Venerdì, 17 Luglio 2026
10.12 (Roma)

Ultimi articoli

Il rito dei Mondiali nei ricordi d’infanzia, quelle sere davanti alla TV tra tifo e scaramanzie

Era la cucina lo spazio in cui si guardava la partita della Nazionale, ciascuno al proprio posto, con mio padre a capotavola. Fin dal fischio dell’arbitro, vedevo papà sorseggiare acqua dal suo bicchiere, non certo per il caldo, allora più sopportabile, ma per l’ansia che lo divorava sin dai primi minuti del match. Era una vera maratona di calcio quella che ci toccava. La televisione era sintonizzata ventiquattro ore su ventiquattro sulla competizione, non c’era spazio per trasmissioni in cui non si parlasse di calcio, come se fosse una sorta di Vangelo che non poteva essere messo in discussione. Io e mio fratello ci divertivamo a rispettare quella singolare fede, ci veniva naturale seguire tutte le squadre, le polemiche, le storie, i piccoli scandali, non c’era quasi calciatore che non conoscessimo, ci piaceva commentare, oltre che dribbling e tiri, i colori delle maglie, i look degli atleti, i personaggi singolari e stravaganti che caratterizzavano ogni mondiale, ai tempi in cui calciatori come Higuita e Valderrama erano una novità assoluta. Per me i Mondiali erano una porta aperta su culture, paesi e realtà che non conoscevo, dal Camerun al Messico, uno spazio di confronto con mondi lontani e a lungo ho fatto fatica a capire se amassi il calcio, fossi solo incuriosita da quella kermesse spettacolare fatta di sport e un po’ di lustrini o lo seguissi per non scontentare mio padre.
Mamma era appassionata di sport ma si concedeva qualche pausa davanti al piccolo schermo, approfittando dello spazio delle partite per innaffiare le piante, caricare la lavatrice o cucinare. Ma il suo ruolo era un altro, fin dai mondiali dell’82, a lei era affidato il compito di guidare la nazionale verso la vittoria, attraverso un esercizio di telepatia, tra la trovata magica e giocosa, che mio padre chiamava ‘influsso’. Quando la partita si metteva male, mio padre la chiamava e le chiedeva di intervenire, “fai l’influsso” le diceva, come se fosse una maga o una stregona e mia madre operava in silenzio, concentrandosi e a volte simulando uno strano movimento con le mani. Erano quelle le scene più divertenti, soprattutto quando ero bambina, poiché mio padre riponeva ogni speranza nelle arti di mia madre, per poter salvare una partita ormai perduta, tanto che finivamo tutti per convincerci che mia madre riuscisse davvero a condizionare le partite. In fondo, ho sempre pensato che custodisse dentro di sé mondi nascosti e che avesse ricevuto in dono qualche potere soprannaturale. Per mio padre, invece, era tutto un rituale e credo lo confortasse ripetere a mamma le solite parole, quasi una formula magica, una sorta di incantesimo o superstizione consolatoria e benaugurante.

A me piaceva la sensazione di sentirmi parte di qualcosa di grande, pensare che nella nostra città e in tutta Italia, in quell’esatto momento tutti erano seduti come noi, intorno a un tavolo o a un divano, a vedere quella partita, come se quella vittoria avesse potuto cambiare il destino mio o di altre famiglie. Avrei scoperto, poi, con poche eccezioni, che non sarebbe stato mai così, la vittoria ai mondiali non avrebbe cambiato la mia vita o quella di altre famiglie ma sarebbe servita almeno a regalare speranza, a insegnare a credere nelle fiabe e nei sogni, nelle storie a lieto fine, nella forza dello stare insieme. Ora che lo so, continuo a cercare un po’ di poesia nello sport, perché non sia solo un elenco di vincitori e vinti, perché contino la corsa, lo sforzo, il percorso più che il risultato. Quel che era certo era che quel rito univa davvero tutti e lo si percepiva con forza in occasione dei goal, quando un boato attraversava le strade e pareva di sentire le grida dei vicini e persino gli abbracci e i sorrisi sembravano fare rumore. Mi piaceva la città che si trasformava dopo la vittoria, come a condividere  un dono che era di tutti, senza distinzioni o privilegi, con tanto di sfilata e bandiere. In giorni che apparivano tutti uguali, il giorno della partita era sempre di festa, momento che rompeva la monotonia, che avvicinava al mondo che c’era fuori dalle quattro mura, segnalato dalla bandiera che doveva campeggiare rigorosamente sul balcone.

