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Decreto PNRR Scuola 2026: ecco le principali novità per gli aspiranti docenti

di Egidio Leonardo Caruso-

Lo scorso 9 Aprile la Camera dei Deputati ha dato il via libera al Decreto legge n. 19/ 2026 recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Sezione IV- Disposizioni urgenti in materia di istruzione e merito

Il provvedimento tende ad introdurre alcune modifiche-chiave per l’intero comparto scuola, che interessano migliaia e migliaia di docenti precari, e personale ATA, fino alla Riforma degli Istituti tecnici Superiori.

Desta particolare attenzione quanto previsto per il Comparto Istruzione e Ricerca

Per quanto riguarda gli Elenchi Regionali per il Ruolo, che partiranno dal prossimo anno scolastico 2026/2027, l’apertura dell’istanza è prevista a stretto giro, nelle prossime settimane. Si tratta di una misura rivolta a tutti coloro che in seguito al superamento delle prove di un concorso ordinario dall’anno 2020 e fino agli attuali Concorsi PNRR, sono risultati idonei, ovvero, pur avendo superato entrambe le prove previste dalla procedura, non sono rientrati tra i vincitori nel numero di posti messi a bando, introducendo quale principale novità, che in suddetti elenchi, varrà unicamente il punteggio ottenuto dal candidato sommando il risultato delle prove scritte e orali, di tali concorsi. Eliminando di fatto il riferimento ad ulteriori titoli culturali e di servizio, ma soprattutto evitando che quanti nel corso degli anni hanno superato una o più procedure concorsuali, non dovranno sottoporsi ad un selezionificio continuo, ripartendo da zero ogni volta. Non è certo “la panacea di tutti i mali” della scuola, da solo non basta, ma è quantomeno un primo passo per affrontare l’annoso problema del precariato.

Un emendamento ha consentito l’inserimento nei suddetti elenchi regionali, anche agli idonei del concorso straordinario di cui alla legge 159/2019, ovvero, coloro che hanno superato la prova scritta del cosiddetto “concorsone” del 2020 (DD 510), inizialmente esclusi.

Potranno presentare domanda d’iscrizione su base volontaria, in una sola regione, tutti i candidati che soddisfano i seguenti requisiti: gli idonei, a partire dai concorsi banditi dal 2020 in poi, coloro che hanno superato la prova orale (o scritta del concorso straordinario 2020), con un punteggio minimo di almeno 70/100, infine, coloro che pur essendo risultati idonei, non sono già assunti a tempo indeterminato, ne sono in possesso di un contratto finalizzato al ruolo.

L’inserimento degli aspiranti negli Elenchi Regionali per il Ruolo, seguirà criteri ben precisi: ordine cronologico del/dei concorsi sostenuti (priorità ai concorsi banditi in precedenza, a cominciare dal 2020), secondo un principio di tutela dei “precari storici”.

Punteggio complessivo ottenuto (sommando la prova scritta e la prova orale), eccezion fatta per il concorso straordinario 2020, verrà considerata solo la prova scritta.

Eventuali criteri di precedenza in caso di parità di punteggio.

Inoltre in ciascun Elenco Regionale per il Ruolo, verrà data precedenza a chi ha sostenuto e superato il concorso nella medesima regione nella quale si iscrive, rispetto a chi vi accede avendo conseguito l’idoneità in una regione diversa.

Con il presente decreto si interviene anche su una precedente misura, contenuta nel Decreto legislativo 59/2017, andando a prevedere “ulteriori criteri integrativi” in sede negoziale, specificando che tali modifiche dovranno avvenire nel rispetto degli obiettivi del PNRR. Inoltre viene rivisto anche il quadro normativo sull’accreditamento degli enti di formazione: vengono eliminati alcuni criteri precedentemente validi – tra cui l’esperienza quinquennale in almeno tre regioni – stabilendo che l’accreditamento e la qualificazione delle associazioni professionali, saranno disposti con una specifica direttiva ministeriale.

Per quel che riguarda la Riforma degli Istituti tecnici e Professionali, il cui avvio a regime è confermato per l’anno scolastico 2026/27, il decreto sposta l’anno di riferimento per il calcolo del numero massimo di classi attivabili, all’anno scolastico 2024/25.

-Misure previste per il personale non docente (ATA)

Per l’anno scolastico 2026/27, il decreto autorizza ulteriori risorse pari a 19 milioni di euro, destinate a incarichi temporanei del personale ATA. Le coperture sono così ripartite: 7 milioni per il 2026 e 12 milioni per il 2027, attingendo direttamente ai fondi della Missione 4 – Componente 1 – Riforma 2.2 del PNRR.

Inoltre il provvedimento sancisce lo slittamento del nuovo ordinamento professionale del personale ATA, il cui avvio è posticipato all’anno scolastico 2027/28 (rispetto al precedente termine del 2026/27).

Viene prorogata fino all’anno scolastico 2026/27 l’operatività del gruppo di lavoro previsto dall’articolo 47 del decreto-legge 36/2022, nato per supportare le scuole nella gestione dei fondi del Piano, tuttavia, il contingente di personale dedicato viene ridotto da 100 a 70 unità.

-Assegnazione provvisoria per assistere un genitore anziano (Over 65)

In seguito all’approvazione di un emendamento, viene modificato l’articolo 399, del Testo Unico sull’Istruzione (D.Lgs. 297/1994), introducendo una nuova fattispecie per la mobilità temporanea. Ne consegue che: “un docente potrà presentare domanda di assegnazione provvisoria (provinciale o interprovinciale), non solo per i già previsti motivi familiari, ma anche per ricongiungersi con un proprio genitore, considerato “persona anziana” (over 65)”, ai sensi del recente Decreto Legislativo n. 29/2024.

 

-Istituti Tecnici Superiori (ITS Academy): laboratori aperti alle imprese

Con una modifica alla legge 99/2022, il presente decreto, autorizza gli ITS Academy, a concedere in uso temporaneo i propri laboratori tecnologici, alle imprese del settore produttivo di riferimento. La concessione è consentita esclusivamente al di fuori dell’orario di svolgimento delle attività formative, con l’obiettivo di favorire sinergie con il mondo produttivo e generare risorse aggiuntive per gli istituti, in linea con gli obiettivi del PNRR.

 

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