’accento sulla sua fede nella libertà “rinvigorita dalla passione letteraria, realizzata con la fondazione della rivista Nuovo Meridionalismo. Presto mettemmo a nudo le comuni visioni critiche del mondo della giustizia che quotidianamente ci impegnava, confidandoci che quella era sì la nostra realtà professionale ma non potevamo confidare alla stessa una cieca adesione”.
L’ex sindaco Enzo Venezia pone l’accento sul sostegno prezioso offertogli dall’avvocato Benigni durante il suo mandato di primo cittadino, “Mi adoperai per realizzare una collaborazione politico-amministrativa tra la Dc e il Pli. Questa intesa consentì a Generoso di entrare in giunta con l’incarico di vicesindaco e delega allo sport. Mi aiutava a trovare le soluzioni migliori per la città, offrendomi consigli che mi tutelavano da grattacapi legali e amministrativi. Inoltre, a quei tempi l’Avellino calcio era in serie A e ogni sabato andavamo insieme nei vari alberghi dove era in ritiro la squadra ed era consuetudine restare a cena con i calciatori”. Filippo D’Oria ne ricorda il suo essere “un laico liberale, equilibrato, mai fazioso per cui era vero che humani nihil alieno puto. Ha sollevato scudo e lancia, agendo in prima persona e sollecitando le classi dirigenti a essere attente, ad agire responsabilmente, a promuovere lo sviluppo”.
A rendere omaggio a Benigni il sindaco Nello Pizza “ha sempre rappresentato un esempio per noi giovani avvocati, è stato un signore della politica e dell’avvocatura. Ammiravo in particolare il garbo e la correttezza che ne caratterizzavano il rapporto con i colleghi, tanto più rari in un mondo in cui domina il cinismo. Ma Generoso era anche un uomo di cultura, in un tempo in cui le competenze dell’avvocato diventano sempre più tecniche, si distingueva per le sue qualità di grande giurista. E’ stato un protagonista della storia della città, di pagine bellissime scritte nell’assise del Consiglio Comunale, caratterizzate anche da un elevato livello di partecipazione. Una partecipazione resa possibile anche da un sistema elettorale che consentiva di scegliere i propri candidatii”. Di qui l’appello all’amministrazione comunale a dedicare a Benigni una piazza.
L’avvocato Teodoro Russo ne ricorda la capacità di ascolto, lo spirito poliedrico e l’esperienza dell’associazione “Merito e libertà”, convinto della necessità per una società di valorizzare il merito per essere al passo con la storia”. La poetessa Monia Gaita, anche lei tra le redattrici di Nuovo Meridionalismo, sottolinea la scelta di Benigni “di rivalutare la parola attraverso una rivista da cui emergeva con forza la volontà di indignazione. La parola era per lui lievito di cambiamento. Al tempo stesso aveva compreso il triste destino a cui sarebbero andati incontro i paesi se non ci fosse stato un cambio di passo. Aveva la nobiltà d’animo di un mecenate di stirpe rara. In tempi di incoerenza e carrierismo rappresenta una stella rara”.
Nino Grasso ricorda il sodalizio tra suo padre Gaetano e Benigni nella realizzazione della rivista “Io che venivo da una formazione di sinistra mi sono sorpreso nello scoprire che un liberale poteva essere un galantuomo. Dopo la pubblicazione del mio primo articolo dedicato all’editore Rubbettino non ha mai smesso di incoraggiarmi. Ricorderò sempre quelle riunioni di redazione, intorno alla scrivania ingombra di libri, che si trasformavano in conversazioni su questioni politiche. Aveva una curiosità straordinaria per l’altro, c’era in lui sempre l’idea di una naturale propensione al confronto e all’ascolto attento e il culto di una religiosità laica legata alla memoria. Aveva il desiderio di fare concretamente in tutti i settori in cui operava qualcosa di utile per gli altri”, Mino Mastromarino pone l’accento sulla centralità del liceo classico nella sua formazione, come lui stesso raccontava nel volume autobiografico Amarcord “Una formazione legata allo studio dell’humanitas, alla conoscenza dei classici senza mai rinunciare allo sguardo rivolto avanti”. Spiega come “Voleva che la rivista si interrogasse sui problemi della società ma era consapevole del rischio che viveva il Sud, un rischio legato alla sindrome della borghesia compiaciuta che determina una stagnazione dell’impegno, così come della necessità di superare Dorso, di un divario Nord Sud che è innanzitutto culturale”. Clarice Spadea ne sottolinea la signorilità e umanità “Spesso mi recavo nel suo studio perchè sapevo che lì avrei trovato ascolto. Era un uomo capace di indignarsi ma anche di chiedere scusa”. Michele Vespasiano ricorda come “E’ stato l’ultimo rappresentate di una borghesia illuminata che credeva nel merito, nella libertà e in uno Stato che non umilia ma serve” .
