Il presidente del Collegio degli Agrotecnici di Avellino, Antonio Capolupo: “La crisi del comparto agricolo in Irpinia raggiunge livelli allarmanti. Le aziende agricole del territorio stanno affrontando una situazione sempre più insostenibile, segnata dall’aumento dei costi di produzione, dalla riduzione dei prezzi all’origine e da difficoltà strutturali che penalizzano le aree interne”.
“Negli ultimi mesi, il rincaro di carburanti, fertilizzanti ed energia ha inciso pesantemente sui bilanci delle imprese agricole, molte delle quali operano ormai in condizioni di margine ridotto o addirittura in perdita. A ciò si aggiunge la scarsa remunerazione di prodotti simbolo del territorio, come vino e nocciole, che non garantiscono più un reddito adeguato agli agricoltori”.
“Particolare preoccupazione desta anche la crescente concorrenza internazionale e l’impatto degli accordi commerciali, percepiti come penalizzanti per le produzioni locali, spesso soggette a standard più elevati rispetto ai competitor esteri. Le criticità sono aggravate da problemi storici delle aree interne: carenza di infrastrutture, difficoltà logistiche, isolamento dai principali mercati e progressivo spopolamento”.
Un contesto che rende sempre più difficile fare impresa agricola e garantire un ricambio generazionale.
Gli Agrotecnici di Avellino al fianco degli agricoltori irpini chiedono con forza interventi urgenti e strutturali:
-misure di sostegno economico per fronteggiare l’aumento dei costi
-politiche di tutela del reddito agricolo
-investimenti in infrastrutture e servizi nelle aree interne
-maggiore equità nella filiera agroalimentare
-revisione delle politiche commerciali europee”.
“L’agricoltura non è solo economia, ma presidio del territorio, tutela dell’ambiente e identità culturale. Senza interventi immediati, il rischio è la scomparsa di un intero sistema produttivo e sociale. La mobilitazione dei professionisti a fianco degli agricoltori proseguirà, per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica su una crisi che non può più essere ignorata”.


