E’ Paolo Sarno, segretario Acs a rilanciare sulla vertenza Acs “A ben sette mesi ormai, i dipendenti dell’ACS, l’Azienda dei Servizi del Comune di Avellino, stanno vivendo il lavoro come il peggior incubo della loro vita. Un incubo che non sembra affatto destinato a finire e che, tuttavia, potrebbe rappresentare una sorta di dolce abbandono, di un letargo del sonno nell’attesa di una ritrovata primavera, da preferire comunque alla triste realtà che si prospetta davanti a loro. Tra qualche mese, infatti, scadrà il termine assegnato dall’amministrazione commissariale per il completamento degli atti che dovrebbero portare al definitivo scioglimento della società posta in liquidazione lo scorso mese di Ottobre, e che vede scadere il proprio contratto di servizio con il Comune il 30/06 p.v.
Da quella data le vite e le speranze di questi lavoratori saranno rimesse nelle mani di un triste destino. Lo stesso che li ha accompagnati durante tutto il loro percorso di vita e di lavoro. Il loro cammino, infatti, non è stato mai facile, sempre in salita, tra continui stop and go fatti di disoccupazione e casse integrazioni, di aziende che aprivano e poi richiudevano, di abbandono in balia delle più varie forme di precarietà e di sfruttamento. Finalmente, dopo tanti anni era sembrata accendersi una flebile speranza, una luce che via via si era fatta sempre più luminosa, stabile, sicura, nella quale sembravano finalmente scomparse le incertezze ed al loro posto era apparsa la tranquillità del domani; la sicurezza verso cui ogni lavoratore tende, aspira, si aggrappa per tutelare, difendere e consolidare la propria dignità umana e personale, familiare e sociale. I sacrifici e le sofferenze vissute sulla propria pelle sembravano già un lontano ricordo, quando il destino, beffardo e crudele, ha fatto sì che nelle loro vite si ripresentasse di nuovo quell’oscuro presagio, la maledizione che li ha fatti ripiombare nella disperazione e nel caos e che li ha rigettati nel baratro dal quale pensavano di essere definitivamente riemersi”.
Una nota che vuole essere l’occasione per lanciare un appello ai candidati alla carica di sindaco “Purtroppo, anche questa volta il loro destino è rimesso nelle mani di decisori dai quali dipendono o la certezza e la garanzia del loro lavoro, oppure il disfacimento e la disgregazione di ogni forma di stabilità e di visione per il futuro. Per questo motivo occorre che le decisioni che si prenderanno, fondamentali anche per la vita della città, non devono e non possono essere soltanto il risultato di un mero calcolo matematico; bensì, devono comprendere una strategia politica che tenga conto anche degli sviluppi e delle ricadute economiche e sociali – aspetti che in questa vicenda sono intrinsecamente coinvolti – senza che l’uno possa prevalere sull’altro in un semplice rapporto tra costi e benefici, ma che dovrebbe far propendere verso la seconda opzione.
Questa dovrebbe essere una priorità necessaria non soltanto per tutelare gli interessi dei lavoratori, ma anche perché in tutti questi anni l’Azienda ha dimostrato di essere un potenziale enorme per l’Ente, sia dal punto di vista delle risorse economiche incassate sia perché ha garantito una forma non vessatoria di controllo dei parcheggi, conservando e tutelando un perfetto equilibrio tra i diritti dei cittadini ed il rispetto degli operatori del servizio. Ed ulteriori forme di risparmio sono state assicurate all’Ente grazie agli altri servizi resi, quali, la custodia e la guardiania dei beni comunali, i lavori di piccola manutenzione e di segnaletica stradale, nonché di supporto alla Polizia Municipale per il l’apertura/chiusura delle strade e la collaborazione tuttora resa in alcuni uffici dell’Amministrazione Comunale.
Per questo auspichiamo che i tre candidati a sindaco, a prescindere dal proprio colore politico e da ogni loro posizionamento, abbiano ciascuno inserito nel proprio programma il futuro dell’ACS e, forti di questo comune interesse, chiedano al commissario prefettizio di non assumere ulteriori decisioni sulla Società partecipata del Comune che siano in contrasto con la sua esistenza in vita. Di garantire, d’ora in poi, soltanto gli atti ineludibili dell’ordinaria amministrazione che possano consentire al futuro sindaco della città ogni decisione di merito sul servizio della sosta a pagamento, del quale, ne siamo certi, per il bene e le tasche della collettività non si dovrà andare verso la totale esternalizzazione del servizio, per non privare l’Amministrazione Comunale di un asset strategico come quello dell’Azienda municipalizzata dei servizi, che ha da sempre dimostrato di essere il braccio operativo dell’Ente e come tale è sempre stata utilizzata. Grazie ai suoi dipendenti infatti è stato possibile garantire ed assicurare i tanti servizi che il Comune offre alla città, nonostante il deflusso continuo e costante del suo personale che negli anni è calato significativamente, tanto da dimezzare numericamente la sua attuale Dotazione Organica.
L’augurio più sincero che facciamo ai lavoratori dell’ACS, e che intendiamo rivolgere anche ai tanti lavoratori che si trovano a vivere momenti difficili a causa del lavoro, è che questo Primo Maggio sia innanzitutto portatore di certezze e che possa diventare un luogo d’incontro per il futuro. Il luogo dove poter ritrovare se stessi, gli altri e la propria dignità; che diventi il paradigma della sicurezze e non soltanto il luogo della speranza; che le mille parole che si sprecheranno, comprese le nostre, non restino una vuota retorica ma ritrovino linfa e fondamenta per alimentarsi, crescere e consolidare i principi sacri ed inviolabili della nostra Carta Costituzionale. Che diventi davvero il luogo dove si realizza concretamente il principio cardine e mezzo per il raggiungimento, non attraverso i privilegi ma attraverso il lavoro, della dignità sociale e lo sviluppo umano e personale”


