CALABRITTO — “A Calabritto c’è una piazza pubblica che ha regole diverse a seconda di chi la chiede. La domanda nasce spontanea dopo l’ennesimo diniego del Comune di Calabritto all’utilizzo di Piazza Giacomo Matteotti per l’incontro pubblico del 22 agosto promosso da dal sottoscritto, da Antonio Rizzolo e Gerardo Fortunato. La motivazione ufficiale? L’isola pedonale. Una spiegazione che, però, fa sorgere più di una domanda, soprattutto perché la stessa piazza sarebbe stata concessa in precedenza per altre iniziative”. È quanto si legge in una nota di Fabio Castagno.
“La domanda è inevitabile: l’isola pedonale vale per tutti oppure soltanto quando a chiedere la piazza sono gli avversari dell’Amministrazione? Non sarebbe nemmeno la prima volta. Il 30 ottobre 2025 avevo già chiesto di poter utilizzare Piazza Matteotti per incontrare pubblicamente i cittadini e illustrare la mia vicenda giudiziaria. Anche in quell’occasione la richiesta sarebbe stata negata dal Comune”.
Una vicenda che, secondo quanto da lui riferito, si è poi conclusa con la sua assoluzione perché “il fatto non sussiste”.
“Oggi, a distanza di mesi, la storia sembra ripetersi. Ancora Piazza Matteotti. Tre voci critiche dell’Amministrazione comunale che chiedono di parlare pubblicamente ai cittadini e che si vedono indicare, come alternativa, il Centro Sociale. Una soluzione che fa quasi sorridere: loro chiedono una piazza pubblica.
Peccato che una piazza pubblica non sia il salotto di casa del Sindaco. E soprattutto, se la piazza può essere concessa ad altri, bisogna spiegare perché non possa essere concessa anche a noi”. È questo il punto sul quale Castagno ha chiesto l’intervento urgente del Prefetto di Avellino, sollecitando la verifica delle precedenti concessioni e dei criteri utilizzati dal Comune.
“Perché dietro la questione della piazza c’è una domanda molto più seria: si può impedire o limitare l’utilizzo di uno spazio pubblico sulla base di generiche ‘ragioni di opportunità’?”.