Ed era sempre mio padre a catalizzare la mia attenzione, commentava sempre ad alta voce, come se stesse allo stadio, chiedendo a gran voce di sostituire questo o quell’altro giocatore e di mettere in campo chi stava in panchina ed esultando ai goal, fin quasi a restare senza voce. Puntualmente non era d’accordo con l’allenatore e il telecronista che capiva sempre poco del match o portava semplicemente sfiga. Inutile, dire che i suoi giudizi per me erano indiscutibili, perché lui ne capiva di calcio e io no, così mi limitavo ad urlare quando eravamo sul punto di segnare o per scongiurare un possibile goal avversario. Con mia madre che ci rimproverava perché non dessimo fastidio ai vicini mentre a me sembrava che quella regola non valesse quando giocava l’Italia. Lo spettacolo era insomma dentro e fuori il piccolo schermo, poiché quando non parlava, mio padre continuava a sorseggiare il suo bicchiere d’acqua e a volte si alzava, quasi a prendere aria, se si profilava una sconfitta. Io lo vedevo fare quasi fatica respirare, come se l’ansia lo stesse schiacciando e allora mamma interveniva e gli diceva di calmarsi e gli preparava una camomilla. E tra un influsso e l’altro, era lei a continuare a svolgere il suo ruolo, quello più bello, si sceglieva sempre un calciatore dei mondiali che per lei era bravissimo, anche di un’altra squadra, per cui faceva il tifo fino alla fine, non so bene come lo scegliesse, lei diceva che le bastava guardare qualche giocata, fatto sta che era diventata una delle prime estimatrici di Zico quando ancora non era così popolare.

Anche io sceglievo i miei calciatori del cuore ma era una selezione che avveniva sulla base dell’aspetto fisico, della simpatia che suscitavano, di quello che dicevano, della loro storia, più ancora che sulla base dei dribbling e puntualmente mi innamoravo delle squadre di quei calciatori. Mio fratello seguiva in silenzio ma era quello più attento, ai nomi dei calciatori, alle formazioni, alle sostituzioni, ai possibili rigoristi, quello che realmente riusciva a leggere la partita. Bastava chiedere una cosa, avere un dubbio e lui sapeva sempre la risposta, anche se chiedevi notizie che appartenevano alle competizioni del passato. Crescendo sono arrivate le partite da vedere sul divano con gli amici con tanto di pop corn e patatine ma non hanno mai retto il confronto con quelle della mia infanzia. Oggi che l’Italia non partecipa ai Mondiali e distrattamente vedo qualche spezzone di partita, chiedendo sempre a mio fratello quali squadre sono state eliminate e quale sia la squadra da battere, ripenso ancora a quelle scene di noi davanti al televisore, quando bastava poco, una partita per sentirsi più famiglia e sembrava che davvero tutto, anche una gara di calcio, potesse restituire senso al proprio universo.

Condividi

Picture of Floriana Guerriero

Floriana Guerriero

Lascia un commento

Cronaca

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Avellino ha scoperto e denunciato una cartomante abusiva, completamente sconosciuta al fisco,…

Sequestro nel pomeriggio di ieri all’interno della casa circondariale di Avellino, precisamente nella sezione infermeria dell’istituto di Bellizzi Irpino. L’operazione,…

Ribaltate in Appello le condanne emesse dai giudici della Sezione Penale Collegio A del Tribunale di Nola, che avevano inflitto…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Hanno festeggiato al termine della seconda semifinale dei mondiali, in piazza Libertà ad Avellino, con canti e bandiere. Sono gli italoargentini presenti in città che hanno scelto di scendere in piazza per manifestare il loro entusiasmo per la vittoria della nazionale argentina che accede così alla finale, dopo una partita...

La sponsorizzazione da parte della Provincia di Avellino all’Avellino Calcio è pronta ripartire. Sottoscritto l’accordo per un importo di un milione di euro tra Palazzo Caracciolo e la società del patron Angelo D’Agostino, questa mattina nella sala Grasso della Provincia la presentazione dell’iniziativa. Sabato partiranno ufficialmente le attività di promozione...

“Il punto più basso del calcio italiano non lo abbiamo ancora raggiunto. Ci arriveremo tra 24 mesi. Poichè è chiaro che il calcio italiano non funziona più”. A sottolinearlo il giornalista Michele Criscitiello nel presentare “Il libro nero del calcio italiano” alla libreria Mondadori di via Fariello nel corso di...

L’Us Avellino 1912 ha ufficializzato l’arrivo di Alessandro Nesta sulla panchina biancoverde per la stagione 2026/2027. L’accordo, previsto fino al 30 giugno 2028, segna l’inizio di un nuovo corso tecnico per il club irpino. Nato a Roma nel 1976, Nesta vanta esperienze da allenatore in Serie A e Serie B,...

Ultimi articoli

Attualità

La Campania si prepara ad accogliere la Delegazione della Federazione delle Associazioni Campane negli Stati Uniti, guidata dalla neoeletta Presidente…

Arriva da Italia Nostra, presidio Avellino una denuncia relativa alla situazione sul raccordo Salerno‐Avellino (RA2) e sulla Salerno‐Reggio Calabria (A2),…

“Chiediamo soluzioni immediate per fronteggiare l’emergenza caldo che rischia di essere sempre di più un’emergenza sanitaria”. A sottolinearlo Antonio Di…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy