Il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Avellino ha pronunciato, all’esito dell’udienza relativa al procedimento n. 6817/2021 RGNR, una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Antonella Sensale e Angelo Antonio D’Agostino, ai sensi dell’articolo 425 del codice di procedura penale.
Il giudice ha riconosciuto nei loro confronti la causa di non punibilità per la “speciale tenuità del fatto”, mentre per Angelo Panza ha disposto il non luogo a procedere perché il fatto non costituisce reato.
La decisione giunge al termine di un’inchiesta della Procura di Avellino, che aveva chiesto il rinvio a giudizio degli imputati per il reato previsto dall’articolo 10 quater del decreto legislativo 74 del 2000.L’accusa riguardava una presunta indebita compensazione di crediti fiscali legati a un progetto qualificato come “ricerca e sviluppo”, ritenuto dall’Ufficio inquirente privo dei requisiti richiesti per l’ammissione al beneficio fiscale e, in parte, fondato su spese mai sostenute.
I fatti contestati si riferivano a periodi temporali diversi e coinvolgevano Panza e Genzale nella qualità di legali rappresentanti della D’Agostino Costruzioni Generali s.r.l., mentre D’Agostino era indicato come gestore di fatto della stessa società.
Nella sentenza, il GUP ha riconosciuto la fondatezza della ricostruzione della Procura, individuando in D’Agostino il “dominus” e amministratore di fatto della società.Tuttavia, ha ritenuto applicabile la causa di non punibilità in ragione dell’integrale pagamento del debito tributario successivamente accertato dall’Amministrazione finanziaria.Il giudice ha fatto riferimento all’articolo 13, comma ter, lettera b) del decreto legislativo 74 del 2000, come modificato dal decreto legislativo 87 del 2024, che consente di considerare l’estinzione completa del debito fiscale ai fini della valutazione della “speciale tenuità del fatto”, prevista dall’articolo 131 bis del codice penale.
La sentenza, che comporta il proscioglimento degli imputati, non è ancora definitiva e potrà essere oggetto di impugnazione.Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Ennio Napolillo e Teodoro Reppucci.


