di Egidio Leonardo Caruso
Approda il 14 luglio in Aula alla Camera la discussione sugli emendamenti alla nuova legge elettorale, circa 200, sui quali i Deputati sono chiamati ad esprimere il proprio voto, le settimane scorse si sono caratterizzate per lo scontro continuo tra gli schieramenti, con la maggioranza che ha difeso la propria proposta di riforma ritendo l’impianto generale buono e capace di garantire stabilità e governabilità al Paese, mentre l’opposizione si è mostrata compatta nel dire un secco no al cosiddetto Bignami Bis, ritenuto un pericolo per l’equilibrio democratico che ha come unico vero interesse la conservazione e gestione del potere. Tuttavia restano diversi nodi da sciogliere, su tutti quello relativo alla possibile reintroduzione delle preferenze, con il primo partito della coalizione Fdi orientato a trovare un meccanismo che permetta ai cittadini di tornare a scegliere i propri rappresentanti, mentre Forza Italia e Lega si sono mostrate poco favorevoli all’ipotesi del cosiddetto modello belga, che consentirebbe agli elettori di scegliere se votare il partito, accettando l’ordine dei candidati predefinito oppure, indicare direttamente il nome del candidato con una preferenza, soluzione ritenuta insufficiente dagli alleati per modificare realmente il peso delle segreterie nella selezione degli eletti.
Nei giorni scorsi e in particolare nelle ultime ore sembra che qualcosa possa cambiare in positivo, infatti dall’AGI si apprende che: “al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia, nella Sala Colletti alla Camera, dopo un’ampia discussione, sono emersi il parere favorevole e l’indicazione a votare sì, all’emendamento sulle preferenze. Per FI è fondamentale il valore della compattezza della maggioranza: così secondo quanto riferiscono fonti parlamentari azzurre, si sarebbe espresso il Vicepremier, Ministro degli Esteri e leader di FI Antonio Tajani, nel sottolineare come l’emendamento presentato da Fdi, Nm, Udc, sulla legge elettorale, sia un punto di equilibrio”.
Il suddetto emendamento che incontrerebbe anche il favore della Lega e di Futuro Nazionale Vannacci, prevede: Capilista bloccati e fino a un massimo di tre preferenze, inoltre è preservata la regola sul rispetto dell’alternanza di genere tra i 6 nomi che saranno già scritti sulla scheda, I promotori del testo ricordano che una soluzione del genere, discussa anche con gli alleati della coalizione ai quali l’emendamento è stato sottoposto per una valutazione, riprende il sistema toscano.
Ulteriori conferme a tal proposito Fonte AGI, arrivano dal portavoce dei relatori Angelo Rossi (Fdi):” il parere sarà favorevole risponde, il governo sull’emendamento sulle preferenze da inserire nella legge elettorale, con la ministra delle Riforme Casellati, secondo quanto apprende da fonti qualificate, esprimerà parere conforme al relatore, dando ufficialmente il via libera al testo. Dunque, la maggioranza – e così anche il governo – dopo il via libera arrivato questa mattina da leghisti e azzurri, ha deciso un cambio di linea: non più rimettendosi all’aula ma mettendo il timbro sull’emendamento: “Ci mettiamo la faccia”, spiega un esponente dell’esecutivo.
Le opposizioni considerano irricevibile l’emendamento presentato dalla maggioranza, come confermato già questa mattina nel corso di una riunione dei Capigruppo Pd, M5s, Avs in Commissione Affari Costituzionali, al termine del summit il Movimento 5 Stelle con il Capogruppo Riccardo Ricciardi, ha presentato un proprio emendamento che prevede: la possibilità di esprimere una o due “preferenze vere”, con vincolo di genere. Una reazione che si aggiunge agli emendamenti delle forze di minoranza già presentati allo scadere del primo termine, per rispondere – viene spiegato – alle “forzature del centrodestra che prova a truffare gli italiani con i capilista bloccati”.
A spiegare la ratio dell’emendamento il vice presidente M5s, Michele Gubitosa per il quale: “con l’emendamento messo a punto da Fdi, Nm, e Udc “solo i partiti con maggior consenso tendenzialmente uno o due, eleggerebbero alcuni parlamentari con le preferenze, per il resto si avrebbero quasi esclusivamente dei nominati”. Ma non basta: “perché si possa parlare di preferenze è necessario che il cittadino possa scrivere il nome del candidato che predilige scegliendo all’interno di una rosa ampia”, aggiunge Gubitosa, “invece secondo la maggioranza, i cittadini potranno solo mettere la crocetta su un nome all’interno di una ristrettissima rosa di nomi già inseriti nella scheda, e scelti dalla segreteria del partito. Questa è una truffa”, conclude, “confezionata nel disperato tentativo di trovare una mediazione all’interno di una maggioranza sempre più ai ferri corti in cui non c’è accordo su nulla”.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, come riportato da Rai News ha dichiarato:” voteremo contro l’emendamento presentato da FdI” sulle preferenze “che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell’alternanza di genere”. Ha detto la segretaria durante la sua relazione all’Assemblea congiunta dei gruppi Pd.
“Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini, a dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne”, ha aggiunto.
Anche la Premier Giorgia Meloni ha fatto sentire la propria voce all’AGI:” A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari, lo facciano per convinzione, o soltanto per prendersi gioco degli italiani”. “C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto. Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”, sottolinea la premier. (AGI).
Le ultimissime notizie da Montecitorio a votazione in corso riferiscono quanto segue:” L’Aula della Camera ha bocciato i primi due emendamenti, uno del Pd e uno di M5s, alla legge elettorale con votazione a scrutinio segreto. Nella prima votazione i voti a favore sono stati 149, 214 i contrari e 3 astenuti. Nella seconda votazione 148 i favorevoli, 217 i contrari e 2 astenuti. La maggioranza, dunque, supera indenne le prime prove d’Aula a scrutinio segreto. (AGI).



