Rosa Bianco
Ci sono momenti nella storia di un territorio che segnano una svolta profonda, destinata a imprimersi nella memoria collettiva per generazioni. Il 1806 rappresenta uno di questi passaggi fondamentali per l’Irpinia: l’anno in cui il capoluogo amministrativo del Principato Ultra fu trasferito da Montefusco ad Avellino, inaugurando una nuova stagione istituzionale, civile ed economica per l’intera provincia.
A distanza di oltre due secoli, nel 2026, quella scelta storica torna al centro della riflessione culturale e politica attraverso due convegni che, con lo stesso titolo e lo stesso spirito, intendono rileggere il passato per comprendere il presente e progettare il futuro.
“1806-2026: Il Capoluogo da Montefusco ad Avellino – Prospettive future” non è soltanto il titolo di un incontro accademico, ma il simbolo di un dialogo tra memoria e prospettiva, tra storia e sviluppo, tra le radici profonde dell’Irpinia e la sua capacità di rinnovarsi.
L’ appuntamento si terrà sabato 14 marzo 2026 alle ore 17.00 presso la Sala Penta della Biblioteca Provinciale di Avellino, in Corso Europa. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali diSalvatore Santangelo, Sindaco di Montefusco, e di Pasquale Luca Nacca, Presidente dell’associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia.
Seguirà la proiezione del documentario sul passaggio del capoluogo da Montefusco ad Avellino, realizzato a cura dell’avvocato Antonio Di Martino, preziosa testimonianza storica che ripercorre una delle vicende più significative della storia amministrativa irpina.
Il dibattito vedrà gli interventi di autorevoli rappresentanti del mondo economico e istituzionale: Giulio De Angelis, Vicepresidente nazionale Federcomated;Veronica Barbati, Presidente Coldiretti Avellino; Luca Beatrice, Presidente CNA Avellino; Emilio De Vizia, Presidente Confindustria Campania.
Le conclusioni saranno affidate a Luigi Famiglietti, Deputato della XVII Legislatura e docente di Diritto degli Enti Locali presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. A moderare l’incontro sarà Gianni Festa, direttore del Corriere dell’Irpinia.
Riflettere oggi su quel passaggio storico significa non soltanto ricordare una decisione amministrativa che ha cambiato il volto della provincia, ma comprendere il valore di una trasformazione che ha segnato il destino dell’Irpinia moderna.
Il convegno si propone proprio come un momento di alta riflessione culturale e istituzionale, nel quale storia, economia, istituzioni e società civile si incontrano per rileggere un capitolo fondamentale della vicenda irpina.
Attraverso gli interventi dei rappresentanti del mondo produttivo, delle organizzazioni territoriali e delle istituzioni, il dibattito non si limiterà alla rievocazione storica del trasferimento del capoluogo nel 1806, ma offrirà anche uno sguardo sulle prospettive di sviluppo e sulle sfide future del territorio.
Avellino, divenuta capoluogo oltre due secoli fa, continua infatti a rappresentare il punto di riferimento amministrativo, economico e culturale della provincia, e proprio da qui prende avvio questa riflessione che unisce memoria storica e visione strategica.
La storia, in questo senso, non è soltanto un patrimonio da custodire, ma una chiave di lettura per interpretare il presente e orientare il futuro.
E nella cornice culturale della Biblioteca Provinciale di Avellino, il convegno del 14 marzo si configura come un momento di consapevolezza collettiva, nel quale l’Irpinia torna a interrogare la propria storia per comprendere meglio la direzione del proprio domani.