Carmen Pellino pone l’accento sulla sua capacità di svelarsi attraverso le pagine dell’autobiografia, Mirella Napodano ne evidenzia la curiosità intellettuale ed emozionale “tanto che spesso era ospite dei nostri laboratori di educazione alla cittadinanza. Aveva una capacità di comprendere ciò che andava al di là dellasuperficie”. “Nostro padre – spiegano i figli Achille e Gianpaolo Benigni era cresciuto in una famiglia che aveva fatto del diritto e dell’impegno civile una vocazione trasmessa di generazione in generazione. Il nonno Tranquillino, il padre Achille, nomi che nel Foro evocavano rigore ed integrità. La politica fu per lui un prolungamento della sua vocazione civile. Non amava il potere fine a sè stesso. Avrebbe potuto diventare sindaco ma quando alcuni amici gli offrirono la candidatura non volle accettare. Preferiva la mediazione alla visibilità, la semina paziente al raccolto immediato”. Commosso anche il nipote Fabio, anche lui avvocato “Generoso è stato un riferimento costante sia nei momenti di gioia e che di difficoltà. Uno zio con il quale confrontarsi continuamente, al quale rappresentare, senza timore di essere giudicati, ogni problematica, nella certezza di avere nei momenti di bisogno parole sincere e abbracci di conforto. La generosità, la comprensione, l’umanità e capacità di immedesimarsi nei problemi era una prerogativa che Generoso garantiva a tutte le persone che si rivolgevano a lui”.
A contribuire al numero Achille Benigni, Gianpaolo Benigni, Giuseppe Iuliano, Filippo D’Oria, Raffaele La Sala, Giovanni Verde, Gianfranco Rotondi, Enzo Venezia, Gennaro Iaverone, Rosanna Alaggio, Marco Staglianò, Bruno Troisi, Francesco D’Episcopo, Francesco Petrillo, Fabio Benigni, Paolo Saggese, Giampiero Galasso, Aldo de Francesco, Gianni Festa, Hamza Zirem, Gennaro Iannarone, Matteo Claudio Zarrella, Sergio Mastroianni, Costantino Severino, Claudio Rossano, Alfonso Attilio Faia, Sergio Natale, Amato Michele Iuliano, Nicola Prebenna, Franco Mangialardi, Raffaela Vallese, Mirella Iannaccone, Mino Mastromarino, Teodoro Russo, Michele Vespasiano, Mirella Napodano, Giusy Pagliuca, Clarice Spadea, Sara Maietta, Antonello Lenzi, Tiziana Battista, Elvira Limone, Gianluca Roccasecca, Emanuela Sica, Matteo Balsamo, Michele Falco, Monia Gaita, Nino Grasso, Riccardo Sica, Maria Romano, Gaetano Troisi, Antonio Spagnuolo, Antonio Pulcrano, Carmelo Sichinolfi, Maria Rosaria Maccario, Gerardo Iuliano, Gianni Marino, Vincenzo Napolillo, Angelo de Rogatis, Alessandro Di Napoli, Filomena Marino.











