Riaprire il Teatro Gesualdo entro fine anno. E’ la sfida lanciata dall’assessore alla cultura e agli eventi Luca Cipriano “Abbiamo ereditato un teatro che non esiste più. Va spiegato chiaramente agli avellinesi: non ci sono più i servizi, non c’è nessun tipo di programmazione. Quello che era il Gesualdo nel passato oggi non c’è più. Stiamo lavorando sodo e speriamo entro l’anno di poter riaprire il Teatro in maniera definitiva, con una stagione all’altezza di quelle che si facevano in passato. Nel 2027 il Gesualdo spegnerà 25 candeline, sarà un compleanno importante da festeggiare. Di qui la volontà di regalare alla città una stagione come quella del passato, alla quale gli avellinesi erano molto affezionati. Purtroppo, partiamo da macerie culturali che abbiamo ereditato anche da questo punto di vista. Macerie legate non solo alla programmazione, ma anche alle condizioni di un edificio che presenta importanti carenze strutturali. Abbiamo un finanziamento abbastanza rilevante con i fondi Priùs, che ci consentirà di rilanciare e mettere in sicurezza gli spazi del Carlo Gesualdo”.
E sulla gestione del Teatro “Tutte le ipotesi restano aperte: dalla gestione interna al partenariato, fino all’affidamento. Abbiamo l’esigenza di riaprire il teatro. Ce lo chiedono gli avellinesi tutti i giorni, ed è un impegno che abbiamo assunto e che manterremo. Certamente il Teatro non potrà essere aperto, come da abitudine, nel mese di ottobre. Speriamo di riuscirci entro la fine dell’anno. L’idea è quella di una riapertura stabile, con una campagna abbonamenti come quelle di un tempo. Il Carlo Gesualdo aveva almeno 3 mila abbonati negli anni in cui funzionava, mentre negli ultimi anni il numero degli abbonamenti si era ridotto a 25. Quindi qualche problema c’è stato, inutile nasconderlo. Ripartiamo da ciò che abbiamo ereditato e con impegno ci metteremo al lavoro per restituire al Carlo Gesualdo lo splendore che merita”.
Cipriano si sofferma anche sulla volontà di rilanciare l’Eliseo “Ci siamo insediati ai primi di luglio e abbiamo dovuto dedicare tutte le energie al Ferragosto e agli eventi estivi. L’assessorato alla cultura, però, non è un assessorato agli eventi soltanto. È un assessorato strategico. Con l’amministrazione e con il sindaco stiamo lavorando a un piano regolatore della cultura, a un progetto strategico attraverso il quale nei prossimi mesi presenteremo alla città le funzioni di ciascuno degli edifici culturali. Riaprire il teatro è una missione ed è una priorità. Ho assunto l’impegno pubblicamente in queste sere estive: l’Eliseo dovrà uscire da questo limbo di gestione occasionale, dovrà avere una sua governance, un suo progetto, un coinvolgimento pubblico-privato con la partecipazione delle associazioni. Lo stesso faremo per Villa Amendola, per la Casina del Principe e per la Dogana. L’obiettivo, nel corso del primo anno di amministrazione, è quello di completare questo tassello strategico: dare una funzione definitiva a ciascuno dei luoghi della cultura della città. Poi, naturalmente, li riempiremo sempre più di eventi, contenuti e attività. Ma senza una programmazione strategica si realizzano soltanto iniziative occasionali, e non è quello che vogliamo fare”.


