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Campania Teatro Festival, dal patrimonio teatrale italiano alle voci del presente

Nella ventiquattresima giornata, da “I fratelli De Filippo” di e con Sergio Rubini ad “Ayoub” di Marina Otero, fino a “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello nella rilettura contemporanea di Gino Auriuso

Dal teatro che ha segnato la storia della scena italiana alle voci più autorevoli della contemporaneità internazionale: questo il percorso della ventiquattresima giornata della diciannovesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta da Ruggero Cappuccio, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziata dalla Regione Campania.

Il programma di domenica 5 luglio riunisce “I fratelli De Filippo”, di e con Sergio Rubini, che ripercorre la vicenda umana e artistica della famiglia destinata a cambiare il teatro, non solo italiano. Marina Otero firma invece “Ayoub”, lavoro che attraversa il tema della Palestina, del colonialismo e delle ferite del presente. Infine, “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello sarà in scena in una rilettura contemporanea con la regia di Gino Auriuso.

 

Prima assoluta al Teatro Mercadante, alle ore 21:00, per “I fratelli De Filippo”, in replica il giorno seguente alle ore 19:00: è lo spettacolo che Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini e Sergio Rubini hanno tratto da “Vita di Eduardo”, il famoso libro con il quale il critico teatrale Maurizio Giammusso ricostruì la vicenda pubblica e privata del grande drammaturgo. Un racconto popolare, psicologico e morale, ma anche la storia di una “rivoluzione” capace di cambiare il gusto del pubblico e il mondo del teatro. Diretto da Sergio Rubini, che ne è anche interprete con Susy Del Giudice e Marianna Fontana, e con Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa D’Auria, Simone Borrelli ed Emanuela Saccardi, lo spettacolo ripercorre l’epopea di una famiglia italiana che, con tenacia, dignità, ingegno e spirito creativo, si rimbocca le maniche ed è in grado di costruirsi un nuovo futuro. Senza mai perdere la capacità di sorridere della vita e delle sue miserie, proprio come Napoli sa fare da sempre. “La tela si leva. Ecco le piccole stelle. Ecco il teatro. Ecco l’attore”. Le musiche sono di Nicola Piovani. Firmano costumi e scene rispettivamente Maurizio Millenotti e Roberto Crea. Le luci sono di Marco Macrini. Una coproduzione Best List e Teatro Stabile di Catania.

 

In Sala Assoli, alle ore 19:00, con replica il 6 luglio alle ore 20:00, è in programma “Ayoub”, una “performative conference” scritta e diretta da Marina Otero, che condivide la scena con Ibrahim Ibnou Goush. Lo spettacolo è in spagnolo e darija, variante dialettale dell’arabo maghrebino parlata in Marocco, con sovratitoli in italiano. Al centro del lavoro, il personaggio di Marina e Ayoub, il cui rapporto attraversa una progressiva trasformazione: da storia personale a dispositivo di riflessione sulle relazioni di potere e sulle dinamiche di dominio. “Il nome Ayoub (“colui che ritorna” o “colui che si pente”) – racconta la Otero – è molto comune nei paesi islamici: 115 bambini che portavano quel nome sono stati uccisi dallo Stato sionista di Israele nella Striscia di Gaza”. E prosegue: “Per quei morti, affido il tuo nome a questo lavoro che parla di te, di colonialismo, della Palestina. E di tutto ciò che voglio uccidere dentro di me”. Florencia De Mugica cura le riprese video. Il disegno luci e il disegno sonoro sono rispettivamente di Facundo David e Antonio Navarro. Firma gli arrangiamenti musicali Juan Pablo De Mendonça. Produzione generale ed esecutiva di Mariano De Mendonça.

 

L’Associazione Culturale Artenova, con la regia di Gino Auriuso, prosegue il lavoro di riscoperta, in chiave moderna, dei classici italiani del ‘900, troppo spesso legati ad immaginari ormai abusati e rimasti per lungo tempo imbrigliati negli ingranaggi dell’estetica del secolo breve. E così può essere un’autentica sorpresa scoprire che “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, in programma al Teatro Tedér alle ore 21:00, è spaventosamente attuale. Il salotto di casa Fiorica, teatro della vicenda di Beatrice, la donna che il marito tradisce con la moglie dello scrivano Ciampa, viene qui aggiornata agli usi e ai costumi di oggi, offrendo frammenti di un’esistenza qualunque, incubi di un mondo nel quale a essere vivi, veri e riconoscibili, sono soltanto gli oggetti. In scena, con lo stesso Gino Auriuso, anche Irma Ciaramella, Ivano Falco, Margherita Patti, Gioele Rotini e Ottavia Orticello. Scene e costumi sono di Francesca Serpe.

 

Nuovo appuntamento al Dopo Festival, a cura di Drop Eventi, nel Giardino Romantico di Palazzo Reale: Dj Kowu dalle 19:00 e, dalle ore 22:30, si prosegue con Trick Beat, progetto dedicato alla cultura del groove e della musica elettronica, tra live performance e una ricerca ritmica contemporanea.

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