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Crisi idrica e reti colabrodo: non ci sono nemmeno progetti di ristrutturazione delle condotte

Le reti idriche vecchie di oltre 50 anni sono il 47 per cento. Mentre sono del 42 per cento le perdite medie delle reti per uso civile. Fonti Istat, Utilitalia, Eurostat, Protezione civile e ministero Infrastrutture. E tanto potrebbe bastare per capire che le cose dovrebbero cambiare. Una inchiesta del quotidiano “La Repubblica”, firmata da Antonio Fraschilla, ha messo in evidenza come, l’emergenza idrica, è il problema che in questa estate soffrono tante comunità. Si è andati benino fino agli anni settanta del secolo scorso, ma da trent’anni non si investe più sulle Infrastrutture idriche.

I grandi invasi sono strutturalmente “obsoleti”, potrebbero avere una possibile capienza di 13 miliardi di metri cubi. Ma, oggi, quelli autorizzati sono invece 11 miliardi. Perché c’è poca manutenzione, attraverso la quale quelli che mancano si potrebbero recuperare. E le cose peggiorano quando si scende lo Stivale. Ovviamente le più colpite sono, manco a dirlo, le regioni del Sud. Questa, per l’Irpinia, potrebbe essere una settimana importante per affrontare la crisi. Come ha detto l’amministratore delegato di Alto Calore, Antonello Lenzi, ai sindaci nella conferenza stampa del primo cittadino di Ariano Irpino, Enrico Franza: potrebbero verificarsi alcune situazioni che migliorerebbero le condizioni di vita dei cittadini.

I disagi, però, invece aumentano. Le segnalazioni arrivano da ogni parte della provincia. Che convergono tutte nel gruppo di whatsapp del Comitato “Uniamoci per l’acqua “. Le ultime: a Zungoli, un anziano non vedente è senz’acqua da tre mesi, mentre a Grottaminarda è stata segnalata una perdita tra le strade del mercato settimanale di stamattina. E anche nella cittadina ufitana pochi minuti dopo le venti si interrompe l’erogazione di acqua. E le squadre di intervento di cui parlava Lenzi nella conferenza stampa di Ariano, soltanto qualche giorno fa?

E, a proposito di perdite, Fraschilla scriveva, nella sua inchiesta”Il futuro del pianeta”, che pervaso potabile vengono immessi in rete 8 miliardi di metri cubi di acqua. Ma, nei rubinetti, ne arrivano 4, 6 e 3,4 invece si perdono. E il trend è in crescita. Per le reti idriche, in Italia, servirebbero 60 miliardi di euro. 4,2 miliardi per l’idrico in generale, e per l’uso civile 2, 2 per l’approvvigionamento. Poco quanto niente. Da sfruttare con il Pnrr. Con il quale sono in fase di appalto, o di inizio lavori, 147 interventi. Un caso a parte quello della Calabria, dove i progetti approvati sono appena tre. E ammontano a trenta milioni di euro.

E qui da noi, in Irpinia? Perché non sono stati elaborati progetti? “Una mala gestione”, titola il quotidiano che fu di Eugenio Scalfari. In Italia si sprecano, ogni anno, miliardi di metri cubi di acqua che potrebbero essere riutilizzati. Tra uso agricolo, industriale e civile all’anno se ne perdono, infatti, 8 miliardi su un fabbisogno di 26 miliardi di metri cubi. E se ne aggiungono altri nove miliardi, di metri cubi, di acqua depurata che ogni anno viene gettata in mare e nei fiumi. Di questo chiede conto l’Unione Europea, che senza risposte potrebbe aprire un procedimento di infrazione.

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