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Centro Dorso, la sfida della sostenibilità decisiva per lo sviluppo del Sud

La sfida della sostenibilità come occasione decisiva per lo sviluppo del Sud.A sottolinearlo il presidente del centro Guido Dorso Luigi Fiorentino nel webinar tenutosi lo scorso 30 giugno su “Lo sviluppo ecosostenibile per il futuro del Sud e dell’Irpinia”.  “Se il Sud – ha spiegato Fiorentino – utilizza al meglio le risorse ambientali e si pone all’avanguardia sui temi della sostenibilità e delle nuove forme di energia può fare il salto di qualità. Come centro Dorso vogliamo avviare una riflessione su questi temi, convinti che le istituzioni sono oggi chiamate a mettere in campo nuove politiche che affrontino le tematiche dello sviluppo, in un’ottica di sostenibilità che tenga conto delle esigenze del cambiamento climatico. Del resto, lo stesso Pnrr va in questa direzione”. Berardino Zoina ha ricordato come proprio dopo l’esplosione della pandemia e lo scoppio della guerra in Ucraina il tema della transizione energetica sia diventato cruciale. “L’obiettivo è quello di definire nuovi modelli di sviluppo che tutelino l’ambiente e le biodiversità e favoriscano l’occupazione. Le strade possibili sono quelle della sempre minore dipendenza dell’industria dai combustibili fossili e dell’investimento sulle rinnovabili, è necessario puntare su cicli di produzione che siano rispettosi di ogni habitat. Se riusciremo a seguire queste strade i benefici saranno sia sul piano della competitività sul mercato delle imprese e della sicurezza alimentare. Anche l’Irpinia è chiamata a questa sfida, scommettendo sull’efficientamento energetico, colmando il gap legato alle infrastrutture, potenziando le ferrovie regionali e valorizzando la mobilità dolce. Di qui la centralità della sfida dell’alta velocità, di utilizzare sempre meno la gomma a favore del ferro e della sperimentazione di comunità energetiche locali”. Sara Di Cunzolo, Avvocato Cassazionista, esperta in contratti pubblici, concessioni e urbanistica e Docente di Diritto degli enti locali, ha sottolineato come “c’è bisogno che utti gli enti locali partecipino a questa trasformazione del concetto di produzione energetiche, che questo processo si traduca in forme di autoproduzione per poter ottenere i maggiori benefici possibili. Se è vero che i costi possono apparire notevoli, è anche vero che possiamo fare i conti su strutture snelle dal punto di vista organizzativo e sulla possibilità di godere di numerosi finanziamenti. Preoccupa, però, che nonostante siano stati pubblicati bandi, non molti comuni abbiano presentato domande, è il segno che ancora non è stato compreso come le comunità energetiche rappresentino un’opportunità per i territori”.  A illustrare il caso positivo dell’Area Vasta il sindaco di Chiusano Carmine De Angelis: “Abbiamo partecipato nel giugno scorso con l’Area Vasta, che riunisce 45 comuni, al bando sulle green communities per i comuni montani che avessero delle specificità naturalistiche. Ecco perchè abbiamo scelto i comuni che rispondessero a queste caratteristiche, diventati partner attivi del progetto, capofila il Comune di Chiusano. E’ nato così il progetto della Comunità energetica irpina”. Non ha dubbi De Angelis “Le strategie di transizione ecologica sono importantissime per le prospettive del territorio. Di qui l’idea di dodici interventi integrati che riguardano le comunità energetiche, a partire dalla produzione intercomunale di ceppaia, l’obiettivo è quello riuso di materiali come tronchi ed erbacce per la produzione di energia attraverso terrapreta o ceppaia. Siamo dunque partiti dalla produzione di terrapreta”. De Angelis ribadisce come “Quando parliamo di energia alternativa non possiamo pensare solo all’eolico e al fotovoltaico, le energie alternative devono essere integrate con le nuove tecnologie, bisogna investire non solo sull’efficientamento energetico ma su tecnologie come la fitodepurazione. Abbiamo voluto, inoltre, raccordare mobilità sostenibile, economia circolare e telemedicina, dotando i comuni di colonnine elettriche per il bike sharing. Quella che è mancata fino ad oggi nella programmazione del Pnrr è stata una visione d’insieme. Il nostro è il primo esempio di programmazione in termini di rete che coinvolga i diversi assi dello sviluppo”.Spiega come “sul piano della programmazione amministrativa c’è tanto da lavorare, il procedimento per la costruzione di comunità energetiche resta complesso, bisogna snellire queste pratiche e favorire il coordinamento tra pubblico e privato, definire meccanismi di incentivazione per i privati che scelgono di aderire a comunità energetiche. Si tratta di conciliare le esigenze dell’Europa con quelle delle comunità”. Il vicepresidente del Centro Dorso  Nunzio Cignarella ha posto l’accento sull’importanza del capitale civico e dell’efficienza istituzionale per garantire uno sviluppo sostenibile.

 

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