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Inchiesta Dolce Vita, il gip firma l’archiviazione per Laura Nargi e altri 21 indagati. L’ex sindaca: “Piena soddisfazione”

Arrivano 22 archiviazioni da parte del Tribunale di Avellino nell’ambito del filone bis dell’inchiesta Dolce Vita. Il Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio, su richiesta della Procura di Avellino, ha firmato il decreto di archiviazione per dirigenti comunali, imprenditori, esponenti politici coinvolti nelle fasi dell’inchiesta ed una società, tra cui l’ex sindaco Laura Nargi, il vicecomandante della polizia municipale Domenico Sullo, il segretario generale del Comune di Avellino Vincenzo Lissa e Gerardo Santoli amministratore della De Vizia Transfer e socio minore della Grande Srl.

“Per gli indagati- scrive il giudice per le indagini preliminari – non vi sono elementi sufficienti a corroborare le ipotesi accusatorie gli elementi raccolti e le anomalie riscontrate nei rapporti professionali e personali intercorrenti tra gli indagati e il primo cittadino (Gianluca Festa, ndr). Dalle indagini e dalle intercettazioni- scrive il gip nonè emerso essun elemento sufficiente per formulare una ragionevole previsione di condanna nei confronti degli indagati che erano stati iscritti per aver presuntamente “agevolato o beneficiato di uno scambio di favori, ben articolato, che coinvolgeva in prima persona il sindaco di Avellino (Gianluca Festa), altri amministratori pubblici, nonché imprenditori locali compiacenti”.

Per Domenico Sullo, vicecomandante della Polizia Municipale, l’attenzione investigativa si era concentrata sulla partecipazione a commissioni di concorso e sulla predisposizione dei test. Secondo il GIP, questi elementi non “dimostrano un contributo consapevole a un eventuale programma criminoso. Non basta la presenza nei passaggi amministrativi per configurare una responsabilità penale“.

Analoga la valutazione per il segretario generale Vincenzo Lissa. Le indagini avevano evidenziato un “rapporto definito “forte” con il principale indagato, ma il giudice sottolinea l’assenza di riscontri oggettivi e univoci che attestino una partecipazione alle condotte contestate. Il legame personale o professionale, da solo, non integra il reato”.

Ufficiale anche l’archiviazione dell’ex sindaco Laura Nargi, che era stata oggetto anche di una perquisizione da parte dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e dell’aliquota di pg della Guardia di Finanza in occasione dell’esecuzione delle misure nell’aprile del 2024. Per Nargi, all’epoca dei fatti vicesindaco del Comune di Avellino, le originarie ipotesi accusatorie, dalle quali si desumeva e ipotizzava un ruolo centrale nella vicenda giudiziaria ” in veste di responsabile della gestione, per conto del primo cittadino. di ogni affare preordinato promosso dal sodalizio” non hanno trovato riscontro nelle risultanze investigative. In buona sostanza, nonostante l’attività di indagine abbia mostrato coinvolgimento dell`indagata in numerosi episodi tra quelli attenzionati, il suo coinvolgimento si è rivelato del tutto “marginale” perché cosi e’ apparsa la conoscenza che la suddetta aveva dei vari progetti criminosi. Nargi si sarebbe limitata ad essere informata dal sindaco unicamente di alcune questioni, non assumendo mai una decisone, un ruolo di gestione, organizzazione o comunque una condotta che sia stata utile e volta alla realizzazione dei reati.

Archiviata anche la posizione per professionisti e imprenditori del territori, per cui il GIP riconosce l’esistenza di anomalie nei rapporti personali e professionali con il sindaco. Ma precisa che l’anomalia non coincide con la rilevanza penale. Gli elementi raccolti, nel loro complesso, non raggiungono la soglia necessaria per sostenere un’accusa in dibattimento.Con questo decreto si chiude una parte significativa dell’inchiesta. Non è una sentenza di assoluzione, ma una valutazione sul materiale probatorio disponibile. Il giudice, in sostanza, afferma che allo stato non ci sono basi sufficienti per andare a processo.

Nel filone filone bis della maxi inchiesta, tra le le ipotesi di reato formulate dalla procura, figuravano il falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale, corruzione nell’esercizio delle funzioni, turbata libertà degli incanti e nella scelta del contraente per vicende che non sono ancora note e sono soggette ad indagine. A marzo scorso il Tribunale di Avellino Giulio Argenio aveva rigettato la richiesta di proroga dei termini di indagini preliminari chiesta dalla Procura nei confronti di Gianluca Festa e altri diciassette indagati. Una decisione, che risultata una vittoria per le difese, le cui istanze e memorie erano state accolte integralmente.

Dopo che il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale Ordinario di Avellino Giulio Argenio ha emesso il decreto di archiviazione del procedimento penale a carico di 22 persone, la posizione dell’ex sindaca Nargi, come si legge in una nota del suo legale, il penalista Costantino Sabatino: “è stata definita una volta per tutte: come peraltro dalla stessa sempre ribadito sin dall’inizio delle indagini, e come si può evincere dal decreto di archiviazione, la Nargi non ha “mai assunto una decisione, un ruolo di gestione, organizzazione o comunque una condotta che sia stata utile e volta alla realizzazione dei reati”.

Osserva il legale, l’avvocato Costantino Sabatino: “ LauraNargi non ha commesso né ha concorso nella commissione di alcun reato. L’ex sindaco di Avellino ha sempre espresso piena fiducia nell’operato della magistratura, tenendo un comportamento collaborativo e volto alla pronta definizione della vicenda che l’ha riguardata, sin dal momento in cui ha chiesto espressamente di sottoporsi ad interrogatorio nell’ottobre del 2024, allorquando non era nemmeno a conoscenza degli atti di indagine a proprio carico: una scelta, questa, decisamente coraggiosa, che ha dimostrato la propria piena consapevolezza di essere estranea a qualsivoglia accusa. Pare appena il caso di ricordare come la Nargi nel corso di questi ultimi anni sia stata vittima di una vera a propria “macchina del fango”, senza però mai cedere di fronte alle ingiuste accuse mosse, mantenendo nonostante tutto il proprio garbo istituzionale ed il proprio contegno comportamentale. Oggi non possiamo che esprimere profonda soddisfazione di fronte all’esito della vicenda processuale che ha visto l’ex sindaca Nargi suo malgrado protagonista, esito da noi atteso da tempo e nel quale abbiamo sempre creduto”.Intanto il processo sul filone principale dell’inchiesta nei confronti di 26 indagati, a cominciare dall’ex sindaco Festa, comincerà il prossimo 24 aprile davanti ai giudici del Tribunale di Avellino.

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