*CineMoi, trenta sguardi in viaggio tra cinema, donne e mare*
Il 21 agosto, alle ore 19.00, il Circolo della Stampa di Avellino ospiterà la presentazione del secondo numero di CineMoi, rivista semestrale di critica e cultura cinematografica, distribuita in tutta Italia nelle principali sale cinematografiche e nelle librerie specializzate.
Cosa significa costruire un intero numero di rivista, oltre cento pagine, affidandolo a trenta firme di donne tra giornaliste, accademiche, critiche, studiose e appassionate di cinema?
Significa, innanzitutto, creare uno spazio nel quale la scrittura, la voce e lo sguardo possano tornare a essere strumenti di dialogo con il mondo dell’arte. È da questa esigenza che nasce il secondo numero di CineMoi, che sceglie di mettere al centro le donne e il mare per raccontare le oscillazioni dell’animo, la tensione verso l’altro e verso l’altrove, il desiderio di incontro e di contatto, ma anche la necessità di attraversare i confini.
Donna e mare diventano così luoghi mobili, mutevoli, mai definitivamente circoscrivibili.
Il mare è movimento, profondità, trasformazione. È lo spazio nel quale le distanze si misurano e, nello stesso tempo, possono essere attraversate. È anche il luogo in cui emergono alcune delle contraddizioni più profonde dell’Europa contemporanea: frontiere, migrazioni, conflitti, responsabilità. Eppure è proprio nel mare che possiamo ancora immaginare nuove forme di solidarietà, prossimità e cura.
A questa possibilità CineMoi affida anche il proprio sguardo sul femminile.
Per questo la presenza della Flottiglia attraversa idealmente le pagine della rivista: come gesto umano e politico, pratica di attraversamento e responsabilità, testimonianza di un pensiero che rifiuta l’indifferenza. La sua presenza diventa una rotta simbolica che incontra quella delle trenta donne che hanno scelto di mettersi in viaggio insieme a noi.
Trenta firme, trenta sguardi che condividono la rotta di chi sale su una barca e affronta l’ignoto portando con sé la forza delle proprie idee; di chi, in un mondo ossessionato dal controllo, introduce un caos etico; di chi rompe la normalizzazione del pensiero e restituisce alla cultura la possibilità di interrogare, contraddire, immaginare.
Dentro questo viaggio ci sono Claudia Cardinale, Brigitte Bardot, Agnès Varda, Teresa Saponangelo, Nan Goldin, Alina Marazzi, Judith Butler, Romana Maggiore Vergano, Miriam Candurro, Daniela Ciancio, Tizza Covi, Chloé Zhao e molte altre protagoniste, intervistate, raccontate e rilette attraverso lo sguardo di chi scrive e pensa il cinema con libertà, invenzione e immaginazione critica.
La presentazione ad Avellino
Il secondo numero di CineMoi sarà presentato venerdì 21 agosto, alle ore 19.00, al Circolo della Stampa di Avellino, in un incontro dedicato alle ragioni, alle voci e agli sguardi che hanno costruito questo numero.
A dialogare con Antonella Silvestri, giornalista e autrice televisiva, dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura Luca Cipriano, saranno Michela Mancusi, direttrice editoriale di CineMoi, e Gigi Marzullo.
Interverranno inoltre:
Maria Fioretti, giornalista e firma di CineMoi;
Daniela Esposito, avvocato e firma di CineMoi;
Marco Guarella, critico cinematografico;
Simona Genovese, critica cinematografica e firma di CineMoi;
Floriana Guerriero, giornalista e firma di CineMoi;
Antonella Mancusi, scrittrice e vicedirettrice editoriale di CineMoi;
Valentina Mariani, giornalista e firma di CineMoi.
Sarà un’occasione per raccontare non soltanto i contenuti della rivista, ma soprattutto il percorso che ha portato alla sua costruzione: un lavoro corale nel quale trenta donne hanno messo in comune competenze, sensibilità e prospettive differenti per interrogare il cinema e, attraverso il cinema, il nostro presente.
Perché dedicare un intero numero alle voci femminili?
Perché il femminile, come suggerisce Claudia Cardinale, protagonista della copertina, ci mette in ascolto. Ci invita a sentire prima di vedere, a spostare i confini, a dilatare gli orizzonti del possibile. Non una semplice categoria, dunque, ma una postura dello sguardo: una possibilità di stare nel mondo e nel cinema lasciandosi attraversare dalle contraddizioni, dalle intuizioni e dalle domande.
E quando tutto questo accade ad Avellino, il mare arriva davvero.
Non soltanto quello che si intravede dalle vette di Montevergine, ma quello delle donne che si fanno mare: mutevoli, sconfinate, indomite; capaci di cambiare direzione senza perdere la rotta, di trasformare l’esperienza in pensiero e il pensiero in uno spazio condiviso.
È questo il viaggio del secondo numero di CineMoi: fare del cinema un’esperienza viva, politica e collettiva. Un luogo nel quale incontrare le immagini, ma anche le idee che le attraversano. Un luogo nel quale trenta voci femminili non rappresentano semplicemente un tema, ma costruiscono una comunità di sguardi.
Un numero da leggere come si attraversa il mare: senza una sola direzione possibile, con la consapevolezza che ogni approdo è anche l’inizio di un nuovo viaggio.



