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Festa pronto a staccare la spina a Nargi, non solo una questione di deleghe

Al di là delle nomine in giunta, Davvero e W la libertà provano a tirare la corda fino al punto di rottura chiedendo alla sindaca di prendere consapevolezza e di dimostrare nei fatti che a guidare sono solo loro e non c’è spazio per altri. Le condizioni impossibili dell’ex sindaco per non andare al voto

La soluzione della crisi in maggioranza passa per una presa di coscienza della sindaca che a guidare la città sono i festiani. E’ questo che chiedono i consiglieri comunali di Davvero e W la Libertà. Per tale ragione non hanno firmato i decreti di nomina degli assessori.

La lista di Laura Nargi prevede: ai Lavori pubblici e Urbanistica, Tonino Genovese, all’Ambiente, Peppino Negrone, alle Politiche Sociali ed all’Istruzione Jessica Tommasetta, alle Politiche Giovanili e Protezione Civile, Gianluca Gaeta, e Monica Spiezia al Personale. Tutti festiani. Tranne Alberto Bilotta, capogruppo di Siamo Avellino, la lista di Nargi, designato alle Attività Produttive, al Commercio e allo Sport. Le deleghe a Turismo, Fondi Europei e Urban Center sarebbero rimaste alla sindaca.
Unico assessore tecnico confermato, Alessandro Scaletti, indicato per Bilancio e anche alla Cultura.

I festiani chiedono due aggiustamenti: lo Sport a Gaeta, e che la delega alla Cultura non venga per il momento ancora assegnata. Non solo. I festiani vogliono che la sindaca dimostri nelle parole e nei fatti quanto è obbligata politicamente rispetto all’ex sindaco, vogliono che Nargi si convinca una buona volta che a dettare la linea è Festa, perché in fondo la città è lui che ha votato. Nargi, dicono i festiani, dovrebbe riconoscere che senza di noi non sarebbe stata candidata, che da vice sindaco dell’amministrazione uscente ha raccolto l’eredità e il consenso per vincere. Su questo, insistono, va fatta chiarezza: non vi può essere un amministrazione Nargi.

Non è bastato il siparietto dell’inaugurazione del tunnel: il riconoscimento di tutto il merito a Festa in quel caso era doveroso. Figuriamoci. Ci vuole qualcosa di più. Bisogna lavorare ora tenendo in mente una visione di città da realizzare, ci vogliono idee concrete e azioni risolute senza protagonismi ma amministrando insieme per dare più forza, determinazione al governo della città.

Altrimenti, tutti a casa. Sì, perché i festiani non sono disposti a mediare, a tollerare distrazioni, sgarbi istituzionali, parole dette a mezza bocca contro di loro. Sembra non aspettino altro per riprendersi di nuovo tutto senza Nargi.
La sindaca prova a resistere, a dare un timido segnale di indipendenza, per quanto può, a ritagliarsi uno spazio di autonomia politica e amministrativa, tenta di trovare conforto in Patto civico per non essere troppo schiacciata su Festa. Che a sua volta non può permettersi di perdere il controllo su ogni cosa succeda dentro Palazzo di città.  E allora non c’è tempo da perdere nella spartizione politica. Tutti in riga e avanti senza fiatare. Altrimenti nuove elezioni. Forse è questo che vuole Festa.

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