-di Egidio Leonardo Caruso–
Dopo le nuove nomine dirigenziali per il Club Italia con Paolo Maldini Direttore Tecnico e Leonardo Advaisor (consigliere), tutto sembrava partire sotto i migliori auspici per il neo eletto Presidente della FIGC Giovanni Malagò, con il 68, 58% dei voti, lo scorso 22 Giugno. Subito la ricerca di un nuovo Commissario Tecnico il primo della lista Pep Guardiola, esteta del calcio moderno con il suo tiki-taka che ha stravinto a Barcellona, collezionando dal 2008 al 2012: 3 Campionati spagnoli (Liga), 2 Coppe del Re,3 Supercoppe di Spagna, 2 UEFA Champions League, 2 Supercoppe UEFA, 2 Coppe del mondo per Club FIFA, proseguendo la sua carriera da allenatore di club, prima in Germania al Bayern Monaco dal 2013 al 2016: 3 Campionati tedeschi (Bundesliga), 2 Coppe di Germania (DFB-Pokal), 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa del mondo per Club FIFA, fino ad arrivare al ricchissimo Manchester City, dello sceicco Mansur bin Zayd Al Nahyan, dal 2016 al 2026: 6 Premier League (Campionato Inglese), 3 FA Cup, 5 Coppe di Lega inglesi (League Cup), 3 Community Shield, 1 UEFA Champions League, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa del mondo per Club FIFA.
Dopo giorni di attesa lo scorso 24 luglio, il tecnico catalano ha comunicato ufficialmente la propria indisponibilità a sedersi sulla panchina per eccellenza, pur essendone lusingato per motivi famigliari, nello stesso giorno in una conferenza stampa presso la Lega Serie A, alla presenza del Presidente Malagò, il duo Maldini-Leonardo, ha svelato di aver chiesto la disponibilità a Carlo Ancelotti, attualmente impegnato con il Brasile, il quale ha espresso la volontà di proseguire alla guida della Seleção. Quindi la scelta di virare decisi su un profilo totalmente nuovo, che seppur con poca esperienza potesse dare la scossa necessaria ad un ambiente depresso e deluso dagli obiettivi mancati in questi anni, l’identikit del prescelto era quello di Andrea Pirlo, attuale tecnico dello United FC di Dubai, dopo le esperienze poco felici con la Juventus nel 2021, con il Fatih Karagümrük Spor Kulübü, squadra turca nel 2022-2023, in fine la Sampdoria in Serie B, nel 2023-2024, quando mancava ormai poco alla firma sul contratto da nuovo Commissario Tecnico della Nazionale, ecco che salta tutto non per ragioni tecniche, bensì poco di meno che, per motivi di “pseudo geopolitica internazionale”.
Alla base del tritacarne mediatico-politico nazionale che nel weekend appena trascorso in poche ore ha travolto il malcapitato Andrea Pirlo, calciatore dalla classe purissima, tutti ricordiamo le sue splendide punizioni e calci da fuori, tra i protagonisti indiscussi del trionfo mondiale di Berlino 2006, i rapporti con la società di scommesse russa Fonbet, di cui l’ex milanista è global ambassador dal 2025, proprio tale rapporto difatti incompatibile con l’incarico di guida tecnica degli azzurri, ha aperto la discussione in merito all’opportunità o meno di affidarsi a Pirlo, discussione che via, via ha assunto sempre più una connotazione politica, portando ad identificare il mister in pectore come filorusso. Va sottolineato che il diretto interessato per spegnere le polemiche si è detto pubblicamente, a mezzo social, disponibile a chiudere qualsiasi tipo di rapporto con la suddetta società pur di vestirsi d’azzurro: “ Dopo aver appreso ieri sera (Domenica 26 luglio), di non essere più candidato alla panchina della Nazionale Italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti: Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato attorno al mio nome, e alla possibilità di ricopre il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, nel corso della mia carriera prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei paesi in cui ho lavorato, e dei contratti che ho sottoscritto.
La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche, nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva, attribuire a tale collaborazione un significato politico, significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono, desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato.
Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo, sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona, significati e intenzioni che non mi appartengono, l’amore per l’Italia non dipende da un incarico, fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi sempre”.
Nella giornata di lunedì 27 sono seguite le dimissioni in blocco del Direttore Tecnico Paolo Maldini insieme a Leonardo (Advaisor), a caos innescato è proseguita la polemica pubblica-politico-mediatica, con il Ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha parlato di “una brutta figura da recuperare”. Non si è fatta attendere la dura replica da parte del Presidente Federale Giovanni Malagò:” Bisogna vedere chi l’ha fatta, nel mondo frequentato dal ministro Abodi ne sono state fatte diverse da più parti”.
A margine dell’Assemblea di Lega di ieri, preso atto delle dimissioni in blocco del duo Maldini-Leonardo cui non sarebbe stata lasciata la libertà di scelta necessaria per operare serenamente, il Presidente Malagò aveva assicurato la scelta del nuovo CT della Nazionale in breve temo, così è stato. Nel pomeriggio di martedì 28 luglio, è stato scelto di nuovo Roberto Mancini come CT azzurro, che già aveva ricoperto questo incarico dal 2018 al 2023, portandoci sul tetto d’Europa per la seconda volta nella storia azzurra, nel 2021, al Wembley Stadium di Londra, contro i padroni di casa dell’Inghilterra, mentre il ruolo di nuovo Direttore Tecnico e Presidente del Club Italia, è stato affidato a Sir Claudio Ranieri, a breve verrà nominata una terza figura per occuparsi del settore giovanile delle Nazionali, probabilmente sarà Gianfranco Zola.
Nel corso della conferenza stampa tenutasi martedì pomeriggio, in occasione del Consiglio Federale, Malagò ha dichiarato all’ANSA:” Il tempo stringeva e io ho ritenuto che la persona giusta come CT dovesse essere Roberto Mancini”.
“Mi serviva una persona con cui condividere la scelta del CT, perché laddove non ci fosse stata, il mio ragionamento lasciava il tempo che trovava. Serviva una persona che diventasse direttore tecnico e Presidente del Club Italia. Questa persona con la quale sono state condivise queste scelte, è Claudio Ranieri, che da pochi minuti ha garantito al sottoscritto il suo impegno e sta arrivando dalla Calabria”.
“Su Pirlo si era trovato un accordo”, poi “l’evoluzione ha portato il sottoscritto a non approvare più questa candidatura. È una valutazione di opportunità” e “con Maldini c’è stata una separazione senza polemiche”.
“Mi assumo la responsabilità di aver fermato l’iter della scelta di Andrea Pirlo. Avrebbe rescisso il contratto con questa società di cui era testimonial però per tutta una serie di motivi e opportunità non me la sono sentita – aggiunge – Né io né, sembra, il DT sapevamo del contratto russo”. (Fonte ANSA).
Basterà aver preferito “l’usato sicuro” e l’indubbia esperienza di Mancini e Ranieri, per rifondare totalmente il calcio italiano? Sarà il campo a dirlo.


