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Centro medicina dello sport, la replica di Zerella a Saviano

In risposta al presente articolo “Avellino, centro di medicina dello sport ancora chiuso. La denuncia del Coni“.

In qualità di difensore della dott.ssa Mariella Zerella, che me ne ha conferito precipuo incarico e che con me sottoscrive la presente, scrivo per segnalare che le rispettive testate hanno pubblicato sui siti internet ad esse relativi una nota del Prof.. Giuseppe Saviano, delegato provinciale CONI di Avellino, del 27 aprile us, il cui testo – almeno nella versione pubblicata – recita:

“Avevamo lanciato, da molti giorni, un appello a che si riaprisse il Centro di medicina dello sport di Avellino e, con questa nota, riconsideriamo il problema, essendo ancora in essere.

Vogliamo ribadire che ciò (la chiusura del Centro di medicina sportiva) preclude, a numerosissimi sportivi, la possibilità di usufruire di un servizio, vanto della nostra Provincia, che, tra l’altro, prevedeva, elemento non trascurabile, la gratuità delle visite mediche agonistiche per atleti federali di età inferiore ai 18 anni.

Viene leso un diritto alla salute ed allo sport dei nostri atleti che avevamo conquistato attraverso battaglie di civiltà e che aveva posto all’avanguardia, già da tempo, il nostro territorio, relativamente ai servizi di medicina dello sport.

Non accettiamo nemmeno surrogati, tipo visite in altri comuni( NEL MOMENTO IN CUI SI PARLA CON FORZA DIMEDICINA TERRITORIALE), che comporterebbero costi altissimi e notevoli disagi per l’eventuale utenza e negherebbe , di fatto, la gratuità delle visite.

Siamo delusi in quanto si era paventata ed era trapelata  la concreta decisione di riaprire il Centro di medicina dello sport, pur  con un numero limitato di ore.

Chiediamo, pertanto, il ripristino del Servizio di medicina sportiva presso il Centro australiano anche perché, a causa dell’emergenza pandemica, Il Ministero della salute, attraverso la Federazione nazionale medici sportivi, raccomanda, agli atleti colpiti da covid19, i controlli post malattia presso lo stesso Istituto dove avevano effettuato la visita di idoneità sportiva.

La suddetta circolare, inoltre, recita testualmente: ”Occorre ribadire che nella valutazione degli atleti guariti dalla malattia è indispensabile  identificare le possibili conseguenze della stessa su vari organi ed apparati, soprattutto cardiovascolare e respiratorio, tenendo in considerazione anche gli effetti del decondizionamento della malattia”.

Tutto ciò viene confermato, purtroppo, da dati statistici che ci consegnano la dolorosa statistica che un 30%  di pregressi ammalati di covid risente di forti ed importanti problemi cardiorespiratori. E’ un ulteriore, importante e valido motivo a che si ripristini al più presto il Servizio di medicina dello sport presso il Centro australiano di Avellino”.

A tale riguardo, la dott.ssa Zerella, anche nella sua qualità di responsabile dell’ambulatorio di medicina dello sport insistente presso P.O. “Sant’Ottone Frangipane” di Ariano Irpino, ritiene di dover fare, per il tramite dello scrivente, alcune puntualizzazioni rispetto a quanto dichiarato dal Saviano, al fine di tutelare la propria reputazione personale e professionale, sia come medico dello sport che come responsabile pubblico.

 

A tal fine, appare necessario puntualizzare in via preliminare che l’ASL, per tutto il territorio di propria competenza, è stata dotata, fino alla fine dell’anno 2021 di due diversi ambulatori per la Medicina dello Sport, uno sito ad Avellino, il cui responsabile era il dott Luciano Marino, e l’altro sito ad Ariano Irpino, il cui responsabile è a tutt’oggi la dott.ssa Zerella e nessuna delle due strutture aveva una preminenza gerarchica, funzionale o organizzativa sull’altra.

 

In data 01/01/2022 è andato in pensione il dott. Marino, così che l’ambulatorio di Avellino, privo di un responsabile, è rimasto da allora chiuso e sull’intero territorio della provincia di Avellino ha in questo scorcio di 2022 continuato ad operare l’ambulatorio di Ariano Irpino.

