Martedì, 26 Maggio 2026
10.36 (Roma)

Ultimi articoli

Mi chiedo: ha senso affermare che il nuovo governo è, come si dice, a trazione meridionale? Non ne sono convinto. Penso che il luogo di nascita di un politico, a volte, sia solo un caso e che ben altre dovrebbero essere le motivazioni dell’impegno. Questo, sia chiaro, non è rapportabile solo alla somma dei luoghi di nascita di chi rappresenta gli elettori, ma deve fare riferimento, a mio avviso, alla capacità che una classe dirigente sa testimoniare per onorare il mandato di difesa degli interessi di un territorio. Nel nostro caso il Sud. A me, dunque, pare provinciale (nel senso deteriore del termine) coniugare luogo di nascita e impegno politico. E dà ragione a coloro che, in modo a volte strumentale, usano contrapporre una realtà ad un’altra dello stesso paese per catalogarne le differenze. Io credo che al di là dell’appartenenza ad un territorio, il problema meridionale sia endogeno e riguarda almeno tre aspetti, tra i tanti, molto spesso tenuti fuori, per volontà o per disattenzione, dalla discussione politica: l’incapacità della classe dirigente, politica e non, a tenere alto il livello di guardia contro la diffusa criminalità che occupa quasi l’intero mezzogiorno; l’assenza di una comune strategia per infrastrutturale il Sud e renderlo competitivo; il non aver compreso che la partita più che contro il Nord oggi si gioca soprattutto in Europa. In ogni caso, tutte e tre le considerazioni riguardano la questione morale che non trova alcuna corrispondenza nella attuale gestione politica della classe dirigente. Vado per ordine. Non è smentibile che il Sud sia prigioniero dei poteri criminali. Le testimonianze sono scritte nelle vicende quotidiane della corruzione politica, nel sistema del voto di scambio, nella collusione tra politica e malaffare. La malapolitica si innerva sul territorio compromettendone il futuro. Il potere economico nel mezzogiorno è nelle mani della malavita che lo esercita attraverso minacce e intimidazioni. Quale risposta i governi hanno dato rispetto a questa cancrena, a parte il lavoro intenso ed apprezzabile della giustizia e delle forze dell’ordine? Che, però, non è sufficiente.

La politica, per quanto di sua competenza, è muta, senza coraggio, molto spesso compromessa. Essa controlla il territorio agendo da idrovora: cattura il consenso servendosi di spurio clientelismo e quando si rende conto che alcuni “santuari” sono impenetrabili, grazie ad uno spudorato trasformismo si vende alle regole del più forte. Rifletto, ora, sulla seconda considerazione: gli insopportabili ritardi nell’azione di infrastrutturazione del Mezzogiorno. Il problema è antico. Bisogna ricorrere con la memoria alla nascita della Cassa del Mezzogiorno, negli anni Cinquanta e all’azione di Alcide De Gasperi che ne volle l’istituzione, per trovare un timido segnale di politica infrastrutturale del Sud. Quello fu vero Risorgimento. Con il passare del tempo e l’invasione della malapolitica e il controllo della criminalità, che opera sempre laddove ci sono risorse da ingurgitare, anche la Cassa ha dovuto cedere, passando dalla visione complessiva dello sviluppo – con la costruzione di dighe e strade – alla politica delle mance per realizzare fontanini e interventi minori, ben lontani dalla visione strategica infrastrutturale del territorio. Penso ai tempi e alle distanze oggi tra Roma e Reggio Calabria, senza ferrovie ad alta velocità, o alla Napoli – Bari che, se tutto andrà bene, potrebbe diventare fruibile nel secondo quarto di secolo. Anche qui: dov’è la politica? E in quale mondo si sono rifugiati i politici meridionali che avrebbero dovuto impegnarsi per la soluzione di questi problemi? Infine, l’Europa. Qui è il nodo vero del disimpegno della classe dirigente politica, a partire dalla rappresentanza meridionale a Bruxelles, per giungere fino all’ultimo amministratore del più piccolo Comune del Sud, aggredito oggi dallo spopolamento e dalla fuga dei cervelli. La Commissione europea destina fondi notevoli per lo sviluppo del Mezzogiorno. Essi vengono gestiti dalle Regioni. Che cosa accade nel Sud? Che i fondi non sono utilizzati per mancanza di progetti credibili o per incapacità di progettazione. Cosa che, invece, sa fare bene il potere criminale. Risultato: le risorse non utilizzate vanno in perenzione, Bruxelles se le riprende e li destina ad altre nazioni europee. E la politica? Anche stavolta, sta a guardare. Queste modeste riflessioni mi permetto di consegnare al premier Giuseppe Conte, nel momento in cui egli si accinge, anche da meridionale pugliese, a consegnare al Parlamento le dichiarazioni programmatiche di indirizzo del governo del Paese. Con una sincera raccomandazione: l’Italia sarà unita e competitiva solo se tutti i vagoni del treno del Paese andranno nella stessa direzione, senza che qualcuno operi per farne deragliare una parte. E chi li occupa, alla fine, è poco importante.

di Gianni Festa

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Nuovo Clan Partenio: la sentenza diventata definitiva è stata notificata anche a Diego Bocciero – tramite la procura di Napoli…

Sono considerate gravissime le condizioni di un 26enne, originario del Bangladesh, colpito ieri sera da una trave mentre stava revisionando…

Operaio travolto ed ucciso sull’A1, e’fissato per mercoledi’ mattina il conferimento dell’incarico medico legale per l’autopsia sulla salma di Michele…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

E’ la festa in piazza Libertà a salutare l’elezione di Nello Pizza alla carica di sindaco. Mentre risuonano le note di Bella Ciao sono in tanti a riversarsi nel cuore della città per stringere la mano al neo eletto sindaco, farsi una foto, abbracciarlo. Poichè sembrava impossibile vincere al primo...

Una certezza: il centrosinistra vince se unito. E vince non solo per la corazzata Dem che ha trovato l’intesa al suo interno all’ultimo minuto, offrendo una candidatura a sindaco a un professionista serio, fuori dalle polemiche, credibile. La mitezza e l’autorevolezza di Nello Pizza hanno fatto la differenza. C’è un...

Rodolfo Picariello Ariano – La disfatta ha cominciato a delinearsi sin dalle prime schede scrutinate. Il candidato sindaco Ferrante ha preso immediatamente il largo e nelle sedi elettorali dei candidati sindaci Roberto Cardinale e Carmine Grasso l’aria è diventata subito grigia. Mestizia e rimorsi su eventuali errori commessi erano padroni...

Ariano Irpino – Il centrosinistra diviso perde le elezioni per il sindaco della città del Tricolle. E, oltre alla vittoria del candidato a primo cittadino della coalizione di centrodestradestra Mario Ferrante, sarà questo il tema di discussione dei prossimi giorni. Anche se lo stesso Ferrante, durante le prime battute della...

Ultimi articoli

Attualità

La Biblioteca comunale di Baiano diventa da oggi la prima biblioteca in Italia ad utilizzare l’app MyEyes, e una delle…

Secondo e ultimo giorno di elezioni: le urne rimarranno aperte fino alle 15, e subito dopo inizierà lo spoglio. Già…

Sarà presentato mercoledi 27 maggio alle ore 11, presso la sede del Cesvolab di Corso Umberto ad Avellino, il progetto…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy