Si è aperto presso il Tribunale di Avellino, davanti al collegio presieduto dal giudice Sonia Matarazzo, il processo che coinvolge l’ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa. La difesa, rappresentata dagli avvocati Luigi Petrillo e Concetta Mari, affida al dibattimento il compito di chiarire le contestazioni mosse dalla pubblica accusa.
All’ex primo cittadino, coinvolto insieme ad altri 26 indagati nell’inchiesta Dolce Vita, sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione, tentata induzione indebita, rivelazione del segreto istruttorio e falso ideologico. Festa deve rispondere anche di peculato per la sottrazione del pc del Comune, ma non di depistaggio: la Procura si è attenuta, dunque, alla valutazione della Cassazione. L’ex sindaco di Avellino era tornato in libertà dopo 154 giorni trascorsi ai domiciliari nell’indagine che il 18 aprile scorso portò al suo arresto.
Il procedimento, sottolinea la difesa, non avrebbe soltanto una dimensione giudiziaria, ma anche un rilievo pubblico per la città. “La città deve aspettarsi di trovare la verità rispetto alle tesi sino a questo momento sostenute dalla pubblica accusa, perché il processo è il luogo nel quale viene accertata la verità e viene convalidata la tesi dell’accusa oppure viene sconfessata. Lei sa che buona parte delle imputazioni iniziali sono già state ritenute insussistenti dalla Corte di Cassazione”.
La linea difensiva si fonda sulla fiducia nell’esito del dibattimento. “Credo che altrettanto avverrà per la restante parte. Noi siamo fiduciosi nel Tribunale, siamo fiduciosi che venga ristabilita la verità dei fatti, che il mio assistito ha sempre detto essere assai diversa da quella raccontata sino a questo momento”.
Tra i punti centrali del confronto processuale, la difesa indica alcune contestazioni specifiche. “Quando si parla di ‘castello accusatorio’ si fa riferimento a qualcosa che, normalmente, cede. Credo che i punti rispetto ai quali ci potranno essere delle sorprese e delle rappresentazioni opposte siano molteplici. Primo fra tutti la contestazione di associazione a delinquere, che è qualcosa che non ha alcun senso, non ha alcun fondamento, nemmeno in astratto, figuriamoci in concreto”.
L’avvocato Petrillo evidenzia che diverse imputazioni, a suo avviso, non troverebbero riscontro nel dibattimento: “Sono numerose le contestazioni che vengono mosse e che già adesso possiamo dire non troveranno conferma in dibattimento. Però il processo si fa per questo: per convalidare la tesi dell’accusa, verificare la tesi della difesa e, alla fine, arrivare a un accertamento dopo che le parti avranno svolto, nella pienezza delle loro prerogative, il contraddittorio”.
Quanto alla posizione personale dell’ex sindaco, la difesa parla di un’attesa orientata al confronto processuale: “Il mio assistito ha vissuto questo periodo nell’ansia di poter confrontare la sua verità e di potersi confrontare con chi lo accusa ingiustamente, secondo la sua prospettazione”.
Infine, uno sguardo alle liste testimoniali depositate dalle parti. Tra i testi citati da Festa c’è anche l’ex sindaco Laura Nargi. “È una lista nella quale sono inclusi sostanzialmente tutti coloro che hanno indagato in questi lunghi mesi; ci sono pochi testimoni, a dire la verità. Alla lista del pubblico ministero si affianca una nostra lista che conta 42 testi: in buona parte abbiamo indicato le stesse persone indicate dal pubblico ministero e abbiamo aggiunto altri che, secondo noi, sono di peso assai rilevante”.