 

Fatta questa preliminare puntualizzazione, preme fare chiarezza su quattro diversi  passaggi del testo del Prof. Saviano, che a parere dello scrivente ledono la onorabilità professionale della propria assistita.

 

#1:

“Vogliamo ribadire che ciò (la chiusura del Centro di medicina sportiva) preclude, a numerosissimi sportivi, la possibilità di usufruire di un servizio, vanto della nostra Provincia, che, tra l’altro, prevedeva, elemento non trascurabile, la gratuità delle visite mediche agonistiche per atleti federali di età inferiore ai 18 anni”.

 

Sul punto, occorre evidenziare che l’ambulatorio di Ariano Irpino ancora oggi offre gratuitamente visite mediche agonistiche per atleti federali di età inferiore ai 18 anni, così che si dimostra falsa l’affermazione del Saviano secondo cui tale possibilità sarebbe oggi preclusa agli sportivi della Provincia di Avellino.

 

#2:

“Non accettiamo nemmeno surrogati, tipo visite in altri comuni (NEL MOMENTO IN CUI SI PARLA CON FORZA DI MEDICINA TERRITORIALE), che comporterebbero costi altissimi e notevoli disagi per l’eventuale utenza …”.

 

In ordine a tale affermazione, appare evidente che la distanza fisica tra i due comuni in argomento, circa 50 km, non possa rappresentare un impedimento o un fattore di costo decisivo, sicché l’utilizzo del termine “surrogato” non può essere ritenuto collegato all’impossibilità di avvalersi dei servizi dell’ambulatorio di Avellino quanto ad una presunta minore qualità dei servizi messi a disposizione dell’utenza dall’ambulatorio di Ariano Irpino e, in definitiva, dalla dott.ssa Zerella che ne è la responsabile e le cui qualità professionali vengono indebitamente messe in discussione da tale affermazione.

 

#3:

“Viene leso un diritto alla salute ed allo sport dei nostri atleti che avevamo conquistato attraverso battaglie di civiltà e che aveva posto all’avanguardia, già da tempo, il nostro territorio, relativamente ai servizi di medicina dello sport”.

 

È lapalissiano come alcun “diritto alla salute ed allo sport” venga leso, atteso che l’ASL di Avellino assicura il servizio previsto dai LEA con la presenza dell’Ambulatorio di Ariano Irpino, il cui operato viene gravemente sminuito dalla riportata affermazione.

 

#4:

“Chiediamo, pertanto, il ripristino del Servizio di medicina sportiva presso il Centro australiano anche perché, a causa dell’emergenza pandemica, Il Ministero della salute, attraverso la Federazione nazionale medici sportivi, raccomanda, agli atleti colpiti da covid19, i controlli post malattia presso lo stesso Istituto dove avevano effettuato la visita di idoneità sportiva”.

 

Questa affermazione del prof. Saviano, è assolutamente mendace, volta a creare confusione e disinformazione nel Pubblico e ad arrecare, inevitabilmente, un danno al lavoro svolto dalla dott.ssa Zerella nello svolgimento ultradecennale della propria attività professionale.

 

Invero, il Ministero della Salute, con la nota DGPRE N.0003566-P-18/01/2022, con la quale aggiorna la Circolare della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute prot. N. 1269 del 13/01/2021, riporta espressamente: “… L’esecuzione della visita medica finalizzata al “Return To Play” dovrebbe preferibilmente essere effettuata dallo stesso medico valutatore che ha rilasciato la precedente idoneità alla pratica della attività sportiva agonistica e presso la stessa Struttura di Medicina dello Sport …”.

 

Si tratta, quindi, di una raccomandazione e non di un obbligo e, soprattutto, il legame cui punta il Ministero è quello tra il medico e l’atleta, così da valorizzare la conoscenza che il medico ha della storia clinica dell’atleta, e non tra la struttura in senso fisico e l’atleta, così che nel caso in argomento quel legame è definitivamente interrotto, in ragione del pensionamento del dott. Marino ed a nulla varrebbe, almeno a questo fine, la riapertura dell’ambulatorio di Avellino.

 

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