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Il Qatargade è solo l’ultimo episodio di corruzione politica in ordine cronologico, ma non sarà l’ultimo della serie. La corruzione è nata con l’uomo (il primo episodio risale ad Eva nel Paradiso terrestre!) e si protrarrà finché l’uomo sarà sulla terra. Essa è legata al potere e ai soldi per cui il suo rapporto con la politica è inscindibile. Nell’antichità ha caratterizzato i sistemi politici dei greci e dei Latini anche se si è cercato già da allora di correre ai ripari con leggi adeguate e strutture democratiche. Per il Machiavelli la corruzione politica è la mancanza di virtù, l’attitudine alla vita politica. E’ la mancanza di quella morale necessaria a mantenere in vita una comunità vivile. E’ inutile quindi scandalizzarsi e mettere la testa sotto la sabbia. Il malcontento, lo sdegno sociale, il disprezzo non sono rimedi validi come dimostra il riemergere del problema dopo tangentopoli, la rivolta popolare, la caduta della prima Repubblica ed il lancio delle monetine a Craxi che usciva dal San Raphael. Tre considerazioni. La prima è che per combattere la corruzione occorre fare, e soprattutto far rispettare, buone leggi che devono valere per tutti i cittadini specialmente se rivestono incarichi politici che devono svolgere il proprio ruolo “con disciplina e onore” come recita la Costituzione. Ma le leggi non sono sufficienti e i parlamentari (di tutti i partiti) riescono a sfuggire con privilegi e guarentigie e i controlli (formali e burocratici) si dimostrano vani. Le leggi devono essere accompagnate dalla trasparenza e dal giudizio morale e dalla fiducia dei cittadini. Al contrario si fanno sempre più leggi che favoriscono la corruzione e salvaguardano i parlamentari e gli uomini che rivestono incarichi istituzionali. Il bavaglio alle intercettazioni telefoniche, la separazione delle carriere dei magistrati, il tentativo di abolire il reato di omissione di atti d’ufficio, il salva corrotti, il nuovo codice degli appalti, e via di seguito vanno in direzione opposta. La seconda considerazione è che si fa solo speculazione politica nelle forze politiche se gli scandali colpiscono i partiti rivali, ma nella sostanza la questione morale, che dovrebbe interessare tutti, soprattutto dopo la riflessione di Berlinguer che ne faceva un obbiettivo imprescindibile per tutti i partiti, è divenuto strumento di propaganda che si pratica in modo squallido quando la corruzione riguarda gli altri partiti. La terza considerazione è lo sbandierare un presunto garantismo per cui eventuali provvedimenti e giudizi dovrebbero essere presi solo dopo che la magistratura abbia condannato il politico, incappato nelle maglie della giustizia, con sentenza passata in giudicato. Con i tempi dei nostri processi e i mezzi e le garanzie di cui godono i nostri politici, campa cavallo. Non a caso negli scranni del parlamento siedono molti inquisiti, condannati in primo grado, o in attesa di giudizio. Non a caso si vuole abrogare la legge Severino votata a furor di popolo dopo l’ennesimo scandalo per corruzione. Lo sdegno popolare la progressiva sfiducia verso la classe politica e l’aumento dell’astensionismo non hanno funzionato da deterrente per attenuare il fenomeno. Se non si arriverà ad una mutazione anche genetica dei partiti la corruzione rimarrà sistemica e un obbiettivo che tutti, a parole, dichiarano di combattere e che, nella pratica, fanno del tutto perché non si realizzi. Ora, poi, che la corruzione ha colpito anche la sinistra – cosa gravissima- la destra al potere gongola!

di Nino Lanzetta

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