Sanità territoriale, resta aperta la questione della carenza dei medici di medicina generale. A sollevare nuovamente il problema è la segretaria generale della FpCgil Licia Morsa, che chiede all’ASL un confronto sull’organizzazione delle Case di Comunità e sulla reale disponibilità dei medici di base.
«Si parla di medici di medicina generale nelle Case di Comunità, ma i medici di base continuano a mancare. È una contraddizione che non può più essere ignorata e che rischia di compromettere l’intero progetto di rafforzamento della sanità territoriale», sottolinea Morsa.
Il sindacato ribadisce di aver chiesto un incontro all’Azienda sanitaria, senza tuttavia ottenere, al momento, la disponibilità a un confronto. Un atteggiamento che la rappresentante sindacale definisce grave, soprattutto in una fase nella quale vengono assunte decisioni importanti sull’organizzazione dei servizi territoriali e sulle condizioni di lavoro del personale.
La questione, evidenzia il sindacato, non riguarda soltanto le organizzazioni dei lavoratori. Anche l’Ordine dei Medici, attraverso un recente appello sulla carenza dei medici di medicina generale, avrebbe confermato le preoccupazioni relative alla difficoltà di garantire una presenza adeguata sul territorio.
Il punto, secondo Morsa, è passare dagli annunci alla verifica concreta dell’organizzazione delle nuove strutture. «Non basta parlare di Case di Comunità e indicare sulla carta la presenza dei medici di base», osserva.
Occorre invece chiarire quanti medici saranno realmente presenti, con quali modalità e con quali orari, oltre a garantire una dotazione adeguata di personale sanitario e amministrativo indispensabile per il funzionamento delle strutture.
Il rischio paventato è quello di realizzare strutture formalmente attive ma non pienamente operative, incapaci di assicurare ai cittadini una reale presa in carico e una risposta efficace ai bisogni di salute.
La carenza dei medici di medicina generale, ribadisce il sindacato, «è un problema reale e non può essere risolta con gli annunci». Il richiamo dell’Ordine dei Medici rappresenterebbe, secondo Morsa, un ulteriore elemento che impone di affrontare la questione con urgenza e attraverso un confronto tra tutti i soggetti coinvolti.
Da qui la richiesta rivolta all’ASL di aprire immediatamente un tavolo di confronto, con il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.
Sul tavolo, in particolare, dovrebbero essere verificati lo stato di attuazione delle Case di Comunità, la dotazione effettiva di personale e le soluzioni previste per garantire la presenza della medicina generale.
«La sanità territoriale non può esistere soltanto sulla carta», conclude Licia Morsa. «Le Case di Comunità hanno bisogno di medici, personale, servizi e organizzazione. E hanno bisogno, soprattutto, di un confronto trasparente».


