É un’Irpinia a due facce quella fotografata dal Centro Studi Tagliacarne. Se, da un lato, cresce il reddito disponibile delle famiglie e si registrano segnali positivi anche sul fronte del lavoro, dall’altro continua ad essere decisamente significativa la fetta di contribuenti che dichiara meno di 10mila euro all’anno. Ma partiamo dai dati positivi: nel 2024 il reddito disponibile pro capite si è attestato ad Avellino a quota 16.831 euro, valore comunque inferiore alla media nazionale, ma in significativa crescita rispetto al 2021. Nel triennio 2021-2024 il reddito disponibile è infatti cresciuto del +17,2%, mentre i redditi da lavoro dipendente hanno registrato un aumento ancora più sostenuto (+21,5%). Particolarmente rilevanti i dati sul fronte del lavoro che vedono Avellino terza a livello nazionale per incremento dei redditi da lavoro dipendente delle famiglie consumatrici.
Accanto a questi segnali positivi, restano tuttavia elementi di debolezza strutturale. Il posizionamento nelle graduatorie nazionali rimane basso (95esima posizione), a conferma di un divario ancora ampio rispetto alle aree più sviluppate del Paese. Permane inoltre una quota elevata di contribuenti con redditi bassi: oltre il 30% si colloca nella fascia sotto i 10.000 euro, segnale di una diffusa fragilità economica. Anche la struttura del reddito presenta aspetti da monitorare: il peso del lavoro dipendente sul reddito complessivo è in aumento, anche se accompagnato da una crescita occupazionale meno intensa.



