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Repubblica al femminile: dal voto alle leggi che hanno trasformato l’Italia

Rosa Bianco

Il 13 maggio alle ore 11.00, nella solenne cornice della Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, si terrà un convegno che già dal titolo dichiara la propria ambizione civile e culturale: “Dal diritto di voto alle leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia”. Un’iniziativa che si inserisce nel percorso celebrativo degli ottant’anni della Costituente e che richiama, con forza simbolica e profondità storica, il ruolo decisivo delle donne nella costruzione della Repubblica.

 

Non è un caso che il filo conduttore dell’incontro sia racchiuso nell’espressione “Repubblica: sostantivo femminile”. Non si tratta di una semplice suggestione linguistica, ma di una presa di coscienza politica e culturale: la storia repubblicana italiana non può essere compresa senza riconoscere il contributo delle donne, a partire dalla conquista del diritto di voto fino all’elaborazione di leggi che hanno inciso profondamente nel tessuto sociale del Paese.

 

Ad aprire i lavori sarà Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei deputati, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un tema che non appartiene al passato, ma continua a interrogare il presente. Il saluto introduttivo di Giuseppe Gargani offrirà una chiave di lettura storica e istituzionale, mentre il dibattito si arricchirà degli interventi di figure di primo piano come Livia Turco, Flavia Piccoli Nardelli, Anna Maria Carloni, Fiorenza Taricone e Nastassja Habdank. A moderare l’incontro sarà Giorgio Zanchini, garanzia di un confronto rigoroso e aperto.

 

Il valore di questo convegno risiede nella sua capacità di connettere memoria e prospettiva. Il diritto di voto, conquistato con fatica e determinazione, rappresenta il punto di partenza di un percorso che ha visto le donne protagoniste di battaglie legislative fondamentali: dalla tutela dei diritti civili alla promozione dell’uguaglianza sostanziale, fino alla ridefinizione dei rapporti sociali e familiari.

 

In un tempo in cui il dibattito pubblico rischia spesso di appiattirsi sull’immediatezza, appuntamenti come questo restituiscono profondità e visione. Ricordano che la democrazia è un processo in continua evoluzione e che il contributo femminile non è un capitolo accessorio, ma una delle sue colonne portanti.

 

Celebrare le donne che hanno cambiato l’Italia significa, in definitiva, interrogarsi su quale Italia si voglia costruire oggi. E la risposta, forse, è già inscritta nel titolo dell’iniziativa: una Repubblica che riconosce pienamente, senza retorica ma con consapevolezza, la propria natura — finalmente e definitivamente — anche femminile.

 

 

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