Automotive in crisi: esplode la protesta. Oltre mille lavoratori, provenienti da tutt’Italia, si sono ritrovati a Roma sotto la sede del MIMIT, dove si è svolto un confronto sul futuro del settore. Al presidio era presente anche una delegazione di lavoratori avellinesi della Fiom Cgil provenienti da Stellantis, Menarini e Limasud, “per rappresentare e denunciare l’impatto che la crisi sta producendo sull’area avellinese, sui lavoratori e sull’intero tessuto produttivo del territorio”, precisa il Segretario Generale Giuseppe Morsa.
“Negli ultimi due anni, realtà come Denso e Limasud hanno perso circa 200 posti di lavoro, mentre Stellantis ha registrato una riduzione di oltre 300 occupati attraverso le ultime uscite incentivate. È indispensabile un’inversione di tendenza, attraverso interventi strutturali da parte del Governo e delle aziende, capaci di garantire investimenti, prospettive produttive e tenuta occupazionale”. La Fiom auspica anche ol coinvolgimento della Regione Campania. “Occorre sollecitare la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario sul lavoro e sulle crisi industriali e prevedere – incalza Morsa – un sostegno al reddito regionale per i lavoratori collocati negli ammortizzatori sociali nella fase di transizione, in particolare per chi è impegnato in percorsi di formazione e riqualificazione”. La punta dell’iceberg della crisi è rappresentata dallo stabilimento Stellantis di Pratola Serra. “É necessario avviare una riflessione concreta sul futuro industriale, puntando su un nuovo motore che possa sostituire l’endotermico, anche perché il nuovo Ducato prodotto a Sevel sarà realizzato con motorizzazioni elettriche e ibride. Senza investimenti e una visione industriale chiara, il rischio – aggiunge il Segretario della Fiom – è la perdita definitiva di un presidio industriale strategico per l’Irpinia”.
Al termine dell’incontro, i sindacati hanno parlato di una situazione ormai insostenibile. “Abbiamo denunciato che il 2025 è stato un anno orribile e che non possiamo continuare così. L’azienda ha riconosciuto che ci sono dei problemi e ha provato a raccontarci che il 2026 sarà un anno diverso, dando alcune risposte su alcuni stabilimenti ma non su altri”, precisa il segretario generale Uilm Rocco Palombella. Più dura la Fiom che parla di “pesante crisi” e denuncia il taglio del fondo automotive da 8 a 1,6 miliardi in cinque anni. Secondo Michele De Palma e Samuele Lodi, “le produzioni Stellantis in Italia sono ai minimi storici e circa 10mila addetti stanno terminando le tutele, con il rischio concreto di licenziamenti se non arriveranno nuove misure e un vero piano industriale”.



