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Senza sede il Museo delle Maschere e del Carnevale di Montoro. L’amarezza del direttore scientifico: costretti a chiudere ma poco sostegno dalle istituzioni

La direzione scientifica: l’attuale spazio non è più disponibile. Tanti i traguardi raggiunti fino ad oggi

Chiude, a partire dal 28 febbraio, il Museo delle Maschere e del Carnevale di Montoro -MuMasCa, fortemente voluto dall’indimenticato Massimo De Girolamo che ne aveva accompagnato la nascita. A lui si deve la messa a disposizione dell’attuale sede. Uno spazio diventato luogo di ricerca e confronto sulle tematiche del carnevale di singoli appassionati, associazioni che meritevolmente organizzano mascarate e zeze “ sul campo”, enti istituzionali ai vari livelli: locale, provinciale, regionale e ministeriale attratti dal forte interesse suscitato dalle attività scientifiche organizzate dal Museo – Hub Culturale.

“Era l’11 febbraio 2023 – si legge nella nota nota della direzione scientifica del Museo, coordinata da Valerio Ricciardelli – quando veniva inaugurata la “provvisoria” sede del Museo con il chiaro obiettivo di ampliare e diffondere la qualità di questa esperienza sostenuta anche dal Ministero della Cultura, Istituto Culturale del Patrimonio Immateriale e Museo delle Civiltà di Roma; l’esecutività progettuale prevedeva l’attuazione di una serie di attività congrue e decisive culminanti nella istituzionalizzazione dell’organismo culturale da parte dell’Ente pubblico locale restando in tal modo, fedeli allo scopo principale da perseguire prefigurato e messo per iscritto dai soci fondatori del Museo: la messa a sistema dell’esperienza plurisecolare delle mascarate di Montoro partendo dalla “fissazione attiva” dei repertori storici e di ogni materiale d’archivio inerente alle tematiche “de quo”, nella sede opportunamente studiata, proiettata nel divenire storico-culturale, con grande vantaggio del territorio in termini di crescita e di sviluppo sociale”.

Nella nota si chiarisce che “Oggi, la sede quale importante luogo della dinamicità creativa di qualsiasi associazione culturale, ritorna alla sua antica natura di casa privata rientrando, com’era logico, nella disponibilità di un privato cittadino che tra i tantissimi meriti riconosciutigli a livello umano, professionale, sociale e culturale, si è intestato, anche quello di aver permesso l’inizio di questo cammino che ha portato a Montoro la presenza di funzionari del Ministero della Cultura, dell’ICPI e del MUCIV di Roma ( organismi governativi di vitale importanza per la capillare distribuzione di risorse statali e comunitarie in progetti riconosciuti meritevoli da specifici gruppi di lavoro costituiti da eccellenti professionisti della cultura).

La sede non è più disponibile per i logici motivi prima esposti ma il Museo intanto ha perfezionato e rafforzato i rapporti con l’Università di Salerno (cattedra di Antropologia Culturale – Direzione Laboratorio InterDipartimentale Annabella Rossi), ha stipulato un’intesa con SIMBDEA Società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici, ha predisposto la successiva ratifica di accordi bilaterali con ICPI-MIC e MUCIV-MIC, con l’Università di Roma La Sapienza e con il Centro di ricerca internazionale sui carnevali CRIC della Francia (dipartimento Regione Dordogne), da anni il museo-hub culturale si avvale del prezioso contributo di Giovanni Kezich antropologo profondo conoscitore del carnevale su scala europea e fondatore del progetto internazionale sulle mascarate d’inverno denominato “Carnival King of Europe”. Ma del sostegno e del prezioso contributo di studiosi, antropologi, attori, si potrebbe farne un elenco lunghissimo”.

“Il Museo, inoltre – si legge ancora nella nota – ha potenziato la sua incisiva radicalità sul territorio Montorese siglando protocolli di intesa con Proloco Banzano e Associazione Culturale Banzano in Folk, ha  incaricato il proprio team di collaboratori e studiosi, di redigere specifici articoli culturali pubblicati su testate giornalistiche locali e provinciali al fine di partecipare in maniera gratuita all’attività promozionale delle feste e dei rituali tradizionali a ragione vantati nella mappa geoculturale montorese.

L’HUB- culturale costituito dagli Stati Generali della Zeza, format che ha fatto conoscere Montoro e i suoi carnevali in tutto il mondo, ha svolto le tante attività scientifico-culturali e tantissime ne progetterà ed eseguirà ancora, ma dal primo marzo 2025 non avrà più una sede dove poter accogliere i tanti visitatori che chiedono di ammirare i nostri repertori, la nostra memoria storica e di ascoltare le narrazioni della nostra gente, rese dalle straordinarie fotografie esposte, dai filmati mostrati e dai costumi in mostra permanente. Questo è quanto abbiamo fatto sinora, e continueremo a fare con passione e gratuità forse in altri luoghi della regione o d’Italia”.

Direzione scientifica e Museo non nascondono l’amarezza “Ci saremmo aspettati una risposta concreta da parte dell’Istituzione locale, l’attuale amministrazione comunale, che non è mai “arrivata”, ci si aspettava, sebbene più volte richiesta, l’individuazione di una sede pubblica con successiva quanto immediata istituzionalizzazione del preziosissimo luogo di memoria e diffusione culturale creato. Ciò costituisce, a nostro avviso, un atto di grave e scadente iattanza da parte degli amministratori, in specie dei rappresentanti del settore cultura, verso le persone impegnate da sempre nella divulgazione e promozione del nostro territorio, verso l’elevata qualità dei repertori esposti che, con la mancata acquisizione, viene sottratta alla disponibilità collettiva, ai fruitori, ai visitatori dei luoghi della memoria attiva.

Questo atteggiamento negativo verso il Museo delle Maschere e del Carnevale è stato ed è praticato senza  avere la minima conoscenza della provenienza di quei repertori catalogati presso l’ICPI di Roma, della loro storia, della loro genesi, un valore etnografico enorme rintracciato e trasferito dalla sede del ICPI-MIC di Roma alla nostra sede museale oggi costretta a “chiudere battenti” per mancata disponibilità da parte dell’amministrazione comunale ad impegnarsi seriamente nel cercare la soluzione ottimale”.

Il pensiero non può non andare ai “numerosi sostenitori e alle tante persone che   hanno apprezzato ed apprezzano questa ampia, profonda continua attività di musealizzazione attiva della memoria del collettivo sociale montorese e non.  Senza dimenticare il Medico e uomo di cultura straordinario che è stato Massimo De Girolamo il quale fortemente ha voluto e sostenuto questo percorso esperienziale di fondamentale importanza per compiere il decisivo passo in avanti verso uno sviluppo concreto dell’immagine del territorio proiettandola in contesti socio-culturali più ampi e consoni alla nostra storia. Speriamo di tornare presto per potervi mostrare e raccontare le storie di Montoro, della Campania, dell’Europa”

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