Cresce la spesa corrente dei Comuni italiani per la cultura, che nel 2024 raggiunge i 23,5 euro pro capite, un euro in più rispetto al 2023 e 6,2 euro in più rispetto al minimo storico registrato nel 2020. Restano tuttavia marcate le differenze territoriali: si va dai 6,4 euro per abitante della Campania ai 65,3 euro della Provincia autonoma di Bolzano. Tra le Regioni a statuto ordinario, la Toscana registra il valore più elevato, con 38 euro pro capite.
È quanto emerge dal Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) 2026 dell’Istat, che analizza la qualità della vita in Italia attraverso 148 indicatori suddivisi in 12 domini, tra cui istruzione, patrimonio culturale, paesaggio, innovazione e creatività.
Il rapporto evidenzia anche un aumento della partecipazione culturale. Nel 2025 il 40% della popolazione di almeno sei anni ha svolto almeno due attività culturali fuori casa nei dodici mesi precedenti, raggiungendo il livello più alto dal 2014. La quota sale al 41,1% tra le donne, contro il 38,9% degli uomini. Resta ampio il divario legato all’istruzione: partecipa ad almeno due attività culturali il 68,7% delle persone con un titolo di studio terziario, rispetto al 14,5% di chi possiede al massimo la licenza media.
Prosegue anche la crescita dei visitatori di musei, siti archeologici e monumenti, aumentati del 30,5% rispetto al 2022 e dell’8,4% rispetto al 2019. La distribuzione dei flussi rimane concentrata nei principali poli culturali del Paese, con Lazio, Campania e Toscana ai primi posti per densità e rilevanza del patrimonio museale.
Sul fronte della lettura, nel 2025 il 36,1% degli italiani di almeno sei anni ha letto almeno quattro libri all’anno e/o quotidiani almeno tre volte alla settimana, un dato stabile rispetto al 2024 ma inferiore al 37,9% del 2014. In particolare, la lettura abituale dei quotidiani è scesa dal 28,8% del 2016 al 21,1% del 2025, mentre la quota di lettori di almeno quattro libri all’anno si mantiene intorno al 23%.
Le biblioteche tornano ai livelli di frequentazione precedenti alla pandemia: nel 2025 vi si è recato almeno una volta il 15,1% della popolazione di almeno tre anni, rispetto al 15,3% del 2019. La partecipazione resta più alta tra bambini e ragazzi fino a 14 anni (34,4%) e tra i giovani di 15-24 anni (27,4%). Quest’ultima fascia registra però una flessione di 8,3 punti percentuali rispetto al 2019.
Infine, il Bes segnala la crescita dell’offerta agrituristica, seppure a ritmi più contenuti. Nel 2024 si contano 8,7 aziende ogni 100 chilometri quadrati, con un incremento annuo dello 0,9%, in rallentamento rispetto al 4,1% del 2019. Nel Mezzogiorno la crescita raggiunge il 2,5%, contro lo 0,5% del Nord e del Centro, nonostante una densità inferiore alla media nazionale, pari a 4,2 strutture ogni 100 chilometri quadrati.

