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Candidature tra paracadute e paracadutati 

Le liste dei candidati alle politiche non sfuggono per lo più all’impressione di una desolante mediocrità.
Aggravata dalla evidente ricerca di una esasperata fedeltà da parte di leadership di partito intolleranti e monocordi. E anche per questo in difficoltà di consensi. Dei dissenzienti e di persone che hanno manifestato indipendenza di giudizio ne sono scampate davvero poche alle affilate mannaie delle segreterie! L’accoppiata tra il Rosatellum – che toglie agli elettori ogni possibilità di scelta dei candidati- e liste elettorali così povere di qualità accrescerà ulteriormente il malcontento popolare. E produrrà conseguenze nefaste sul tessuto democratico del nostro Paese.

All’epoca della sua gloriosa discesa in campo Berlusconi schierò comunque un parterre des rois di intellettuali e di valorosi professionisti, esponenti della società civile. La presenza nelle liste di personalità come Colletti, Urbani, Vertone, Martino, Dotti, Della Valle, Ruggiero diede una immagine di serietà e di solida coesione di intenti. Essa rafforzò la presa di FI e del centrodestra in molti ambienti della classe dirigente. Oggi, nelle liste di FI qualche non più giovane ex soubrette resistente, alcune new entry, diversi indagati per mantenere la tradizione, alcuni uomini-azienda, qualche ex democristiano fulminato sulla via di Arcore e una caterva di fedelissimi, ormai politici di professione. Una categoria che l’ex cavaliere dice di odiare, ma che ha ricandidato puntualmente. E pochi, veri rappresentanti del territorio.

Quest’ultimo è un elemento che accomuna – al di là delle cortine fumogene – anche le liste Pd. Effetto del possibile Nazareno strisciante? Chissà. Certo, la blindatura delle liste berlusconiane fa pendant con quella delle liste Pd, anch’esse frequentate da indagati. Attuata da parte di Renzi in maniera selvaggia. E non solo per non restare fuori dai giochi post-elettorali. Bensì anche per realizzare il “suo” partito. Le liste sono l’ulteriore prova di una deriva personalistica (che pena alcuni interventi tv di renziani duri e puri, stile “credere, obbedire, combattere” senza dubbi e senza paura, ma anche senza vergogna nel sostenere verità improbabili). Essa fa a pezzi la retorica del partito plurale, alla faccia del pesce lesso Orlando e della bonomia furba di Emiliano.

L’Italicum ha svelato tutti i suoi nefasti effetti. Pluri-candidature a go-go dei soliti noti! Esse alterano e truccano il gioco elettorale. Nascosti nella legge, poi, alcuni meccanismi infernali. Essi privilegeranno il partito maggiore di ciascuna coalizione(Pd o FI). Come la attribuzione ad essi dei voti dati ai partiti che non raggiungono il 3%. Ola distribuzione alle diverse forze coalizzate, ma in proporzione dei consensi ricevuti, delle percentuali del voto dato alla coalizione stessa. L’Italicum ha scoraggiano le candidature di esponenti davvero impegnati sul territorio. Relegato in secondo piano le loro aspirazioni. E con esse anche quelle delle popolazioni rappresentate. L’Italicum mantiene ferreamente nelle mani della leadership di partito la selezione dei candidati e quindi la scelta dei probabili eletti, espropriando i cittadini delle loro peculiari prerogative elettorali.

A questa deriva ha contribuito anche la Corte costituzionale. Ha sostenuto un pò furbescamente o opportunisticamente (roba da Dottor sottile?) una sorta di equiparazione tra il criterio del consenso con la preferenza al singolo candidato e quello della loro semplice riconoscibilità. Con ciò ha legittimato la validità delle liste corte senza preferenza. Compilate dai partiti! Questi fattori e meccanismi moltiplicatori di incertezza rendono difficile qualunque attendibile pronostico. Quello che si può fin d’ora affermare é che la mediocre qualità delle liste é figlia di una scellerata legge elettorale. Voluta da partiti che cercano di sopperire, con artifici ed espedienti elettorali, alla crescente penuria di consensi. Il voto del 4 marzo segnerà, purtroppo per tutti noi, una ulteriore tappa nel processo di allontanamento della gente dalla politica. E perciò la nostra democrazia ne uscirà ulteriormente indebolita !

di Erio Matteo edito dal Quotidiano del Sud

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