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Avellino, il giallo della palestra comunale di San Tommaso: progetto fermo da 35 anni, rispunta l’anatema dell’ex assessore tecnico Leandro Savio

La palestra di San Tommaso è ormai un animale mitologico, uno sorta di Yeti avellinese: una fantomatica struttura sportiva, anche bella grande, alta 8 metri, potenzialmente ottima, ma che attende ormai da oltre 35 anni di muovere i suoi primi passi. L’ultimo che aveva provato a metterci mano era stato l’ex assessore ‘tecnico’ allo Sport Leandro Vittorio Savio: proprio in occasione del suo licenziamento, alla fine dello scorso novembre, nel corso di una infuocata conferenza stampa tirò in ballo la storia di questa palestra di San Tommaso per la quale aveva intercettato un finanziamento da 480mila euro che l’avrebbe trasformata in palestra per disabili, ma che aveva dovuto bloccare su richiesta dell’allora consigliere comunale del gruppo Davvero Mario Spiniello, oggi assessore al Patrimonio perché si voleva procedere con un project financing (e quindi per darla in gestione ad un privato).

Ora cerca di fare luce sul punto la Commissione consiliare Trasparenza: l’ultima seduta, il 4 marzo scorso, è stata convocata dal presidente Ettore Iacovacci (Pd), proprio sul tema delle strutture sportive di proprietà comunale. Al tavolo, oltre agli altri componenti della Commissione (erano presenti Giuseppe Giacobbe, Teresa Cucciniello e Antonio Gengaro) era stato invitato proprio l’assessore Spiniello, ma non si è presentato. Sono intervenuti invece due esponenti “tecnici” dell’amministrazione comunale: il dirigente del Settore Patrimonio Fausto Mauriello e il funzionario Diego Mauriello.

IL QUESITO DI IACOVACCI: QUAL E’ L’INTENZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE NARGI?

La discussione è partita da una domanda del presidente Iacovacci: “E’ stata bloccata una richiesta di finanziamento per realizzare a San Tommaso una palestra per disabili, l’aveva preparata l’ex assessore Savio, ma lui stesso, quando si dimise, disse di essere stato stoppato perché una parte dell’amministrazione voleva realizzare un archivio e una parte voleva realizzare una palestra di karate da dare in gestione ad un privato. Qual è la reale volontà dell’amministrazione Nargi riguardo quella palestra?”. Ma la domanda è rimasta senza risposta, soprattutto perché era di natura politica, e quindi avrebbe richiesto la presenza di un esponente politico dell’amministrazione. L’argomento si è potuto sviscerare quindi solo dal lato tecnico: vista la grandezza della struttura presente a San Tommaso sarebbe un peccato farci una palestra di karate; sarebbe invece più razionale farci un archivio comunale, visto che attualmente il Comune di Avellino spende fior di quattrini per affittare depositi privati esterni (uno per esempio si trova ad Atripalda).

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