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Consorzio A6 Vallo Lauro Baianese, cinque sindaci chiedono le dimissioni del presidente

Le ragioni spiegate dai sindaci di Baiano, Avella, Quadrelle, Moschiano e Taurano
Cinque sindaci del Consorzio A6 Vallo Lauro Baianese chiedono le dimissioni del presidente del Cda, Antonio Mercogliano, sindaco di Pago Vallo Lauro.
Questi i fatti, rappresentati dai primi cittadini di Baiano, Enrico Montanaro, Avella, Vincenzo Biancardi, Quadrelle, Simone Rozza, Moschiano, Sergio Pacia, Taurano, Michele Buonfiglio.
“Da diversi mesi ormai, in seguito alla rielezione a presidente del Cda dell’avv. Antonio Mercogliano, si registra una spiacevole situazione di contrapposizione politica all’interno del Consorzio A6 Vallo Lauro Baianese. Una contrapposizione, invero, che trova le sue origini, per quanto ci riguarda, in un momento anteriore all’attuale rielezione, in particolare allorquando tutti gli Amministratori locali sono venuti a conoscenza di un parere ANAC in forza del quale il Sindaco non può ricoprire al contempo l’incarico di Presidente del Cda di un Consorzio, in sostanza». Due sarebbero i motivi: «Il primo, perché essendo ex lege il Sindaco rappresentante del proprio Comune all’interno dell’organo assembleare del Consorzio, di fatto, è privato della possibilità di rappresentarlo contemporaneamente anche in seno al CdA, configurandosi in questo senso una situazione in cui – stando alla normativa che disciplina i compiti dell’Assemblea e quelli del Cda – il controllato risulta essere nello stesso tempo anche il controllore».
Il secondo aspetto, «perché il Sindaco-Presidente – assume in sé la titolarità di funzioni gestionali, ponendosi in una situazione di incompatibilità, così come definita dalla legge. Le ragioni a nostro avviso sicuramente sono, quindi, riconducibili alla fase preliminare della nomina, allorché l’attuale Presidente, consapevole dell’esistenza del succitato parere ANAC, portato dai sottoscritti all’attenzione dell’Assemblea del Consorzio, pensò bene di formare una propria “maggioranza”, eludendo la legge, e tenendo volutamente fuori i comuni dell’ambito che avevano, invece, inteso percorrere una soluzione che potesse risultare condivisa, legale e legittima.  Da quel momento purtroppo si sono registrate da parte del Presidente tutta una serie di forzature amministrative, puntualmente segnalate da alcuni sindaci, che sono state messe in campo con lo scopo di salvaguardare il proprio ruolo – prima tra tutte, la modifica statutaria (è bene precisare, tuttavia, che la suddetta modifica giunge comunque postuma rispetto alla rielezione a Presidente del Cda del Sindaco avv. Antonio Mercogliano) – e che di fatto hanno pregiudicato il corretto svolgimento delle attività amministrative del consorzio».
Secondo i sindaci di Baiano, Avella, Quadrelle, Moschiano e Taurano, «È utile, comunque, chiarire che, anche in questa fase, i Sindaci sottoscrittori di questo documento, in sede assembleare, hanno continuato a votare favorevolmente tutti i provvedimenti che apparissero utili per le Comunità, a dimostrazione del fatto che ogni azione da questi ultimi mossa ha avuto lo scopo di evitare che il Consorzio potesse irreversibilmente cadere in una fase di stallo totale.  Tuttavia, nel più recente periodo, registriamo un’inerzia tale che nell’ultimo mese addirittura non sono state prodotte – come riscontrabile dalla consultazione dell’Albo pretorio – nè determine nè delibere dal CDA. Tutto questo è chiaro che va a scapito delle politiche sociali che da sempre dovrebbero invece rappresentare una priorità per i sindaci e per chi amministra le comunità. È impensabile che il voler a tutti i costi salvaguardare la “poltrona”, possa andare a penalizzare le fasce deboli, coloro che più di altri meriterebbero invece azioni concrete, rapide ed efficienti.
Ed è per queste ragioni «che noi chiediamo all’Avv Mercogliano non un passo indietro ma un passo in avanti, e cioè la presentazione da subito delle dimissioni da presidente del cda e, di conseguenza, la convocazione immediata di un tavolo aperto a tutti e 13 comuni, con il fine di provare a ricostruire in un clima di ampia condivisione la governance del piano di zona, attraverso un accordo politico che garantisca l’unanimità dei Comuni, che abbia come unico obiettivo il rilancio delle politiche sociali dei nostri territori. In sostanza, si chiede di tornare allo spirito con il quale il Presidente avv. Antonio Mercogliano fu eletto all’unanimità dell’assemblea nel 2020; una unanimità e, di conseguenza una elezione, che fu frutto di un grande lavoro di concertazione politica, non senza sforzi. Chiediamo che si prenda atto, inoltre, che il Presidente avv. Antonio Mercogliano non può più contare su una maggioranza che gli permetta di amministrare, infatti è bene ricordare a tutti, che per l’approvazione di qualsiasi atto è necessaria la maggioranza qualificata dei 2/3, quindi preventivamente comunicando già da adesso che, in assenza di dimissioni, non parteciperemo all’assemblea programmata per il giorno 13, recante ad oggetto l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio, poiché non solo quest’ultima sarebbe dovuta regolarmente avvenire in assemblea entro il termine perentorio del 31 Luglio, ma anche perché, ad oggi, gli scriventi, convocati per la riunione dell’assemblea e, dunque, chiamati a votare, non ravvisano la trasparenza necessaria al fine di esprimersi in merito alla piena legittimità degli atti in questione».

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