Il centrosinistra può reggersi soltanto su un programma condiviso e su obiettivi chiari. Ne è convinto Roberto Fico, che in un’intervista a La Stampa ha rivendicato il valore del confronto nei territori come base per costruire una futura proposta di governo.
Nel corso della domenica, Fico ha partecipato agli incontri di “Nova”, l’iniziativa promossa dal Movimento 5 Stelle per raccogliere idee e contributi programmatici, oltre a diversi appuntamenti elettorali nei comuni campani chiamati al voto amministrativo della prossima settimana. L’ex presidente della Camera ha parlato di una partecipazione ampia e significativa, sottolineando come agli incontri abbiano preso parte non solo gli iscritti al Movimento, ma anche numerosi cittadini.
Secondo Fico, il legame con i territori rappresenta un elemento decisivo per definire l’azione politica nazionale. Chi sceglie il Movimento 5 Stelle, ha spiegato, deve sapere con chiarezza quali saranno le priorità di governo, a partire dalla tutela dei diritti e dalle politiche sociali.
Sul fronte delle alleanze, Fico ritiene che la sintesi tra le diverse anime della coalizione sia possibile, purché si parta da una visione progressista condivisa. Tra i temi centrali indica la necessità di una politica estera europea più unitaria, fondata sul rilancio della diplomazia e su una voce comune dell’Europa negli scenari internazionali.
L’ex presidente della Camera distingue inoltre tra il progetto di una difesa comune europea e la corsa al riarmo, criticando l’aumento delle spese militari che, a suo avviso, rischia di favorire soprattutto le multinazionali del settore bellico. Parallelamente, ribadisce la necessità di investire in un’economia di pace.
Ampio spazio anche ai temi energetici. Fico si mostra scettico rispetto al ritorno al nucleare, giudicato poco sostenibile alla luce dei costi elevati, dei tempi lunghi di realizzazione e del problema delle scorie. Al contrario, considera strategico il rafforzamento delle energie rinnovabili per garantire autonomia energetica al Paese.
Quanto ai timori espressi da alcune componenti moderate e riformiste del Partito Democratico rispetto a un possibile spostamento troppo a sinistra della coalizione, Fico richiama l’esperienza della Campania come modello di equilibrio politico. La maggioranza che sostiene la sua giunta regionale, osserva, comprende forze molto diverse — dai moderati ai cattolici fino alla sinistra di Avs — ma riesce a lavorare senza tensioni proprio grazie a un programma comune e condiviso.



