Adriana Guerriero, ex vicesegretaria del Pd irpino, interviene nel dibattito avviato dal Corriere dell’Irpinia sulla situazione del partito locale.
Allora, a livello locale, manca il dibattito nel Pd? È così, nonostante i buoni risultati elettorali?
“Al momento, come ho avuto modo di leggere anche dalle altre interviste che ha fatto il Corriere dell’Irpinia, c’è il problema reale della segreteria, che ancora non è stata costituita e mi auguro che lo si faccia al più presto. Questo permetterebbe al partito di funzionare non solo grazie agli organi che sono stati eletti, ma in toto, coinvolgendo i militanti”.
Perché, secondo lei, la segreteria non è stata ancora costituita?
“Questo non lo so. Il segretario (Marco Santo Alaia, ndr) sicuramente saprà quali sono i motivi e li spiegherà nel momento in cui formerà la segreteria. L’intento, credo, sia di costruire un gruppo coeso e che lavori sul territorio. Il confronto tra militanti è il motore del Pd. Senza i militanti, un partito come il Pd non avrebbe senso di esistere. Quindi si deve partire dai militanti per poi arrivare agli amministratori e per consentire al Pd di darsi una linea politica in tutti i Comuni, soprattutto in quei numerosi Comuni a guida dem”.
I circoli del Pd funzionano ancora?
“Per fortuna i nostri circoli non si sono arresi a questa nuova idea di politica fatta da pochi e virtuale.
Quello che mi piace far notare, e che ho ricordato sia nelle riunioni a livello provinciale sia nelle iniziative nazionali, è che ciascun voto dato al Pd è frutto del lavoro dei militanti, della costante presenza del Pd sul territorio.
Per questo motivo chi ci rappresenta deve tener conto che dobbiamo ringraziare chi ci mette la faccia tutti i giorni nelle piazze, nelle sezioni, persino nei bar. Però dobbiamo dare una mano ai circoli: ci deve aiutare il Pd nazionale”.
È il caso di Ariano e San Martino Valle Caudina.
“La segreteria è importante, inoltre, perché ci sono questioni interne da risolvere, come quelle di Ariano e San Martino Valle Caudina.
Non possiamo chiedere ai militanti di impegnarsi solo al momento del voto. Dobbiamo anche organizzare eventi come le Feste dell’Unità”.
Dopo molti anni, il Pd è tornato ad amministrare la città: ha vinto Nello Pizza o la coalizione?
“Ha vinto Pizza perché la scelta del candidato sindaco è stata condivisa da tutto il Pd. Ma è stata non solo la vittoria del Pd, ma di tutta la coalizione. Ed è stata anche la vittoria di Pizza, che è una persona competente e di grande tensione morale”.
Alla Provincia il Pd si è diviso tra Buonopane e Picone?
“Purtroppo la riforma Delrio non è mai stata portata a compimento, come tante riforme di quel periodo. E quando cambiano i governi, le riforme si fermano. Detto ciò, è anche vero che nella scelta del candidato alla presidenza non c’è stato un confronto all’interno del partito, o meglio l’intesa c’è stata a un livello superiore. Ma gli organi del partito dovevano essere ascoltati. La stessa cosa è successa anche alle Regionali”.
Intanto ci sono le Politiche: primarie per la scelta del leader?
“Le primarie sono uno strumento del Pd, quindi da tenere in considerazione per la scelta del candidato premier. Secondo me, comunque, la prima strada è sempre cercare una sintesi. Non sempre le primarie devono essere utilizzate in tutte le competizioni elettorali. La verità è che non vinciamo dove non andiamo insieme, tranne rare eccezioni. Dunque bisogna tenere unita la coalizione.
La necessità è capire prima possibile chi veramente vuole far parte della coalizione e come vogliono esserne parte”.
A proposito della legge elettorale: con l’abolizione dei collegi uninominali ci saranno solo i proporzionali, che sono molto ampi, e l’Irpinia rischia di essere penalizzata.
“L’abbiamo già visto alle precedenti elezioni, con il taglio dei parlamentari. Con la riforma sarà anche peggio. Oggi abbiamo deputati e senatori che non ci rappresentano, che non sono mai stati in Irpinia. Per questo sono necessarie almeno le preferenze. E mi auguro che nella composizione delle liste l’Irpinia non sia penalizzata: i candidati dovranno essere persone che si sono impegnate per il nostro territorio”.
Altra questione importante è quella dei Giovani Democratici, che si stanno ricostituendo. A che punto siamo?
“I Giovani Democratici nell’autunno scorso, a livello nazionale, hanno finalmente eletto in maniera unitaria la segretaria nazionale, Virginia Libero. Qualche mese fa c’è stato il congresso regionale, dove è stato eletto Lorenzo Raso. All’interno degli organi di partito, sia nazionali sia regionali, ci sono giovani irpini.
Il passaggio successivo sarà quello di ricreare la giovanile ad Avellino. La giovanile di partito serve a formare una nuova classe dirigente. A formarla sì, per poi non lasciarla giovane per sempre.
Una nuova generazione deve avere spazio, deve poter partecipare e deve essere messa nelle condizioni di costruire il proprio percorso politico all’interno del partito”.



