Martedì, 14 Luglio 2026
01.02 (Roma)

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Il recente rapporto della Confindustria ha confermato i dati preoccupanti sulla economia del nostro Paese già precedentemente resi noti dalla BCE, Bankitalia, OCSE, FMI e da tutti gli altri Istituti di Rating. L’ economia italiana è ferma al palo: non cresce. Siamo in recessione perché anche il primo trimestre del 2019 si presenterebbe con il segno meno. Per la Confindustria siamo in totale stagnazione. Persino il Ministro dell’economia, Tria, è costretto ad ammettere che la nostra economia “è vicina allo zero”. Il prodotto interno lordo è calato paurosamente e per il 2019 è previsto un ribasso di 0,9 rispetto alle stime del Governo. I consumi sono scesi così come la produzione industriale. Le aziende non comprano macchinari; non investono e non assumono.

I pronostici del duo Salvini Di Maio, e dell’apparente facente funzioni di Premier, Conte, si sono dimostrati fasulli. Dicevano che il loro sarebbe stato il governo del cambiamento; che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo; che il PIL sarebbe cresciuto all’1,6%; che sarebbe stata abolita la povertà e si sarebbero creati centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro. La “manovra del popolo” avrebbe dato presti i suoi frutti e sarebbe tornata la sicurezza e la fiducia nella popolazione. Hanno preteso di poter fare debiti convinti che la crescita avrebbe messo a posto la situazione e addirittura fatto diminuire il debito pubblico. I gemelli del debito non si sono fermati su nulla. Hanno approvato il reddito di cittadinanza, pasticciato e confuso, nella certezza che i giovani avrebbero trovato lavoro e i poveri un improvviso benessere: con quota cento hanno pensato di aver superato la legge Fornero. Hanno fatto approvare le proposte fatte in campagna elettorale perché bisognava tener fede alla parola data a prescindere dalla reale possibilità di compatibilità. Ancora adesso, che la situazione economica nella sua gravità eccezionale è sotto gli occhi di tutti Salvini chiede di far approvare la Flat Tax anche se il ministro dell’economia Tria si oppone. Si faccia da parte e … si faccia eleggere! E’ nel patto di governo anche se scellerato! Il guaio è che anche l’economia dell’Europa sta frenando (la Francia ha i suoi problemi di cui i gilet gialli sono un simbolo preoccupante e la stessa Germania ha difficoltà ed il problema della sostituzione della Merkel), ma l’Italia sta franando anche se i nostri due bocconiani senza laurea non se ne accorgono ed irresponsabilmente ci stanno portando verso l’orlo del precipizio. Si prevede una manovra correttiva a breve termine e non si sa dove trovare le risorse e la finanziaria del prossimo anno parte già con un fabbisogno di quaranta miliardi che non si potranno fare a debito.

Ci sarebbe bisogno di un Esecutivo forte, con le idee chiare ed un programma coraggioso di investimenti e di riforme strutturali serie ed una condivisa visione di sviluppo che il governo giallo verde non può fare perché i due sottoscrittori del patto hanno idee diverse su tutto.  Il Governo è paralizzato da conflitti e polemiche giornaliere che ora sono divenute pubbliche e aspre come testimoniano le offese che i due si sono scambiate a margine del Congresso delle famiglie di Verona.  Il loro unico impegno è una continua campagna elettorale.  Dovrebbero governare i processi e risolvere i problemi nell’interesse generale come farebbero i bravi statisti. Il guaio è che non ne hanno la stoffa e costringono il Governo all’inattività e il Parlamento ad approvare leggi farlocche e scritte con poco rispetto della grammatica e della sintassi. Quelle approvate finora sono solo fumo negli occhi e distrazione di massa. Quasi tutti i provvedimenti sono presi più per rispondere alla pancia degli elettori che al bene comune. La chiusura dei porti, il decreto sicurezza (in predicato di elementi di incostituzionalità), l nuova ed inutile legge sulla il ..legittima difesa, rispondono più a soddisfare pulsioni nell’elettorato meno consapevole che ad assicurare una politica seria e per gli immigrati facendo di loro un unico fascio tra quelli che già stanno nel nostro paese e non sono tutti da espellere (che non riescono a fare, nonostante le promesse) aizzando all’odio razziale e mettendone molti nell’illegalità con la chiusura dei Centri di accoglienza. Quota cento, invece di essere rivolta a favorire l’uscita dai lavori più usuranti finirà per favorire il Pubblico impiego dove il Turn over è limitato. Per il resto la Lega, che ha il sopravvento sul M5S, mostra la propensione a ridurre i diritti più che a estenderli, con un ritorno al passato e perfino con la riapertura delle case chiuse e la castrazione chimica.

Ci vorrebbe, e fin da subito, un nuovo Governo, magari di salute pubblica e con una formula da studiare per poter poi andare ad elezioni. Purtroppo non se ne vedono i presupposti per l’assoluta assenza dell’opposizione e l’acquiescenza di molti. Speriamo che non sia, ancora una volta, il mercato a decidere per noi quando la situazione finanziaria sarà del tutto compromessa!

di Nino Lanzetta

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