Risanamento dei conti del Comune di Avellino. Ci siamo. O quasi. Parola dell’assessore al Bilancio del Comune di Avellino, Rosalia Iandiorio, che nel corso della trasmissione di Telenostra “10Minuti+Dieci” annuncia l’uscita dal piano di riequilibrio entro la fine dell’anno, dopo che la relazione della Corte dei Conti ha sostanzialmente promosso il lavoro svolto dal 2019 ad oggi a piazza del Popolo.
A mettere nero su bianco la crisi delle casse comunali è infatti nel 2018, il sindaco 5s Vincenzo Ciampi attraverso una delibera di giunta. Tuttavia, il dissesto finanziario non viene approvato in Consiglio comunale a causa del commissariamento del Comune, seguito alla sfiducia del primo cittadino.
Intanto la gravità della situazione finanziaria è ormai chiara: un disavanzo di circa 36 milioni di euro.
Un deficit derivato principalmente dalla rideterminazione e dalla correzione di fondi precedentemente sottostimati dal Comune a partire dal 2015.
A ciò si aggiungono inoltre il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), pari a 51 milioni e seicentomila euro, e il Fondo Contenzioso, che ammonta a quasi 8 milioni.
Non solo. Nella delibera della giunta Ciampi si evidenziano forti criticità nella riscossione e nella gestione dei residui: una bassissima percentuale di riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali e un’enorme consistenza di residui attivi di dubbia esigibilità, oltre a ingenti residui passivi (debiti verso terzi).
Rilevanti anche i contenziosi non coperti da adeguati accantonamenti (tra cui cause per occupazione illegittima, il contenzioso CO.GE.PA., la questione del tunnel e cause bancarie per circa 11 milioni di euro); 8 milioni e seicentomila euro di debiti fuori bilancio relativi al triennio 2018-2020 e ulteriori debiti segnalati dai settori per un milione e mezzo di euro totalmente privi di copertura. Insomma, per il Comune di Avellino una massa passiva complessiva vicina ai 100 milioni di euro.
Infatti, nella stessa delibera si riteneva “impossibile ripianare la voragine finanziaria” persino facendo ricorso “all’aumento delle aliquote fiscali (già prossime ai limiti massimi, es. IMU, TASI e addizionale IRPEF) o attraverso tagli di spesa e alienazioni immobiliari incerte”. Vi sono dunque tutti i presupposti per il dissesto.
Nel 2019, tuttavia, l’amministrazione guidata da Gianluca Festa sceglie di non dichiarare il dissesto finanziario, approvando un piano di riequilibrio pluriennale.
Durante il mandato di Festa e la successiva breve consiliatura della sindaca Laura Nargi, l’azione amministrativa riesce a centrare un recupero complessivo di circa 30 milioni di euro sul fronte della massa passiva e del disavanzo di bilancio. A questo si somma il riconoscimento formale di circa 42 milioni di euro di debiti fuori bilancio, legati in gran parte ai contenziosi storici della ricostruzione post-terremoto dell’80. Al risultato contribuisce il finanziamento da 16,1 milioni di euro ottenuto grazie alla sottoscrizione del Patto con il Governo, promosso dall’allora sindaco Festa.
Attualmente, il disavanzo da recuperare si attesta intorno ai 18 milioni di euro.
Come dichiarato dall’assessore Iandiorio, la priorità è ora quella di sterilizzare ogni elemento di squilibrio contabile attraverso una rigida verifica amministrativa.
La linea, assicura l’assessore, sarà quella dell’estremo rigore: la nuova gestione punta ad azzerare la creazione di nuovi debiti fuori bilancio legati alla spesa corrente, attenendosi strettamente alle coperture già previste negli atti di programmazione.
Iandiorio sottolinea come l’obiettivo primario sia garantire gli equilibri di cassa e rispettare al centesimo le quote di rientro annuale concordate con la Corte dei Conti (tra cui le tranche da oltre 2,7 e 2,1 milioni di euro), affinché l’abbattimento progressivo del disavanzo possa procedere secondo il piano stabilito, senza rischiare nuove sofferenze di bilancio o battute d’arresto.
In conclusione, dopo sette anni di lavoro per mettere i conti in ordine, il dissesto sembra scongiurato: la massa passiva totale si è ridotta di circa l’80%. Manca solo l’ultimo passo per rendere il Comune di Avellino finalmente virtuoso.

