Inchiesta “Dos Des”, respinta la richiesta dei domiciliari per due degli indagati. Il pm del tribunale di Avellino Massimo Del Mauro ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari per S.D . funzionario istruttore direttivo tecnico della Provincia di Avellino e la misura di sospensione dell’esercizio dall’attività imprenditoriale per E.L geometra e titolare di una ditta edile.
Il gip Pasquale Cerrone ha rigettato le richieste, ma il pubblico ministero ha subito impugnato. La decisione arriverà il 4 dicembre. Nessuna misura richiesta per gli altri tre indagati coinvolti, nell’inchiesta per corruzione e abuso d’ufficio su una serie di appalti per la riqualificazione delle scuole irpine.
Sono cinque gli indagati – S.D., G.C., A.R., E.L. e G.P. – accusati di corruzione e falsità materiale e ideologica (tre funzionari della provincia e due imprenditori irpini). Sono difesi dagli avvocati Nello Pizza, Ennio Napolillo, Claudio Frongillo e Giorgio Palma.
Secondo gli investigatori, viaggi di lusso prenotati su Booking e pagati con la carta American Express di Lucci sarebbero stati offerti a tre funzionari provinciali in cambio di favoritismi nell’assegnazione degli appalti. Durante le perquisizioni i finanzieri hanno trovato 95mila euro in contanti nell’abitazione di una collaboratrice di un funzionario dell’ente. Per l’accusa la somma sarebbe riconducibile alle utilità ottenute dai funzionari.

