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Avellino Cultura in città, Avitabile e Servillo emozionano il pubblico. E stasera tocca a Bennato

E’ un viaggio carico di emozioni quello che consegnano al pubblico Enzo Avitabile e Peppe Servillo in Duet, di scena al Gesualdo nell’ambito della rassegna “Avellino Cultura in città”. Un viaggio che si nutre di preghiere, ninne nanne, ritmi del Mediterraneo e del mondo, da “Mane e Mane” a “Sentimento”, da “Canta Palestina” a “Tutt’egual song ‘e criature” con cui Avitabile racconta il suo desiderio di un mondo senza confini e distinzioni di religione, nazionalità e colore della pelle. Accompagnati dalla chitarra & elettronica Gianluigi Di Fenza e dalle percussioni Emidio Ausiello cantano il Sud e le radici. L’alchimia tra i due è perfetta, rendendo lo spettacolo quasi teatrale in alcuni momenti, con Avitabile che dialoga con il pubblico alla sua maniera raccontando aneddoti, da Sanremo “dove sono andato quando mi ha chiamato Baglioni” al ricordo di Sergio Bruni “Quando cantava pensavo fosse mio padre. Poi, un giorno mi sono presentato alla sua porta. Quando gli ho detto che scriveva canzoni mi ha spiegato che il vero artista è quello che sa cantare le parole e le note”, dalla differenza tra tamburo a cornice e tammorra “Mo sapite n’ata cosa” agli omaggi a Pino Daniele, James Senese, Joe Amoruso e Rino Zurzolo con “Terra mia” che accende il Teatro. Poi è la volta della festa, con il Gesualdo che si trasforma in una piazza e tutti a ballare insieme a Enzo e Peppe Servillo, cerimonieri d’eccellenza di questo rito collettivo che riconcilia con il mondo.

E stasera è ancora emozione con Eugenio Bennato, di scena al Gesualdo. Bennato porta sul palco un repertorio in cui la canzone d’autore si fonde con sonorità folk e suggestioni provenienti da diverse culture del Mediterraneo. Un linguaggio musicale che attraversa confini geografici e generazioni, mantenendo salda l’identità popolare.

Sul palco, accanto a Eugenio Bennato – voce, chitarra classica, mandola e chitarra battente – si esibiranno musicisti di grande spessore: Ezio Lambiase alla chitarra elettrica e classica, Sonia Totaro alla voce e tamburello e Mujura, in un intreccio di ritmi e timbri che promette energia e coinvolgimento.

 

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