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“Divisioni. Narrazioni di amori troncati”, Antonia Di Nardo esplora il sentimento amoroso attraverso la fotografia

Un progetto fotografico nato dal 2016 che descrive un mondo surrealista ed onirico il sentimento amoroso. E’ il progetto “Divisioni. Narrazioni di amori troncati” di Antonia Di Nardo, presentato oggi all’Archivio di Stato di Salerno. Un universo che si fa riflessione sulle molteplici forme della violenza. E’ Emilia Alfinito, presidente Cif provinciale Salerno, a sottolineare come “La raccolta di immagini che compongono questo catalogo mi ha trasportato attraverso più mondi, in un viaggio fatto di reminiscenze adolescenziali, pulsioni femministe, immagini letterarie e pittoriche da cui traspare una formazione classica e che suscitano sensazioni che travalicano forse l’ispirazione dell’autrice. Queste immagini intriganti, infatti, non lasciano indifferenti, non invitano a comprendere o condividere le ragioni dell’autrice, ma portano lo spettatore a trarre le proprie conclusioni che potrebbero, come già detto, travalicare i sentimenti che hanno generato la realizzazione di queste opere”. Luciana Maura pone l’accento su un percorso in costante trasformazione “Antonia Di Nardo, un’artista che crea e ricrea. Rifugge la documentazione cronachistica per indagare la dimensione esistenziale e onirica. La realtà appare avvolta in una patina di mistero, trasformando il banale. Utilizza prospettive accentuate, ombre nette, luci intense e spazi vuoti (piazze deserte, porte socchiuse) per creare atmosfere di attesa e isolamento, richiamando la pittura di De Chirico. Il significato dell’immagine non è immediato ma si completa nell’interpretazione di chi guarda, libero di costruire una propria storia”. Wanda Della Sala ricorda come “Questo libro è strumento di riflessione ed introspezione, personale e condivise, che ci sollecitano a riflettere sulla nostra vita, il nostro io interiore, i desideri e le paure. Antonia ha la capacità di cogliere l’essenziale, di penetrare oltre la superficie delle cose e delle situazioni per conoscerne il senso nascosto. Vedere e non solo guardare, richiede attenzione, consapevolezza, empatia ma è essenzialmente un atto creativo che implica la capacità di isolare una tessera di realtà e darle significato”.  Ci troviamo così di fronte a favole malinconiche, che racchiudono la morale beffarda di come nell’amore ci sia sempre e comunque un distacco dall’oggetto amato. Maria Pia Perisano ricorda come “Ogni foto contiene, come un quadro, oltre al soggetto umano, una serie di elementi che contribuiscono ed invogliano l’osservatore a partire metaforicamente in un viaggio introspettivo che cerca di creare il contatto emozionale con le protagoniste degli Scatti. Immediatamente ci si sente catturati e trasportati in un mondo surreale e favolistico, dove aleggia ancora un ideale di legame e di amore che porta l’essere umano a sentirsi parte ed al tempo stesso un tutt’uno con l’universo”.

Si tratta di favole che traggono alcuni soggetti dal mondo classico e mitologico reinterpretandolo, nello specifico nei colori, in atmosfere contemporanee. Sono soprattutto le donne le vere protagoniste del progetto, descrivendo un amore che anche quando sembra necessità di possesso, come nella interpretazione di “Lisetta da Messina”, in realtà è una proiezione mentale, una costruzione complessa, spessa avulsa da quel corpo che diventa solo accessorio al congiungimento con l’altro. Ne “Il bacio a Livorno”, è evidente nella metafora visiva di questo amore vissuto tutto “nella testa”. Le di/visioni sono una ricerca per immagini di interpretazione di amori tossici, di trappole emotive. Così “Narciso” diventa non il riflettersi in uno specchio d’acqua, che rimanda un’immagine irraggiungibile, ma lo sdoppiamento, (possibile grazie all’interpretazione di due gemelle), di una zingara che con l’occhio della donna desiderata, ha creato un anello da indossare.

Antonia Di Nardo, fotografa concettuale e surrealista, nasce in una famiglia in cui la fotografia è la professione tramandata da inizio ‘900 di padre in figlio. Antonia fa sua questa forma espressiva, abbinandola all’interesse per la linguistica e la semiotica e ai suoi studi classici. Dal 2007 lavora come reporter per varie testate irpine. Tra i suoi progetti su pellicola (2004 – 2006) “I chiodi di Thor”, istallazioni di chiodi antichi fotografate, in cui il tema sacro della crocifissione è avulso dalla religione cristiana e diventa un percorso di scelta dell’uomo per uscire dalle logiche della produzione seriale. Ironia ed apocalissi nella ricerca fotografica di In-su-cesso, che comprende scenari di materiale di scarti nelle lavorazioni industriali. Linguistica applicata all’immagine nella raccolta socioantropologica “Al-d-lA’ dell’eterno mancinismo” che la vede interessarsi al fenomeno dell’alta natività gemellare (omografi biologici) nel territorio nativo di Altavilla Irpina e che si concretizza nella data palindroma 02.02.2020 (che unisce linguistica e numerologia) con il raduno di coppie di gemelli nel paese irpino.

 

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