Marika De Filippis, la ventiduenne compagna di Pellegrino D’Avino, ai domiciliari con l’accusa di concorso in strage aggravata dal metodo mafioso, detenzione di esplosivo e danneggiamento per il raid avvenuto il 16 ottobre 2025 contro l’abitazione del giornalista e conduttore di “Report” Sigrido Ranucci, ha scelto di non rispondere neanche questa volta alle domande del magistrato.
Cosi come aveva fatto in sede di interrogatorio di garanzia, davanti al Gip, anche questa mattina, invitata a rendere interrogatorio dal pm antimafia Edoardo De Santis (il pm titolare del fascicolo Carlo Villani e’ stato nominato Procuratore della Repubblica a Velletri ) ha scelto di non rispondere. L’interrogatorio si è svolto presso la sede della Compagnia dei Carabinieri di Baiano, dove la ventiduenne, alla presenza dei suoi difensori, gli avvocati Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo, e’ stata ascoltata in videoconferenza.
Domani nel carcere di Rebibbia tocchera’ al suo compagno Pellegrino D’ Avino. Un interrogatorio che segue lo sviluppo dell’indagine di Carabinieri e magistrati della Dda di Roma, in particolare l’individuazione del presunto intermediario e del mandante del raid, di cui proprio Pellegrino D’Avino, la sua compagna, il padre di D’Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone, sarebbero stati con ruoli diversi, i presunti autori.
Le prime tracce su Tavares Gomes sarebbero arrivate proprio da dialoghi captati durante le fasi di esecuzione degli arresti nel Mandamento Baianese e da una serie di tracce che coinvolgono la stessa De Filippis ed il compagno D’ Avino. Molto probabile che anche D’ Avino, il compagno della donna resterà in silenzio come ha fatto la De Filippis.



