Nato a Wayne, nel New Jersey, da genitori italoamericani, con il padre originario di Ospedaletto d’Alpinolo, mentre la mamma è di Agnone, comune nel cuore del Cilento.Pellegrino Matarazzo, l’allenatore sorpresa in Spagna e che fa impazzire anche gli Stati uniti per il suo carisma, ora in finale di Coppa del Re con la Real Sociedad, l’equivalente della nostra coppa Italia. E l’allenatore di origini irpine si è persino sposato in Irpinia, al Santuario di Montevergine.
La passione per il calcio è maturata fin da bambino, quando insieme al padre e ai fratelli si piazzava davanti alla tv per guardare 90° Minuto, la popolare trasmissione della Rai. Guardava con ammirazione i grandi campioni che a quell’epoca giocavano nel calcio italiano. Ma soprattutto gli luccicavano gli occhi quando vedeva Diego Maradona con la maglia del Napoli. Ed era sempre in ansia per il risultato del “suo” Avellino, la squadra cuore, la stessa del papà e del nonno. E soprattutto la festa per il Mondiale dell’82: lui aveva 4 anni ma ricorda ancora che il padre dipinse la jeep di bianco, rosso e verde.
Sempre attento allo studio, poi negli anni si è laureato in Matematica alla Columbia University, ma con il calcio in testa. Poi torna in Italia, per diversi mesi sceglie di vivere con i nonni paterni a Ospedaletto d’Alpinolo. Quindi il trasferimento in Germania. Qui la carriera da calciatore, giocava difensore, è durata un decennio tra le leghe minori tedesche.Dal 2010 al 2017 si è occupato del settore giovanile del Norimberga. Nel 2017 è stato ingaggiato dall’Hoffenheim per curare dapprima il settore giovanile, per poi diventare assistente per la prima squadra. Il 30 dicembre 2019 subentra, a stagione agonistica in corso, nel ruolo di tecnico dello Stoccarda a Tim Walter. Termina il campionato al secondo posto, riuscendo a ottenere la promozione in Bundesliga. Cambia panchina nel 2023, ancora in corsa, a febbraio. Torna all’Hoffenheim che è quintultimo. E ottiene la salvezza. L’anno dopo, invece, arriva settimo e si qualifica per l’Europa League. Da quest’anno è alla Real Sociedad, in Spagna. E dopo un partenza lenta, ora è in finale della coppa del Re, dove affronterà l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Mentre in campionato, la Liga, è a ridosso della zona europea.
Con la moglie e il figlio torna spesso in Italia. Dove sogna un giorno di poter vivere. E, chissà, magari anche di allenare. Nel frattempo ha ristrutturato la casa di famiglia in Irpinia, dove ha anche un appezzamento di terreno coltivato a nocciole, e spesso cerca di rivedersi tra quelle mura con i parenti e cugini e di tornare a vivere e a passeggiare in quella terra da cui è iniziata la sua storia.


