A chi fa paura il Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri? Certamente a coloro che vorrebbero una giustizia ingiusta. E quindi a quella parte del Paese che teme la Costituzione e vuole, pezzo dopo pezzo, trasformarla in cosa loro. La stampa di destra non perde occasione per tentare di linciarlo. Gli vorrebbero chiudere la bocca. Così piovono insulti ad ogni piè sospinto. È grave, però, che coloro che si definiscono progressisti siano latitanti nella difesa del magistrato coraggioso. La stessa segretaria del Pd, Elly Schlein, ha pronunciato una reprimenda quasi giustificativa di ciò che si è verificato, rispetto a cui il Procuratore Gratteri ha chiarito di essere stato male interpretato.
“Un’espressione infelice su cui già ieri i nostri parlamentari hanno espresso solidarietà ai giornalisti del Foglio – ha affermato il numero 1 del Pd. Dopodiché non ci sfugge il tentativo della destra di mettere tutti sullo stesso piano, come Nordio che dice che il Csm, organo presieduto dal Presidente della Repubblica, è governato ‘con metodo paramafioso’. Peccato non abbiano accolto l’appello del Capo dello Stato”, ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, ospite del programma ‘Start’, su Sky.
Nella polemica rovente si registra una caduta di stile che lascia basiti. Anche da parte di chi, ricoprendo ruoli istituzionali importanti e perciò stesso dovrebbe essere di esempio, si lascia a giudizi sprezzanti. Peraltro il confronto aspro a proposito di una considerazione di Gratteri sul dopo voto referendario, presa in prestito per eguale trattamento in caso di vittoria del centrosinistra, ci dice che i motivi per cui è stato chiesto il referendum sono ai margini del dibattito che, invece, si è trasformato, come dimostra il “caso Gratteri”, in una caccia a chi esprime il proprio parere e la propria opinione.
Come ha fatto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ucciso in un agguato mafioso. “Il timore di mio fratello Paolo – ha dichiarato – era che venisse alterata l’indipendenza della magistratura: pensava che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i magistrati sotto l’influenza del potere politico e questo per lui era un pericolo da scongiurare. È giusto dire che i mafiosi votano per una delle due parti, perché sicuramente sono ben contenti di qualcosa che diminuisca il potere della magistratura, e ha fatto benissimo Gratteri a dire quello che ha detto. Mafiosi e massoni voteranno sicuramente a favore della riforma”.



